L’INCHIEsta
Controlli sul caporalato dei rider
Proseguono le verifiche dopo il commissariamento di Uber Italy
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[LUOGO]MILANO
[TESTO]«Ricordo di aver firmato un foglio ma non so dire se era un contratto, non mi hanno consegnato copia». «Ho chiesto la certificazione dei pagamenti per le tasse ma non ho ricevuto nulla». «Se le mance erano versate sull'applicazione venivano trattenute dall'azienda». Sono solo alcuni dei tanti racconti messi a verbale dai rider sentiti nell'inchiesta della Procura di Milano che venerdì ha portato al commissariamento per caporalato di Uber Italy. Nel frattempo, in questo fine settimana in un'altra indagine dei pm milanesi sono state raccolte in tutta Italia le dichiarazioni di oltre mille fattorini che fanno le consegne di cibo a domicilio. È stata casuale la quasi concomitanza tra l'amministrazione straordinaria disposta dai giudici delle misure di prevenzione, su richiesta del pm Paolo Storari, per la filiale italiana del colosso americano e l'attività dei carabinieri del Comando Tutela Lavoro e di tutti i Comandi provinciali. I militari hanno intervistato con dei questionari centinaia di rider per acquisire informazioni utili all'inchiesta pilota sul fenomeno dei fattorini in bici. Già un mese fa era emerso da un'annotazione dei carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro di Milano che i rider nelle prime fasi dell'emergenza Covid non sarebbero stati tutelati dai rischi di contagio da alcune società di delivery.
[TESTO]«Ricordo di aver firmato un foglio ma non so dire se era un contratto, non mi hanno consegnato copia». «Ho chiesto la certificazione dei pagamenti per le tasse ma non ho ricevuto nulla». «Se le mance erano versate sull'applicazione venivano trattenute dall'azienda». Sono solo alcuni dei tanti racconti messi a verbale dai rider sentiti nell'inchiesta della Procura di Milano che venerdì ha portato al commissariamento per caporalato di Uber Italy. Nel frattempo, in questo fine settimana in un'altra indagine dei pm milanesi sono state raccolte in tutta Italia le dichiarazioni di oltre mille fattorini che fanno le consegne di cibo a domicilio. È stata casuale la quasi concomitanza tra l'amministrazione straordinaria disposta dai giudici delle misure di prevenzione, su richiesta del pm Paolo Storari, per la filiale italiana del colosso americano e l'attività dei carabinieri del Comando Tutela Lavoro e di tutti i Comandi provinciali. I militari hanno intervistato con dei questionari centinaia di rider per acquisire informazioni utili all'inchiesta pilota sul fenomeno dei fattorini in bici. Già un mese fa era emerso da un'annotazione dei carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro di Milano che i rider nelle prime fasi dell'emergenza Covid non sarebbero stati tutelati dai rischi di contagio da alcune società di delivery.
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