La Nuova Sardegna

Servizi essenziali a rischio nei Comuni senza più soldi

di Roberto Petretto
Servizi essenziali a rischio nei Comuni senza più soldi

L’allarme dei sindaci alle prese con maggiori spese e minori introiti tributari «Lo Stato intervenga per ripianare e ci consenta di spendere i fondi che abbiamo» 

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SASSARI. Per quanto tempo i Comuni riusciranno a garantire il ritiro della spazzatura, il funzionamento degli asili, la cura di strade e marciapiedi? Il rischio che alcuni servizi si fermino non è imminente, ma la prospettiva preoccupa molto gli amministratori locali.

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è arrivata a ipotizzare che il Comune possa non essere in grado, in futuro, di ritirare i rifiuti: un’eventualità disastrosa che spaventa anche i sindaci sardi. Nel bimestre marzo-aprile del 2020, le casse degli enti locali hanno subìto un calo delle entrate del 65% sui principali tributi locali: oltre 1,6 miliardi di euro in meno rispetto agli stessi mesi del 2019. La diminuzione degli incassi è stata mediamente pari a 207 mila euro per ciascun ente comunale italiano. I dati sono frutto di uno studio di Demoskopika che ha confrontato gli incassi dei Comuni italiani del periodo marzo-aprile del 2020 con lo stesso periodo dell’anno precedente.

«Siamo preoccupati come tutti, siamo in allerta e in attesa - ammette Carlo Sardara, assessore Finanze e Bilancio del Comune di Sassari -. Il problema principale è quello dei tempi: le risorse da destinare ai Comuni ci sono, lo prevede il decreto del Governo. Ma devono arrivare entro luglio per essere compatibili con la realtà. Le scadenze si stanno susseguendo, tra poco ci sarà l’Imu e per fronteggiare l’emergenza abbiamo già cancellato o sospeso altre imposte (per esempio la Tosap fino a ottobre). In questa fase ci stiamo coprendo le spalle, abbiamo liberato risorse rinegoziando mutui e facendo ogni manovra possibile, ma non possiamo fare altro».

La “coperta”, per i Comuni, è sempre stata corta. ora si è accorciata ancora di più: «Le finanze del Comune di Sassari erano in un equilibrio delicato, e basta davvero poco per modificarlo: se cancelli o sospendi per un determinato periodo le imposte si apre una voragine che deve essere coperta con entrate straordinarie. In questo caso le somme previste dal decreto del Governo per gli enti locali».

L’emergenza ha creato una situazione inusuale: «È stato invertito il procedimento dell’ente pubblico - spiega Sardara -: generalmente prima si hanno i fondi e poi si fanno gli interventi. Ora invece c’è un decreto che prevede le risorse, ma ancora non ci sono. E i tempi sono fondamentali».

L’assessore Sardara pensa anche alla fase successiva, quando riapriranno le scuole e magari si dovranno fare doppi turni. «Le spese aumenteranno in maniera esponenziale, penso solo a quelle per il combustibile, l’energia elettrica e le sanificazioni. Possiamo sperare che il Governo rispetti i tempi, l’allarme è stato lanciato dall’Anci e dalla gran parte dei Comuni, tutti sostengono che il sistema rischia di saltare, anche perché i 3 miliardi stanziati e ancora non accreditati potrebbero non bastare. Specie perché tanti Comuni avevano già problemi prima dell’emergenza Covid».

«Molta gente non pagherà quanto dovuto e noi avremo certamente un buco di bilancio - dice un allarmatissimo Settimo Nizzi, sindaco di Olbia -. Ci stiamo muovendo con i piedi di piombo. Senza certezze di ristoro da parte dello Stato eviteremo di fare cose che non siamo in grado di garantire».

Quali sono i servizi più a rischio? «Trasporti, nettezza urbana, manutenzioni - dice Nizzi -. Dobbiamo fronteggiare l’emergenza e decidere se dare un aiuto ai nostri concittadini, oppure togliere qualcosa. Siamo già stretti con i nostri bilanci. Gran parte del gettito Imu se lo prende lo Stato, abbiamo impegni già assunti come i cofinanziamenti di interventi con Regione e Stato: in questa situazione o c’è un trasferimento reale di risorse oppure molte cose non si potranno fare».

Anche Nizzi è particolarmente preoccupato per la situazione delle scuole: «Una situazione pazzesca. Secondo me si dovrà tornare in aula alle stesse condizioni di prima, altrimenti l’Italia è morta. Vogliono ridurre il numero di alunni per classe: ma dove troviamo le risorse per pagare il doppio o addirittura triplo delle aule?».

«La situazione è in linea con quella nazionale -dice Andrea Soddu, sindaco di Nuoro -. Per ora non c’è una diminuzione delle entrate perché le scadenze fiscali sono sospese fino al 31 luglio. Non abbiamo dati certi, ma dal mancato incasso di parcheggi, trasporto pubblico locale, canoni di locazione sospesi avremo conseguenze. La situazione in generale è molto complessa perché la scelta del lockdown implica una diminuzione delle attività economiche che comporterà un tracollo finanziario del Comune. Credo che lo Stato dovrà ristorare i Comuni come ha promesso di fare per le imprese. Ma un altro provvedimento indispensabile è la riattivazione dei canali di spendita: le amministrazioni, nella loro pancia, hanno miliardi di euro. Bisogna consentire loro di spenderli, adottando misure speciali. Se i Comuni potessero spendere queste risorse genererebbero occupazione e gettito fiscale».

Il sindaco Soddu fa un esempio pratico: «A Nuoro abbiamo in previsione due opere pubbliche da 24 milioni di euro. Abbiamo i soldi. Ma se questi soldi li spenderemo con i tempi del codice dei contratti, finiremmo di utilizzarli nel 2025. Invece ci devono consentire di spenderli immediatamente, secondo il modello utilizzato per il Ponte di Genova. Attenzione, perché il rischio tracollo non riguarda solo i Comuni, ma anche le Regioni, che potrebbero non avere più i soldi per la sanità».

«La situazione è veramente preoccupante - conferma Andrea Lutzu, sindaco di Oristano -. Dobbiamo quantificare le minori entrate tributarie. Lo Stato ha promesso di intervenire, ma c’è incertezza. noi abbiamo approvato il bilancio mantenendo invariata la pressione fiscale e invariati i servizi. A Oristano, tra l’altro, abbiamo servizi di qualità elevata, con prestazioni eccellenti e bassi costi per i cittadini».

Anche Lutzu è d’accordo con il collega Soddu: «Bisogna intervenire per snellire le procedure. Nei bilanci abbiamo dei soldi, ma spesso sono bloccati dai vincoli. Alcuni provvedimenti vanno velocizzati: credo sia anche nell’interesse del governo. Bisogna essere veloci, altrimenti la gente è morta finanziariamente. Non c’è solo un problema di un calo degli introiti: tanti Comuni hanno anticipato soldi: noi con fondi di riserva per 100 mila euro abbiamo acquistato mascherine, sanificato locali, sostenuto la protezione civile. Speriamo che rientrino. Abbiamo anche rinegoziato alcuni mutui per sospendere le rate e avere più fondi quest’anno e l’anno prossimo per ripianare buchi di bilancio».

Alcuni servizi sono in pericolo? «A breve scadenza no - conclude Lutzu -. Abbiamo approvato il bilancio proprio per poter continuare a erogare servizi importanti».



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