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[NERO]Evitare il Mes grazie al Recovery Fund: il piano di Conte per l’unità

Un Recovery Fund che compatti la maggioranza e consenta di rendere concreta la non attivazione del Mes. Il piano del premier Giuseppe Conte, da qui alla metà di giugno, ha questo duplice obiettivo. È...

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Un Recovery Fund che compatti la maggioranza e consenta di rendere concreta la non attivazione del Mes. Il piano del premier Giuseppe Conte, da qui alla metà di giugno, ha questo duplice obiettivo. È un piano che vede il capo del governo impegnato sul fronte Ue e su quello interno con due tipologie di «falchi»: i Paesi del Nord Europa da un lato, la fronda filo-sovranista del Movimento 5 Stelle dall'altro. Ma c'è un dato, di fondo, del quale Conte si sarebbe convinto: l'attivazione della linea di credito pandemica derivata dal Mes, sebbene priva di condizionalità, potrebbe rappresentare un’etichetta scomoda per l'Italia. Nelle ore successive al lancio della proposta franco-tedesca sui 500 miliardi come primo nocciolo del Recovery Fund si è attivata la tela diplomatica di Palazzo Chigi. Ed è ancora una volta su Parigi e Berlino che il governo ha puntato le sue fiche. La telefonata tra Conte e il presidente francese Emmanuel Macron è servita a rinsaldare l'asse anti-falchi di Italia e Francia. Asse che, da qui al prossimo Consiglio Ue, sarà decisivo per piegare i Paesi contrari al Recovery Fund. Ma ancor più decisivo è il ruolo della Germania. «Se c'è la cancelliera Merkel dalla nostra parte gli altri Paesi membri contrari possono poco», spiega una fonte vicina al dossier. E, non a caso, un contatto tra Merkel e Conte ci potrebbe essere proprio in queste ore. La trattativa non è facile e non è affatto conclusa. A Palazzo Chigi continuano a parlare di «buon punto di partenza», consapevoli che il traguardo fissato qualche settimana era di un Recovery Fund da 1500 miliardi. Certo, il bazooka franco-tedesco parla di «grants» (trasferimenti a fondo perduto) da mettere in campo già nel 2020, proprio come chiesto da Roma, ma non è detto che al M5S basti. «Cinquecento miliardi sono pochi», spiega una fonte autorevole del Movimento. Conte, alle Camere, plausibilmente dopo il Consiglio Ue di giugno porterà l'intero pacchetto di aiuti: il fondo Sure, le risorse messe in campo dalla Bei, il Mes e il Recovery Fund. Risorse vitali per la manovra economica di autunno che, senza gli aiuti europei, rischia di portare il governo sul baratro. A quel punto, con un Recovery Fund corposo, Conte potrebbe specificare che il Mes non sarà attivato. Ma potrà farlo solo portando in Aula il successo della sua trattativa.

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