Gallera nel mirino dei Cinquestelle
di Silvia Egiziano e Giulia Costetti
Il Movimento vuole le dimissioni dell’assessore. Scontro sulla commissione Covid
3 MINUTI DI LETTURA
MILANO. Minoranza spaccata in Lombardia sull'elezione del consigliere di Italia Viva Patrizia Baffi alla presidenza della commissione di inchiesta istituita dal Consiglio regionale sulla gestione dell'emergenza Covid. Ruolo che spetta per statuto a un esponente dell'opposizione, ma in questo caso assegnato con quasi solo i voti della maggioranza di centrodestra. La renziana è stata eletta a sorpresa dopo due fumate nere con 46 voti, sbaragliando il candidato del Pd Jacopo Scandella, sostenuto anche dai 5 Stelle, e l'autocandidato Michele Usuelli di +Europa. A sbarrare la strada a Scandella, bergamasco, il veto imposto dal centrodestra legato alla mozione di sfiducia firmata dal Pd contro l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Baffi era stata l'unica esponente della minoranza a non aver partecipato al voto. «Una coalizione e una Giunta che non hanno nulla da nascondere non si scelgono il presidente della commissione d'inchiesta che compete all'opposizione» ha commentato dal Pd il vice segretario Andrea Orlando. «Abbiamo chiesto alla consigliera Baffi un passo indietro, per responsabilità e perché è stata eletta con i soli voti della maggioranza. Se si sente ancora parte dell'opposizione l'unica cosa che può fare è dimettersi» ha aggiunto il capogruppo del Pd Fabio Pizzul, annunciando «le dimissioni dei nostri consiglieri per creare insieme al Movimento 5 Stelle una commissione alternativa». Di «scambio politico» tra Lega e Italia Viva ha parlato il consigliere del Movimento 5 Stelle Dario Violi, dopo che oggi il partito di Renzi al Senato ha salvato l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini dal processo per il caso Open Arms. «Non c'erano accordi di nessun tipo con nessuno» ha replicato Baffi, dicendo di non essere a conoscenza di queste «illazioni». «Renzi mi ha chiamata per dirmi che non era vero niente, che però ci stavano costruendo una serie di falsità. E lui a quel punto, anche per tutelarmi, mi ha detto valuta tu cosa fare» ha aggiunto, chiarendo: «Non mi dimetto. La mia è una presidenza di garanzia per tutti. Mi rammarica molto che Pd e 5 Stelle abbiano deciso di non partecipare: lavorerò per far cambiare questa decisione». Lo scontro sulla commissione di inchiesta si è poi spostato in Consiglio regionale, con l'ennesima richiesta di dimissioni di Gallera da parte del Movimento 5 Stelle, che dopo una breve bagarre con tanto di cartelli ha poi abbandonato l'Aula insieme con il Pd. La seduta è proseguita con i banchi della minoranza vuoti, ad eccezione di +Europa, Lombardi Civici e Iv. «Quella di Pd e 5 Stelle è una sceneggiata vergognosa» per il capogruppo di FI Gianluca Comazzi. «Collaborazione non significa imposizione - ha aggiunto il capogruppo della Lega Roberto Anelli -. Considerato il fatto che ci sono stati tre candidati alla presidenza della commissione Covid credo che l'opposizione, chiaramente spaccata, cerchi di far ricadere i propri problemi sulla maggioranza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
