Bonomi attacca e agita il governo
Il presidente di Confindustria critica la politica. Gualtieri: «Parole ingenerose»
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[FIRMA&LUOGO]di Serenella Mattera
<MC>ROMA
[TESTO]Sono «ingenerosi» gli attacchi al governo come quello del presidente di Confindustria Carlo Bonomi e non è una soluzione alla crisi da Coronavirus ipotizzare esecutivi di grande coalizione. È il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a incaricarsi di difendere il lavoro del governo, mentre aumentano appelli e critiche - che irritano e non poco la maggioranza - per la gestione della Fase 2. Dietro l'angolo «c'è il rischio di una tempesta perfetta» sulle imprese, avverte il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. E Bonomi, in un'intervista a Repubblica, descrive un tessuto in forte difficoltà, mentre la politica «da decenni aumenta la spesa corrente» per incassare «il dividendo elettorale»: «Questa politica rischia di fare più danni del Covid», è l'affondo. Gualtieri non solo lo respinge con nettezza ma ribatte con la proposta, avanzata nei giorni scorsi anche dal premier Giuseppe Conte, di un «grande patto con tutte le forze sociali, economiche e produttive» per usare al meglio tutte le risorse Ue, anche quelle del Mes se servirà. Un «piano di rinascita», lo chiama Nicola Zingaretti. Una «grandiosa ricostruzione», per Dario Franceschini. Un ulteriore sforzo per «preservare la coesione sociale» con «le soluzioni di tutti i principali attori, Confindustria compresa», dicono concilianti fonti di governo Cinque stelle. Nonostante le critiche si facciano durissime e il centrodestra plauda a Bonomi interpretando i suoi attacchi come rivolti solo al governo, la maggioranza sembra prepararsi a una stagione assai difficile. È il momento di mantenere la calma, dicono dal governo, perché a dare spazio di visione ci sono i 172 miliardi che potrebbero arrivare dal Recovery Fund. Per decidere come usarli Conte ha parlato di un «piano strategico». I primi elementi potrebbero emergere dal Piano nazionale delle riforme atteso in Cdm. Ma Gualtieri spiega che l'ossatura si vedrà con il Def, a settembre, per poi porre con la manovra le basi di «un progetto pluriennale di rilancio senza precedenti» che permetta di recuperare i ritardi e «cambiare il Paese». Un progetto ambizioso per il quale, dicono sia Gualtieri che Zingaretti, non servono governi tecnici o di larga coalizione ma il dialogo con l'opposizione e con tutte le forze sociali. Parole che mirano anche a sopire timori e tensioni nella maggioranza, in vista di mesi assai complicati. Franceschini guarda oltre lanciando proposte come l'alta velocità sulla dorsale adriatica e fino alla Sicilia, ma i partiti preparano per questa settimana una valanga di emendamenti al decreto Rilancio, incluso uno di Iv per fare il Ponte sullo Stretto. Gualtieri assicura che il governo è già al lavoro perché tutte le misure siano operative entro giugno. Sullo sfondo rimane il Mes. Il Fondo salva stati osteggiato dal M5s e che potrebbe spaccare la maggioranza, potrebbe portare circa 36 miliardi di spese dirette e indirette per la sanità. Ma nella maggioranza il dibattito è aperto e Conte tiene sul punto un'estrema prudenza.
<MC>ROMA
[TESTO]Sono «ingenerosi» gli attacchi al governo come quello del presidente di Confindustria Carlo Bonomi e non è una soluzione alla crisi da Coronavirus ipotizzare esecutivi di grande coalizione. È il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a incaricarsi di difendere il lavoro del governo, mentre aumentano appelli e critiche - che irritano e non poco la maggioranza - per la gestione della Fase 2. Dietro l'angolo «c'è il rischio di una tempesta perfetta» sulle imprese, avverte il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. E Bonomi, in un'intervista a Repubblica, descrive un tessuto in forte difficoltà, mentre la politica «da decenni aumenta la spesa corrente» per incassare «il dividendo elettorale»: «Questa politica rischia di fare più danni del Covid», è l'affondo. Gualtieri non solo lo respinge con nettezza ma ribatte con la proposta, avanzata nei giorni scorsi anche dal premier Giuseppe Conte, di un «grande patto con tutte le forze sociali, economiche e produttive» per usare al meglio tutte le risorse Ue, anche quelle del Mes se servirà. Un «piano di rinascita», lo chiama Nicola Zingaretti. Una «grandiosa ricostruzione», per Dario Franceschini. Un ulteriore sforzo per «preservare la coesione sociale» con «le soluzioni di tutti i principali attori, Confindustria compresa», dicono concilianti fonti di governo Cinque stelle. Nonostante le critiche si facciano durissime e il centrodestra plauda a Bonomi interpretando i suoi attacchi come rivolti solo al governo, la maggioranza sembra prepararsi a una stagione assai difficile. È il momento di mantenere la calma, dicono dal governo, perché a dare spazio di visione ci sono i 172 miliardi che potrebbero arrivare dal Recovery Fund. Per decidere come usarli Conte ha parlato di un «piano strategico». I primi elementi potrebbero emergere dal Piano nazionale delle riforme atteso in Cdm. Ma Gualtieri spiega che l'ossatura si vedrà con il Def, a settembre, per poi porre con la manovra le basi di «un progetto pluriennale di rilancio senza precedenti» che permetta di recuperare i ritardi e «cambiare il Paese». Un progetto ambizioso per il quale, dicono sia Gualtieri che Zingaretti, non servono governi tecnici o di larga coalizione ma il dialogo con l'opposizione e con tutte le forze sociali. Parole che mirano anche a sopire timori e tensioni nella maggioranza, in vista di mesi assai complicati. Franceschini guarda oltre lanciando proposte come l'alta velocità sulla dorsale adriatica e fino alla Sicilia, ma i partiti preparano per questa settimana una valanga di emendamenti al decreto Rilancio, incluso uno di Iv per fare il Ponte sullo Stretto. Gualtieri assicura che il governo è già al lavoro perché tutte le misure siano operative entro giugno. Sullo sfondo rimane il Mes. Il Fondo salva stati osteggiato dal M5s e che potrebbe spaccare la maggioranza, potrebbe portare circa 36 miliardi di spese dirette e indirette per la sanità. Ma nella maggioranza il dibattito è aperto e Conte tiene sul punto un'estrema prudenza.
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