La pandemia affossa l’isola 50mila stipendi in meno
di Umberto Aime
Cassa integrazione: 27mila richieste ma solo la metà ha ricevuto l’assegno
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CAGLIARI. Il coronavirus ha mandato gambe all’aria gli stipendi di quasi 50mila sardi, altri 117mila si sono dovuti aggrappare al bonus nazionale di 600 euro al mese per non finire sul lastrico. La grande crisi è racchiusa in queste cifre, confermate dall’ultimo rapporto dell’Inps, mentre è appena cominciata la corsa delle famiglie in difficoltà, per ottenere l’ultimo contributo previsto dal Governo, il Reddito di emergenza. Anche in questo caso è previsto un assalto online al sito dell’Istituto di previdenza, perché, nonostante la riapertura di molte attività commerciali, gli effetti economici collaterali del coronavirus continuano a pesare come macigni su imprese e famiglie.
Cassa integrazione. Dopo le aspre polemiche delle ultime settimane fra Regione e Governo, pare che ora le procedure siano diventate molto veloci e senza più blocchi d’incomunicabilità fra le piattaforme telematiche. Nel caso della cassa integrazione in deroga, è quella specifica per far fronte alla chiusura delle aziende a causa della pandemia, l’Inps fa sapere di aver autorizzato finora il 92 per cento delle oltre 13 mila domande ricevute dall’assessorato regionale al lavoro. L’8 per cento, un migliaio, invece sarebbe stato respinto per alcuni errori non rilevati al momento della richiesta da parte delle aziende. Sempre stando all’Inps, i lavoratori che beneficeranno della cassa integrazione sono e saranno oltre 30mila. Ma la percentuale dell’efficienza scende di molto, non superando il 50 per cento, se il calcolo si sposta sui lavoratori che avrebbero ricevuto l’integrazione salariale in queste settimane. Su 27mila solo 12.150 si sono visti accreditare l’assegno, ma la differenza dipenderebbe dal fatto che le aziende, dopo essere state autorizzate, devono compilare un secondo modulo online per dar corso al trasferimento dei soldi nei conti correnti dei lavoratori. Comunque fra le sedi Inps sono Sassari e Cagliari, con oltre 4mila pagamenti ciascuno, ad aver liquidato più in fretta. Subito dopo Nuoro e Oristano, con oltre un migliaio per ogni ufficio territoriale. Sempre per quanto riguarda la cassa integrazione, ma questa volta ordinaria, e altri fondi speciali per le aziende con più di cinque dipendenti, l’Inps ha autorizzato oltre il 77 per cento delle domande, con un arretrato intorno alle 3mila ancora da verificare.
Bonus. L’Istituto ha liquidato anche la seconda rata, dopo quella di marzo, del bonus – i 600 euro – destinato a Partite Iva, stagionali del turismo, collaboratori familiari, braccianti agricoli assunti a tempo determinato e quelli dello spettacolo con lo stesso tipo di contratto. I beneficiari, in Sardegna sono stati, in questi ultimi due mesi, oltre 117mila, con un esborso di 70 milioni in totale per ogni bonus. Importo destinato ad aumentare, perché – stando al decreto Rilancio – a maggio l’assegno speciale dovrebbe salire fino a mille euro. Comunque, secondo un’altra tabella, sono state oltre 82mila le Partite Iva aver presentato la domanda, quasi 17mila gli stagionali del turismo, 9mila operai agricoli, 8mila collaboratori familiari e 669 i lavoratori a tempo determinato delle aziende collegate agli spettacoli. Questo lunedì, sempre secondo l’Inps, tutti riceveranno la seconda rata del bonus.
