[EMPTYTAG]Torna in cella il boss scarcerato per il Covid
Uno dopo l'altro i boss scarcerati per motivi di salute, aggravati dal rischio del Covid, tornano in cella oppure vengono ricoverati in una struttura sanitaria attrezzata e vigilata. Dopo Francesco...
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Uno dopo l'altro i boss scarcerati per motivi di salute, aggravati dal rischio del Covid, tornano in cella oppure vengono ricoverati in una struttura sanitaria attrezzata e vigilata. Dopo Francesco Bonura, fedelissimo di Bernardo Provenzano, il giudice di sorveglianza rimanda in carcere anche Franco Cataldo. È l'anziano boss (85 anni) che per due mesi, nel 1994, aveva tenuto segregato in un casolare di campagna nelle Madonie vicino a Gangi il piccolo Giuseppe Di Matteo prima che fosse strangolato e sciolto nell'acido perché il padre Santino non si era piegato al ricatto di ritrattare le sue rivelazioni. Da due settimane Cataldo, condannato all'ergastolo, era ai domiciliari a Geraci Siculo (Palermo) dove è stato ieri ripreso e accompagnato al carcere dei Pagliarelli a Palermo. La revoca della scarcerazione è un altro passaggio del nuovo corso del Dap. E trova la sua motivazione nelle norme introdotte, mentre dilagavano le polemiche, dal decreto del ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Oltre al monitoraggio continuo del quadro clinico dei soggetti scarcerati, il decreto prevede che le richieste dei detenuti siano accompagnate dai pareri delle Procure.
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