Le grane di Conte fra virus e concessioni
Il premier, costretto a mediare sulla scuola e sui “controllori”, teme le spallate di alleati e governatori
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[FIRMA&LUOGO]di Michele Esposito
<MC>ROMA
[TESTO]Due mediazioni nel giro di 24 ore - la prima sulla scuola, la seconda sugli assistenti civici - confermano che, per il premier Giuseppe Conte, ad aprirsi è una settimana di fuoco. I partiti, al loro interno scalpitano, la tenuta della maggioranza non dà segni di eccessiva solidità, il rischio che governatori e sindaci tornino a muoversi in ordine sparso, sull'onda dell'allarme della «seconda ondata» del Covid-19, è alto. E non aiuta il fatto che, entro il 3 giugno, il governo sia chiamato a decidere sui trasferimenti tra le Regioni. La decisione del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia di mettere in campo 60mila assistenti civici non è piaciuta ai suoi alleati, né nel merito né nel metodo. «Nessuno era stato informato, neanche il premier Conte», racconta una fonte di governo a metà pomeriggio.«Basta fughe in avanti, prima si media e poi si arriva a una proposta», sbottano i vertici M5S. E anche Di Maio guarda con preoccupazione ai continui stop&go della maggioranza. Un vertice, nel tardo pomeriggio, viene convocato da Conte. In videoconferenza sono collegati Boccia e i ministri Lamorgese e Catalfo. Il vertice non si conclude con la bocciatura della proposta per due ordini di motivi: sulla sorveglianza dei volontari il pressing dell'Anci è fortissimo e, in vista del 3 giugno, la volontà è quella di limitare al minimo regole in ordine sparso a seconda della città o della Regione. Certo, il premier chiarisce un punto: i dettagli sono ancora da definire. Resta il nodo della convivenza tra le riaperture serali e il rischio contagio. Con Conte stretto tra due fuochi: i «pasdaran» della sicurezza sanitaria e chi, invece, si dice sempre più convinto che le limitazioni alla movida, alla vigilia dell'estate, si potrebbero tradurre in un suicidio economico per l'Italia. Non c'è solo il nodo movida ad impensierire Conte. L'intesa sulla scuola siglata in un vertice notturno, non sembra aver soddisfatto al 100% il Pd. «Qualche problema sulla tempistica del concorso c'è. Il testo dell'intesa non va ancora nella direzione giusta», spiega una fonte Dem di Palazzo Madama. C'è tempo fino a domani mattina per tradurre in un testo scritto il «lodo» Conte. Nel frattempo, il governo guarda al 27 maggio quando la commissione Ue ultimerà la sua proposta sul Recovery Fund. Sulla quota di «grants» che comporrà il Recovery Fund Conte si gioca una fetta del suo futuro a Palazzo Chigi.
<MC>ROMA
[TESTO]Due mediazioni nel giro di 24 ore - la prima sulla scuola, la seconda sugli assistenti civici - confermano che, per il premier Giuseppe Conte, ad aprirsi è una settimana di fuoco. I partiti, al loro interno scalpitano, la tenuta della maggioranza non dà segni di eccessiva solidità, il rischio che governatori e sindaci tornino a muoversi in ordine sparso, sull'onda dell'allarme della «seconda ondata» del Covid-19, è alto. E non aiuta il fatto che, entro il 3 giugno, il governo sia chiamato a decidere sui trasferimenti tra le Regioni. La decisione del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia di mettere in campo 60mila assistenti civici non è piaciuta ai suoi alleati, né nel merito né nel metodo. «Nessuno era stato informato, neanche il premier Conte», racconta una fonte di governo a metà pomeriggio.«Basta fughe in avanti, prima si media e poi si arriva a una proposta», sbottano i vertici M5S. E anche Di Maio guarda con preoccupazione ai continui stop&go della maggioranza. Un vertice, nel tardo pomeriggio, viene convocato da Conte. In videoconferenza sono collegati Boccia e i ministri Lamorgese e Catalfo. Il vertice non si conclude con la bocciatura della proposta per due ordini di motivi: sulla sorveglianza dei volontari il pressing dell'Anci è fortissimo e, in vista del 3 giugno, la volontà è quella di limitare al minimo regole in ordine sparso a seconda della città o della Regione. Certo, il premier chiarisce un punto: i dettagli sono ancora da definire. Resta il nodo della convivenza tra le riaperture serali e il rischio contagio. Con Conte stretto tra due fuochi: i «pasdaran» della sicurezza sanitaria e chi, invece, si dice sempre più convinto che le limitazioni alla movida, alla vigilia dell'estate, si potrebbero tradurre in un suicidio economico per l'Italia. Non c'è solo il nodo movida ad impensierire Conte. L'intesa sulla scuola siglata in un vertice notturno, non sembra aver soddisfatto al 100% il Pd. «Qualche problema sulla tempistica del concorso c'è. Il testo dell'intesa non va ancora nella direzione giusta», spiega una fonte Dem di Palazzo Madama. C'è tempo fino a domani mattina per tradurre in un testo scritto il «lodo» Conte. Nel frattempo, il governo guarda al 27 maggio quando la commissione Ue ultimerà la sua proposta sul Recovery Fund. Sulla quota di «grants» che comporrà il Recovery Fund Conte si gioca una fetta del suo futuro a Palazzo Chigi.
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