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Anna Maria Bernini: «No all’accorpamento con la democrazia non si scherza»

Alessandro Pirina
Anna Maria Bernini: «No all’accorpamento con la democrazia non si scherza»

La capogruppo al Senato di Forza Italia a Cagliari alla Scuola di politica dei Riformatori

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SASSARI. Anna Maria Bernini boccia l’election day. La capogruppo al Senato di Forza Italia, protagonista della scuola di formazione politica dei Riformatori, critica il governo sulla decisione di accorpare amministrative e referendum. Ma il suo giudizio su Conte è in generale negativo.

Senatrice, come giudica l’operato del governo nell’affrontare la pandemia?

«Approssimativo e inadeguato. Il governo non ha le capacità per tenere dritta la barra del timore, come dimostrano le decine di comitati nominati per sommare confusione al caos. La prima task-force del governo è il Parlamento, ed è stato un errore di Conte aver snobbato il contributo propositivo delle opposizioni. Sono intervenuti tardi e male, e oggi l’Italia rischia di affondare».

Qual è la lezione di questa pandemia per la politica?

«Nessuno può farcela da solo. Si possono avere i numeri in Parlamento per la fiducia ma non basta. Ci sono momenti in cui deve prevalere lo spirito di unità per rimettere insieme i pezzi del Paese. Il che non vuol dire assoggettamento ma dialogo costruttivo con tutte le forze politiche. Un lezione vecchia come il mondo, ma che a quanto pare non tutti sanno cogliere».

Come sarà l’Italia del dopo Covid?

«Le proteste di piazza hanno sostituito i canti dal balcone. Due mesi fa gli italiani si sono uniti sotto un’unica bandiera, ma oggi quel torpore è svanito, c’è paura, smarrimento, rabbia. Non c’è lavoro, i prezzi stanno aumentando, le famiglie non sanno a chi lasciare i figli. Il senso di responsabilità e il coraggio degli italiani sono straordinari e se l’Italia riuscirà a rialzarsi, sarà solo merito del suo popolo. Meno di un governo che non si è dimostrato all’altezza dei tempi».

Le misure economiche decise dal governo sono sufficienti?

«Il 30 per cento dei negozi non ha aperto, solo una richiesta di cassa integrazione su 5 è stata pagata, le tasse non sono state cancellate ma rinviate, alle imprese sono stati offerti nuovi indebitamenti. Questo non un governo, è un aguzzino».

Quali sono le ricette di Forza Italia per affrontare la crisi?

«Liquidità con risorse a fondo perduto, flat tax per tagliare le tasse a lavoratori e imprese, ripresa dei cantieri per le grandi opere e l’edilizia. Bisogna aiutare e avere fiducia in chi crea lavoro, non proseguire con infruttuose politiche assistenziali».

Dopo Conte un nuovo governo o elezioni?

«Il nostro orizzonte può essere solo un governo di centrodestra, ma intanto guardiamo ad oggi. Ora c'è un governo che non sta facendo gli interessi del Paese e noi faremo di tutto per far passare le nostre soluzioni utili per risollevare l’Italia».

Nel centrodestra a trazione Salvini-Meloni che ruolo gioca Forza Italia?

«Siamo l’ago della bilancia di una coalizione unita e vincente, come dimostrano i tanti territori che governiamo bene insieme. Il nostro ruolo è nella nostra esperienza e nella nostra storia. Siamo, se vogliamo, il trait d’union tra affetti stabili».

Il governo è orientato all’election day il 20 settembre.

«Sulla democrazia non si scherza: c’è un problema di raccolta firme in piena estate e di una campagna elettorale forzatamente ridotta. E poi non si può derubricare un referendum costituzionale a una semplice votazione. Il governo sta scherzando con il fuoco».

Come giudica l’operato della giunta Solinas?

«La Sardegna ha pochissimi contagi, Solinas sembra avere idee molto chiare anche su come gestire la strategica questione turismo. Una prova che siamo certi saprà superare».

Che esperienza è stata la Scuola dei Riformatori?

«Da docente prestata alla politica è stato come un ritorno a casa. Credo molto in un modello circolare della conoscenza, meno nell’indottrinamento. Le scuole di formazione sono un interessante strumento di approfondimento ma servono se c’è confronto, e questa ne è un perfetto modello».
 

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