La Procura identifica il quinto stragista, lo accusa la moglie
Svolta nelle indagini sulla bomba alla stazione di Bologna in un filmino amatoriale riconosciuto il volto di Paolo Bellini
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BOLOGNA. Ladro di mobili d'arte, attivista neofascista, omicida politico, pilota d'aereo, latitante in Brasile, sicario della 'Ndrangheta, infiltrato in Cosa Nostra, per un periodo collaboratore di giustizia e tuttora testimone in grandi processi sui rapporti tra mafia e Stato. Personaggio dal multiforme passato, oltre a tutte queste cose e altre ancora Paolo Bellini potrebbe essere il quinto uomo della strage della stazione Bologna. Lo accusa la Procura generale che, nell'indagare sui mandanti e i finanziatori, a 40 anni dal fatto ha trovato e vuole portare a giudizio un presunto ulteriore esecutore dell'attentato che il 2 agosto 1980 causò 85 morti e 200 feriti, sventrando un'ala dello scalo ferroviario.
Per la Strage sono condannati in via definitiva Mambro, Fioravanti e Ciavardini e pochi mesi fa, in primo grado, il quarto Nar, Cavallini. La nuova inchiesta ha individuato in Gelli, Ortolani, D'Amato e Tedeschi le “menti”, ma tutti e quattro sono deceduti e quindi non processabili. Bellini, che faceva parte di Avanguardia Nazionale, altro gruppo della galassia della destra estrema, era già stato indagato in passato e prosciolto nel 1992. Ma è tornato ad interessare gli investigatori di recente, grazie a un filmato amatoriale in super 8 girato da un turista tedesco poco prima dell'esplosione e ritrovato nell'archivio di Stato.
Tra i volti delle persone che si vedono sul primo binario c'è quello di un giovane con baffi e capelli ricci, che gli inquirenti hanno collegato a Bellini sulla base di una forte somiglianza. Ma una conferma pesante è stata messa a verbale da Maurizia Bonini, l'ex moglie. «Purtroppo è lui», ha detto, sentita dall'avvocato generale Alberto Candi e dai sostituti Nicola Proto e Umberto Palma il 12 novembre 2019. La donna lo ha riconosciuto senza esitazioni: «Ho visto in questo momento il video – ha aggiunto – e posso dire che la persona ritratta nel fermo immagine immediatamente dopo la colonna è il mio ex marito. Nei fotogrammi prima della colonna non si riconosce bene perché il viso è alzato e girato da una parte».
C'è un altro elemento: nell'interrogatorio si parla di una catenina e di un crocifisso: «Paolo aveva una catenina che portava al collo con una medaglietta e un crocifisso, almeno così mi pare di ricordare». E nel riconoscere l'ex marito nel filmato, la donna ha osservato: «Attaccato alla catenina mi pare ci sia un crocifisso». Proprio due crocifissi sono stati trovati e sequestrati nel corso delle indagini: «Confermo che, a mio avviso, uno dei due crocifissi poteva essere di Paolo in quanto non apparteneva alla mia famiglia».
Per la Strage sono condannati in via definitiva Mambro, Fioravanti e Ciavardini e pochi mesi fa, in primo grado, il quarto Nar, Cavallini. La nuova inchiesta ha individuato in Gelli, Ortolani, D'Amato e Tedeschi le “menti”, ma tutti e quattro sono deceduti e quindi non processabili. Bellini, che faceva parte di Avanguardia Nazionale, altro gruppo della galassia della destra estrema, era già stato indagato in passato e prosciolto nel 1992. Ma è tornato ad interessare gli investigatori di recente, grazie a un filmato amatoriale in super 8 girato da un turista tedesco poco prima dell'esplosione e ritrovato nell'archivio di Stato.
Tra i volti delle persone che si vedono sul primo binario c'è quello di un giovane con baffi e capelli ricci, che gli inquirenti hanno collegato a Bellini sulla base di una forte somiglianza. Ma una conferma pesante è stata messa a verbale da Maurizia Bonini, l'ex moglie. «Purtroppo è lui», ha detto, sentita dall'avvocato generale Alberto Candi e dai sostituti Nicola Proto e Umberto Palma il 12 novembre 2019. La donna lo ha riconosciuto senza esitazioni: «Ho visto in questo momento il video – ha aggiunto – e posso dire che la persona ritratta nel fermo immagine immediatamente dopo la colonna è il mio ex marito. Nei fotogrammi prima della colonna non si riconosce bene perché il viso è alzato e girato da una parte».
C'è un altro elemento: nell'interrogatorio si parla di una catenina e di un crocifisso: «Paolo aveva una catenina che portava al collo con una medaglietta e un crocifisso, almeno così mi pare di ricordare». E nel riconoscere l'ex marito nel filmato, la donna ha osservato: «Attaccato alla catenina mi pare ci sia un crocifisso». Proprio due crocifissi sono stati trovati e sequestrati nel corso delle indagini: «Confermo che, a mio avviso, uno dei due crocifissi poteva essere di Paolo in quanto non apparteneva alla mia famiglia».
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