Reddito di emergenza. È l’ultima provvidenza, intorno ai 400 euro mensili fino a un massimo di 800, decisa dal Governo. Le domande possono essere presentate online sul sito dell’Inps da questa settimana e fino al 30 giugno, Quindi, soltanto fra un mese, si saprà quante famiglie sarde avranno richiesto il contributo straordinario. I requisti sono: un reddito Isee inferiore ai 15mila euro, con giacenze in banca o alle Poste inferiore ai 10mila euro per un single, ma la cifra è rimodulata in base ai figli e alla presenza di persone disabili. La domanda online è abbastanza semplice, ma è meglio rivolgersi a Caf e Patronati per evitare errori. Un’ultima annotazione dal Rem sono esclusi i beneficiari del Reddito di cittadinanza e i pensionati.
Cassa integrazione. Dopo le aspre polemiche delle ultime settimane fra Regione e Governo, pare che ora le procedure siano diventate molto veloci e senza più blocchi d’incomunicabilità fra le piattaforme telematiche. Nel caso della cassa integrazione in deroga, è quella specifica per far fronte alla chiusura delle aziende a causa della pandemia, l’Inps fa sapere di aver autorizzato finora il 92 per cento delle oltre 13 mila domande ricevute dall’assessorato regionale al lavoro. L’8 per cento, un migliaio, invece sarebbe stato respinto per alcuni errori non rilevati al momento della richiesta da parte delle aziende. Sempre stando all’Inps, i lavoratori che beneficeranno della cassa integrazione sono e saranno oltre 30mila. Ma la percentuale dell’efficienza scende di molto, non superando il 50 per cento, se il calcolo si sposta sui lavoratori che avrebbero ricevuto l’integrazione salariale in queste settimane. Su 27mila solo 12.150 si sono visti accreditare l’assegno, ma la differenza dipenderebbe dal fatto che le aziende, dopo essere state autorizzate, devono compilare un secondo modulo online per dar corso al trasferimento dei soldi nei conti correnti dei lavoratori. Comunque fra le sedi Inps sono Sassari e Cagliari, con oltre 4mila pagamenti ciascuno, ad aver liquidato più in fretta. Subito dopo Nuoro e Oristano, con oltre un migliaio per ogni ufficio territoriale. Sempre per quanto riguarda la cassa integrazione, ma questa volta ordinaria, e altri fondi speciali per le aziende con più di cinque dipendenti, l’Inps ha autorizzato oltre il 77 per cento delle domande, con un arretrato intorno alle 3mila ancora da verificare.
Bonus. L’Istituto ha liquidato anche la seconda rata, dopo quella di marzo, del bonus – i 600 euro – destinato a Partite Iva, stagionali del turismo, collaboratori familiari, braccianti agricoli assunti a tempo determinato e quelli dello spettacolo con lo stesso tipo di contratto. I beneficiari, in Sardegna sono stati, in questi ultimi due mesi, oltre 117mila, con un esborso di 70 milioni in totale per ogni bonus. Importo destinato ad aumentare, perché – stando al decreto Rilancio – a maggio l’assegno speciale dovrebbe salire fino a mille euro. Comunque, secondo un’altra tabella, sono state oltre 82mila le Partite Iva aver presentato la domanda, quasi 17mila gli stagionali del turismo, 9mila operai agricoli, 8mila collaboratori familiari e 669 i lavoratori a tempo determinato delle aziende collegate agli spettacoli. Questo lunedì, sempre secondo l’Inps, tutti riceveranno la seconda rata del bonus.
Reddito di emergenza. È l’ultima provvidenza, intorno ai 400 euro mensili fino a un massimo di 800, decisa dal Governo. Le domande possono essere presentate online sul sito dell’Inps da questa settimana e fino al 30 giugno, Quindi, soltanto fra un mese, si saprà quante famiglie sarde avranno richiesto il contributo straordinario. I requisti sono: un reddito Isee inferiore ai 15mila euro, con giacenze in banca o alle Poste inferiore ai 10mila euro per un single, ma la cifra è rimodulata in base ai figli e alla presenza di persone disabili. La domanda online è abbastanza semplice, ma è meglio rivolgersi a Caf e Patronati per evitare errori. Un’ultima annotazione dal Rem sono esclusi i beneficiari del Reddito di cittadinanza e i pensionati.
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