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Il pasticcio delle spiagge: ombrellone no, anzi forse

Il pasticcio delle spiagge: ombrellone no, anzi forse

Autorizzate le passeggiate e le nuotate nel rispetto rigoroso delle distanze Ma l’ordinanza regionale non chiarisce se sarà possibile sdraiarsi al sole

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CAGLIARI. Non è ufficiale, ma in spiaggia dovrebbe essere permesso piazzare ombrelloni e sdraio. La Regione ha cambiato idea in quattro e quattrotto. Non solo più passeggiate, canne da pesca, nuotate e tuffi, ora il suo via libera sarebbe totale. Prendere il sole e stendere l’asciugamano non dovrebbe essere più una violazione. Ma perché il condizionale? Perché non c’è uno straccio di documento che confermi la svolta dell’ultim’ora. È di fatto una deduzione, fatta trapelare dall’assessorato agli enti locali, che può essere riassunta così: «Quanto non è vietato dal decreto del Governo e dall’ordinanza della Regione, è consentito». In effetti, nei due documenti, non c’è scritto che gli ombrelloni sono banditi dalle spiagge, mentre si legge: «L’accesso sarà consentito purché siano rispettate le distanze di sicurezza fra le persone e quelle fra ogni postazione, previste dai protocolli dell’Inail, dell’Istituto superiore di sanità o da quelli regionali». Quindi, un metro fra i bagnati, un metro e mezzo fra i lettini e non meno di 10 metri quadrati riservati per ciascun ombrellone. Prescrizioni da rispettare, comunque e sempre, sia negli stabilimenti balneari che nelle spiagge libere. Eppure, fino all’altro giorno, prendere il sole sembrava impossibile. Ma non sarebbe più così.

L’assessore. A parlare per conto e nome della Regione è stato solo l’assessore agli enti locali, «Gli arenili sono accessibili e si può entrare anche in acqua – ha detto Quirico Sanna – ma sempre nel rispetto delle prescrizioni. Siamo arrivati a queste conclusioni dopo un confronto con le altre regioni costiere e deciso di seguire una linea comune». Però anche lui ha parlato solo di nuotate, non del resto. Poi è arrivata l’interpretazione e le ultime barriere dovrebbero essere cadute.

I dubbi. Nonostante le letture allargate del decreto e dell’ordinanza, qualche incertezza è rimasta. Forse saranno spazzate via dalla pratica quotidiana, almeno così si augurano i gestori degli stabilimenti. Per la verità, fanno sapere, «una data certa di apertura non c’è stata ancora comunicata». Dovrebbe essere intorno ai primi di giugno, è un’altra delle indiscrezioni. Mentre c’è una sola certezza: le regole non cambieranno più dopo le correzioni di queste settimane. Correzioni che hanno ridotto il taglio degli ombrelloni dal 60 al 28 per cento.

Controlli indefiniti. Se nelle spiagge in concessione l’osservanza delle regole spetterà di sicuro ai gestori, in quelle libere, sono l’80 per cento, dovrebbe ricadere sui Comuni. Ma i sindaci hanno replicato sin da subito: «Non abbiamo i soldi e il personale per organizzare i litorali. Ancora meno sarà possibile per noi garantire la vigilanza da giugno fino a settembre». La denuncia è stata raccolta dalla Regione e infatti – sono le parole dell’assessore Sanna – «abbiamo in corso una trattativa per capire se questi maggiori costi saranno rimborsati dal Governo». Però di questo finora non s’è parlato in nessuna videoconferenza fra Roma e Cagliari. Tant’è che i sindaci hanno replicato: «Se non ci sarà chiarezza sulle regole d’ingaggio, nessun Comune farà nulla». In una frase sola: la confusione è ancora tanta. (ua)

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