Feste in piazza sotto esame, la Regione controlla i conti
di Claudio Zoccheddu
Verifiche a campione sulle manifestazioni pubbliche organizzate dal 2017 al 2019. Gli organizzatori: «Siamo in difficoltà, chiediamo un rinvio a dopo l’emergenza»
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SASSARI. La parola d’ordine che circolava a livello nazionale era una: sostegno. Anche gli organizzatori degli spettacoli dal vivo in Sardegna attendevano una mano d’aiuto e sono cascati dalle nuvole quando giovedì, sul sito della Regione, è comparsa la notizia di un “controllo a campione sui rendiconti 2017-2018-2019 presentati dagli organismi beneficiari dei finanziamenti della legge regionale numero 7/55” firmata dall’assessorato del Turismo. Da parte degli interessati non c’è stata alcuna recriminazione sulla legittimità della richiesta. A dare fastidio agli imprenditori dello spettacolo che hanno organizzato manifestazioni pubbliche finanziate con fondi regionali, è stata infatti la tempistica. Ma non solo, in un momento in cui il mondo dello spettacolo è sostanzialmente inattivo, sarà complicato rispettare il termine dei 30 giorni imposto dall’assessorato del Turismo che ha indicato la revoca del contributo come punizione per i ritardatari.
La replica. L’Agis Sardegna, nella sezione dedicata al coordinamento degli spettacoli dal vivo, ha chiesto l’intervento del presidente della Regione, Christian Solinas: «Premesso che non si intende in alcun modo contestare il diritto-dovere dell’effettuazione di questi controlli, riteniamo a dir poco sconcertante la scelta dei tempi adottata da parte della direzione generale dell’assessorato del Turismo, che appare in clamoroso ed evidente contrasto con gli indirizzi adottati e già resi operativi dalla presidenza della giunta e dall’assessorato della Pubblica istruzione della Regione, dal Mibact e in genere da tutti gli organismi finanziatori, indirizzati a velocizzare le procedure per erogare urgentemente liquidità alle imprese dello spettacolo travolte dalla crisi Covid-19». Una volta chiarito il punto di vista, Agis ha inoltrato la sua richiesta: «Ci auguriamo che un tempestivo intervento della giunta possa portare ad una immediata revoca delle determinazioni, rimandando al dopo Covid-19 le opportune attività di controllo e scacciando la fastidiosa e netta impressione di avere a che fare con un apparato burocratico ostile, sordo, insensibile e talora offensivo e arrogante».
Settore in crisi. Mentre negli uffici dell’assessorato del Turismo venivano estratti i nominativi degli organismi che saranno sottoposti ai controlli sulle rendicontazioni, il 30 per cento del totale dei beneficiari – da cui saranno esclusi i soggetti che sono stati già sottoposti a verifiche di controllo ordinario –, l’Agis metteva nero su bianco la lista delle difficoltà affrontate negli ultimi mesi: «L’intero settore dello spettacolo sta vivendo in stato comatoso. Le aziende sono sull’orlo della chiusura e, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno dovuto collocare il personale dipendente in cassa integrazione. Ora si trovano nell’impossibilità di svolgere anche l’ordinaria amministrazione. La richiesta dell’assessora assume contorni grotteschi se si considera che la maggior parte degli organismi beneficiari dei finanziamenti, pur avendo pagato la relativa fideiussione a favore della Regione, non ha ricevuto neppure le anticipazioni per l’attività del 2019, già svolte e rendicontate, che per legge dovevano essere erogate entro il 30 ottobre del 2019».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La replica. L’Agis Sardegna, nella sezione dedicata al coordinamento degli spettacoli dal vivo, ha chiesto l’intervento del presidente della Regione, Christian Solinas: «Premesso che non si intende in alcun modo contestare il diritto-dovere dell’effettuazione di questi controlli, riteniamo a dir poco sconcertante la scelta dei tempi adottata da parte della direzione generale dell’assessorato del Turismo, che appare in clamoroso ed evidente contrasto con gli indirizzi adottati e già resi operativi dalla presidenza della giunta e dall’assessorato della Pubblica istruzione della Regione, dal Mibact e in genere da tutti gli organismi finanziatori, indirizzati a velocizzare le procedure per erogare urgentemente liquidità alle imprese dello spettacolo travolte dalla crisi Covid-19». Una volta chiarito il punto di vista, Agis ha inoltrato la sua richiesta: «Ci auguriamo che un tempestivo intervento della giunta possa portare ad una immediata revoca delle determinazioni, rimandando al dopo Covid-19 le opportune attività di controllo e scacciando la fastidiosa e netta impressione di avere a che fare con un apparato burocratico ostile, sordo, insensibile e talora offensivo e arrogante».
Settore in crisi. Mentre negli uffici dell’assessorato del Turismo venivano estratti i nominativi degli organismi che saranno sottoposti ai controlli sulle rendicontazioni, il 30 per cento del totale dei beneficiari – da cui saranno esclusi i soggetti che sono stati già sottoposti a verifiche di controllo ordinario –, l’Agis metteva nero su bianco la lista delle difficoltà affrontate negli ultimi mesi: «L’intero settore dello spettacolo sta vivendo in stato comatoso. Le aziende sono sull’orlo della chiusura e, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno dovuto collocare il personale dipendente in cassa integrazione. Ora si trovano nell’impossibilità di svolgere anche l’ordinaria amministrazione. La richiesta dell’assessora assume contorni grotteschi se si considera che la maggior parte degli organismi beneficiari dei finanziamenti, pur avendo pagato la relativa fideiussione a favore della Regione, non ha ricevuto neppure le anticipazioni per l’attività del 2019, già svolte e rendicontate, che per legge dovevano essere erogate entro il 30 ottobre del 2019».
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