La Nuova Sardegna

[EMPTYTAG]Si vota su Bonafede Governo alla prova

[EMPTYTAG]Italia Viva non scioglie le riserve sulla sfiducia al ministro della Giustizia M5s fa quadrato. Ma c’è anche aria di rimpasto, un ministero alla Boschi?

3 MINUTI DI LETTURA





[FIRMA&LUOGO]di Serenella Mattera

<MC>ROMA

[TESTO]Matteo Renzi tiene fino all'ultimo alta la tensione. Non scioglie la riserva sulle mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede, nonostante un incontro a Palazzo Chigi di Maria Elena Boschi con Giuseppe Conte. Il premier intende concedere a Italia viva il «riconoscimento politico» chiesto, non per paura di una crisi ma per poter andare avanti fino al 2023 - dicono dal governo - senza frizioni. Rimpasto è l'ipotesi che più circola in queste ore. Sarebbe stata respinta, secondo fonti renziane, la proposta di un posto di sottosegretario alla giustizia per Lucia Annibali o Gennaro Migliore. Mentre circola il nome di Maria Elena Boschi per un ministero. Ma dopo l'incontro con Boschi i renziani ribadiscono di attendere ancora un «segnale» sui temi della giustizia. «Aspettiamo di ascoltare Bonafede e poi parla Renzi», è la linea della vigilia. M5s fa scudo al ministro, così come il Pd che però gli chiede un cambio di passo. Sia Vito Crimi che Graziano Delrio, come il ministro Francesco Boccia, dicono che se passerà la sfiducia, si apre la crisi di governo. In pochi credono che Renzi arriverà fino a questo punto. Ma i numeri risicati della maggioranza e il rischio di un incidente contribuiscono ad agitare la vigilia. Boschi entra a Palazzo Chigi due volte nella stessa giornata. Prima incontra il capo di gabinetto del premier, Alessandro Goracci, per consegnargli le proposte di Iv, poi viene ricevuta da Conte. E, secondo fonti renziane, registra «passi in avanti» sul piano shock per le infrastrutture (un tema su cui la maggioranza concorda ma che gli alleati non vogliono «lasciare» a Renzi) e sul Family act. Ma sulla Giustizia, aggiungono, si attende ancora «un segnale». Il che vuol dire, secondo fonti di maggioranza: rimpasto. Boschi al posto di Bonetti? È una delle ipotesi. Un ministero ad hoc sarebbe la richiesta dei renziani. In maggioranza c'è chi è contrario a concedere tanto. E nel M5s è opinione diffusa che, qualsiasi cosa si conceda, Renzi non smetterà la sua guerriglia. A riprova viene presa la quarta di copertina del suo nuovo libro in uscita, «La Mossa del cavallo», in cui si torna a parlare di «riscrivere insieme le regole del gioco» e di una nuova sfida politica. Ma Conte intende far proseguire la legislatura, di qui la concessione di un riconoscimento politico. Intanto però, mentre Bonafede scrive il suo intervento e registra «attestati di stima», non si smina la vigilia del voto. Tra le ipotesi c'è anche l'uscita dall'Aula di Iv. I numeri sono talmente «corti», che l'incidente è dietro l'angolo. Gli ultimi conteggi accreditano tra i 150 e i 151 voti per la maggioranza senza Iv e 144 per la mozione presentata da Emma Bonino per +Europa con Azione e Fi. È questo il voto che impensierisce, più di quello sulla mozione unitaria del centrodestra. Perché potrebbe attrarre anche 5 o 6 senatori del Misto considerati incerti, tra cui ex M5s come Ciampolillo e Giarrusso, e poi nomi come Casini e Cerno. I socialisti, rappresentati al Senato da Riccardo Nencini, chiedono le dimissioni del ministro pena la sfiducia. Secondo il renziano Roberto Giachetti, anche alcuni senatori Dem e Leu sarebbero «nervosi», in dissenso sulla linea di Bonafede. In serata Andrea Marcucci riunisce i senatori Pd ed emerge in effetti malcontento per come lavorano, senza consultare gli alleati, sia Bonafede che la titolare della scuola Lucia Azzollina. «Il metodo di Bonafede non ci piace. Voteremo per salvare il governo ma il Guardasigilli ora deve ricordarsi di essere ministro in un governo di coalizione nella stesura delle riforme», dice Marcucci. Ma da qui a votare la sfiducia ce ne passa. Il M5s intanto fa quadrato. Se si apre la crisi, si va a votare, dicono dal Pd. Luigi Di Maio si spinge a parlare di «maggioranza compatta», seguito da Roberto Fico a La7: «Il governo gode della fiducia in Parlamento, dove ha una maggioranza importante. Se poi qualcuno ha in mente di dare spallate al governo, non mi sembra ci stia riuscendo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative