Detenuti e famiglie crollano le visite
Per tenere i contati i detenuti delle carceri sarde e le loro famiglie preferiscono le videochiamate ai colloqui di persona, ripresi l'11 maggio per un massimo di un’ora. Secondo Maria Grazia...
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Per tenere i contati i detenuti delle carceri sarde e le loro famiglie preferiscono le videochiamate ai colloqui di persona, ripresi l'11 maggio per un massimo di un’ora. Secondo Maria Grazia Caligaris, dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, il motivo sono le forti limitazioni anti-contagio tali da scoraggiare le visite in struttura. «Nelle prime due giornate dei colloqui visivi il numero delle adesioni è stato irrisorio – dice – A Uta solo una ventina, a Massama, Sassari e Nuoro una decina». La mascherina, il divisorio, il fatto di non potersi abbracciare e poter ricevere solo un adulto per volta (tagliando di fatto fuori i minori) fa preferire la videochiamata, anche per evitare ripercussioni in chi ha problemi psichici.
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