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America in piazza Trump: reagiremo

America in piazza Trump: reagiremo

La protesta per l’uccisione di Floyd si trasforma in rivolta Morti un agente e un dimostrante. Disordini in 30 città

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WASHINGTON. L'arresto di Derek Chauvin, il poliziotto di 44 anni incriminato per la morte brutale dell'afroamericano George Floyd, non ferma le proteste, che ora dilagano da Minneapolis a tutta l'America con saccheggi, incendi, tafferugli, arresti e due morti: un agente e un diciannovenne. Proteste che arrivano anche davanti alla Casa Bianca, costringendola al lockdown, mentre Donald Trump mobilita l'esercito, accusa i sindaci dem di non saper difendere le loro città e minaccia i manifestanti avvisandoli che se superano le cancellate della sua residenza saranno «accolti dai cani più feroci e dalle armi più minacciose che io abbia mai visto».

L'America che fino a ieri litigava su lockdown e mascherine si è risvegliata fra le macerie di un Paese più diviso che mai, dove la protesta razziale si salda con una rabbia più ampia unendo persone di ogni colore per il quarto giorno consecutivo. L'epicentro della rivolte resta Minneapolis, dove migliaia di persone hanno sfidato il coprifuoco del weekend e la guardia nazionale vandalizzando la casa di Chauvin e incendiando una pompa di benzina, un ufficio postale, una banca e un ristorante, prima che gli agenti procedessero ad alcuni arresti ed impedissero che fosse data alla fiamme una nuova caserma. A nulla è valso l'appello notturno del governatore Tim Waltz a tornare a casa: «Capisco la rabbia ma tutto questo non riguarda la morte di George Floyd, né le diseguaglianze, che sono reali. Questo è il caos».

Ma le proteste sono scoppiate in oltre 30 città americane, con slogan identici: “No justice, no peace” (nessuna pace senza giustizia) e “I can't breathe”, non riesco a respirare, la frase pronunciata da Floyd prima di morire. A Detroit, in Michigan, un diciannovenne è stato ucciso da spari provenienti da un Suv indirizzati verso la folla che manifestava, mentre a Oakland, in California, un agente è morto e un altro è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco. Intanto dalle indagini arrivano altri sviluppi. Un nuovo video mostra non uno ma tre poliziotti premere con le loro ginocchia su Floyd. E Chauvin risulta aver tenuto premuto il suo sul collo dell'afroamericano per quasi nove minuti. Ad aumentare la rabbia i risultati preliminari dell'autopsia su Floyd, che esclude l'asfissia traumatica concludendo che «gli effetti combinati dell'essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione) e di qualche sostanza intossicante hanno probabilmente contribuito alla sua morte». La famiglia ha già chiesto un'autopsia indipendente.

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