La Cgil: stop alle discriminazioni tra stagionali
Il sindacato si rivolge alla Regione e al governo: gli esclusi devono poter recuperare il bonus di marzo
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SASSARI. La Cgil in campo per gli stagionali. La federazione della Gallura si appella alla Regione e al governo. Alla prima perché applichi subito l’accordo quadro che include anche gli stagionali che a marzo erano stati esclusi dal bonus di 600 euro. Al secondo perché elimini la discriminazione tra lavoratori stagionali e tempi determinati. «Il decreto Cura Italia del 17 marzo concede l’indennità di 600 euro solo ai lavoratori stagionali che abbiano prestato la loro attività nel settore del turismo e negli stabilimenti termali ma esclude gli stagionali di tutti gli altri settori – spiega la segretaria generale Luisa Di Lorenzo –. Con l’ultimo decreto Rilancio si è posto rimedio a questa ingiustizia sociale: gli esclusi prenderanno l’indennità per il mese di aprile e maggio. Potranno recuperare quella di marzo grazie al Decreto interministeriale del 30 giugno che attraverso le risorse previste per il reddito di ultima istanza, erogherà loro un’indennità una tantum di 600 euro, ma non si conoscono né le modalità né i tempi per poter fruire di tale misura».
Nell’attesa la Cgil chiede alla Regione di «dare attuazione all’ormai vecchio accordo quadro del 26 marzo perché ciò consentirebbe ai lavoratori esclusi di avere subito il ristoro dei 600 euro per il mese di marzo. Stiamo parlando di persone che non hanno ricevuto un solo euro di fondi pubblici, che sono esasperate, prive di reddito e senza prospettive di lavoro e per le quali la variabile tempo non è ininfluente». Nel Cura Italia esiste però un’altra criticità. L’Inps sta riconoscendo quali stagionali solo «coloro che all’atto dell’assunzione siano stati inquadrati con qualifica assicurativa e previdenziale di lavoratore stagionale». «Sembra un concetto banale ma non lo è – dice ancora De Lorenzo – infatti molti lavoratori del settore del turismo sono stati esclusi poiché assunti con qualifica di lavoratori a tempo determinato. In quest’ultimo caso, la soluzione non è stata ancora messa a punto dal governo. Noi chiediamo che venga eliminata la distinzione tra lavoratori stagionali in senso stretto e lavoratori a tempo determinato per ragioni di stagionalità - quest’ultimi esclusi dal beneficio- poiché riteniamo che questa sia una grave discriminazione. Eliminata tale distinzione per i mesi di aprile e maggio, chiediamo che per recuperare il mese di marzo, anche gli esclusi del turismo assunti a tempo determinato possano accedere al cosiddetto reddito di ultima istanza».
Nell’attesa la Cgil chiede alla Regione di «dare attuazione all’ormai vecchio accordo quadro del 26 marzo perché ciò consentirebbe ai lavoratori esclusi di avere subito il ristoro dei 600 euro per il mese di marzo. Stiamo parlando di persone che non hanno ricevuto un solo euro di fondi pubblici, che sono esasperate, prive di reddito e senza prospettive di lavoro e per le quali la variabile tempo non è ininfluente». Nel Cura Italia esiste però un’altra criticità. L’Inps sta riconoscendo quali stagionali solo «coloro che all’atto dell’assunzione siano stati inquadrati con qualifica assicurativa e previdenziale di lavoratore stagionale». «Sembra un concetto banale ma non lo è – dice ancora De Lorenzo – infatti molti lavoratori del settore del turismo sono stati esclusi poiché assunti con qualifica di lavoratori a tempo determinato. In quest’ultimo caso, la soluzione non è stata ancora messa a punto dal governo. Noi chiediamo che venga eliminata la distinzione tra lavoratori stagionali in senso stretto e lavoratori a tempo determinato per ragioni di stagionalità - quest’ultimi esclusi dal beneficio- poiché riteniamo che questa sia una grave discriminazione. Eliminata tale distinzione per i mesi di aprile e maggio, chiediamo che per recuperare il mese di marzo, anche gli esclusi del turismo assunti a tempo determinato possano accedere al cosiddetto reddito di ultima istanza».
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