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Protezione civile, Lampis batte cassa

Protezione civile, Lampis batte cassa

L’assessore chiede il conto al Governo: «Ci devono rimborsare i 35 milioni spesi»

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CAGLIARI. Un primo conto la Regione lo ha fatto. Nei due mesi di massima emergenza sanitaria, marzo e aprile, ha speso 35 milioni per la protezione civile. È oltre la metà del fondo straordinario votato a marzo dal Consiglio regionale. «Sin dall’inizio, siamo dovuti intervenire con decisione, perché purtroppo in quel frangente da Roma spedivano sempre pochissimo, se non nulla, fra mascherine, guanti, camici sterili e macchinari», è la sintesi dell’assessore all’ambiente Gianni Lampis, che ha la supervisione della Protezione civile regionale «È una spesa straordinaria – aggiunge – che la Sardegna, come del resto tutte le altre regioni, s’è dovuta caricare sulle spalle. Ora il Governo ci deve rimborsare buona parte di quel conto».

I numeri. Un primo bilancio di quale sia stato il costo organizzativo per far fronte alla pandemia, è scritto nella contabilità speciale che la Regione ha dovuto tenere in questi mesi, come imposto dal Governo. «Sappiamo quanto abbiamo speso, euro dopo euro, per ogni fornitura», ribadisce l’assessore Lampis, ricordando tra l’altro «quanto sia stato difficile, in quelle settimane drammatiche, districarsi in un mercato mondiale sconvolto all’improvviso dagli effetti devastanti del Covid-19». Nessuno ha dimenticato quei giorni, molto tragici, in cui qualunque dispositivo di protezione individuale era introvabile, come anche gli indispensabili ventilatori polmonari per le terapie intensive. «Se la Regione non fosse scesa in campo con tempestività – sottolinea Lampis – la Sardegna sarebbe stata travolta di sicuro dall’epidemia soprattutto negli ospedali e nelle case di riposo per anziani». Come ricordato più volte dal governatore Christian Solinas: «C’è stato purtroppo un momento in cui, a cavallo fra marzo e aprile, l’Unità di crisi nazionale ha bloccato di fatto le spedizioni ed è per questo che ci siamo dovuti approvvigionare sul mercato, acquistando tutto quanto fosse necessario il più in fretta possibile». Compresi anche i kit per i vaccini rapidi.

I rimborsi. In questi giorni le Regioni hanno battuto cassa al Governo. «La trattativa – fa sapere l’assessore Lampis – è appena cominciata. Ma pare che il Governo per ora voglia riconoscere alle Regioni solo una piccola parte della spesa. Noi abbiamo replicato che gli spiccioli sono inaccettabili. Vedremo come andrà a finire». Il fronte dei governatori, però, è deciso a non mollare la presa. Hanno costituito due tavoli di lavoro e la settimana prossima ripresenteranno il conto a Palazzo Chigi. (ua)

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