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Lo smart watch  

Anche l’università di Cagliari nel team che ha creato Tommy

Anche l’università di Cagliari nel team che ha creato Tommy

CAGLIARI. Tommy è uno smart watch intelligente, in italiano orologio tecnologico, capace d’inviare persino un allarme se chi lo porta al polso cade e per qualche minuto resta immobile. Oppure è...

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CAGLIARI. Tommy è uno smart watch intelligente, in italiano orologio tecnologico, capace d’inviare persino un allarme se chi lo porta al polso cade e per qualche minuto resta immobile. Oppure è tarato per rilevare i dati clinici, ad esempio pressione sanguigna e battito cardiaco, di un paziente molto distratto, ma se ci sono degli scompensi mette comunque sul chi va là il medico curante. In una frase sola, è l’alta tecnologia al servizio di una telemedicina in continua evoluzione. Perché, come si sa, è solo grazie a un efficiente assistenza domiciliare che i pronto soccorso e gli ospedali finiranno per essere meno ingolfati. Ma Tommy ha un altro grande pregio: è stato inventato e realizzato, seppure ancora come prototipo, da un’equipe internazionale di cui fa parte anche l’università di Cagliari. Quindi, non è prodotto da chissà quale multinazionale, alla ricerca esasperata del profitto, ma da ricercatori che si sono autofinanziati. In Italia la startup si chiama Ap e ha più di una società gemella a Parigi, Montreal, Cambridge e negli Usa. In questi giorni l’assessorato alla sanità, che da mesi punta sulla sanità decentrata, ha deciso di mettere alla prova Tommy. «Lo sperimenteremo in diversi campi – sono state le parole dell’assessore Mario Nieddu – perché la necessità di potenziare l’assistenza a distanza è emersa con forza durante l’emergenza Covid-19. In un territorio come il nostro, vasto e con un’alta dispersione della popolazione, vogliamo investire soprattutto sulla telemedicina, per migliorare i livelli d’assistenza dei soggetti più fragili, come lo sono gli anziani o i pazienti cronici». A presentare il progetto Tommy sono stati Vincenzo Piras, direttore dell'Unità complessa di odontostomatologia all'Azienda universitaria di Cagliari, e Raffaele Ciavarella, docente e ricercatore alla Sorbona di Parigi. Con il primo che ha detto: «Il mio sogno sarebbe produrre Tommy in Sardegna»

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