UN ABBRACCIO STORICO
Crew Dragon si aggancia all’Iss
L’arrivo sulla Stazione Spaziale fa esultare anche il capo della Nasa
2 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Enrica Battifoglia
<MC>ROMA
[TESTO]Un abbraccio storico a sottolineare l'inizio di una nuova pagina per lo spazio: l'arrivo sulla Stazione Spaziale dell'equipaggio della Crew Dragon della SpaceX non solo restituisce agli Stati Uniti dopo nove anni la capacità di portare astronauti in orbita, ma è il primo passo verso la nuova era che vedrà i voli gestiti da privati collaborare con quelli istituzionali. Saranno più numerosi anche gli equipaggi della Stazione spaziale. «È un momento fantastico!», ha detto l'amministratore capo della Nasa Jim Bridestine parlando ai cinque astronauti sulla stazione orbitale subito dopo l'arrivo della capsula di Elon Musk. Un passo che i vertici dello spazio americano vedono già proiettato nel futuro, verso la Luna e Marte. «Lavorare sodo e duramente» è stata la lezione dei nove anni di attività che hanno permesso di aprire la nuova strada: un esempio cruciale per i giovani, hanno detto gli uomini della Crew Dragon. Dopo aver sfidato il maltempo nel lancio del 30 maggio, la Crew Dragon ha affrontato un viaggio di 19 ore durante il quale il comandante Doug Hurley e il pilota Bob Behnken hanno voluto dare un nome alla loro capsula: l'hanno chiamata Endeavour, come uno degli Space Shuttle e come il modulo di comando dell'Apollo 15. Se l'aggancio alla Stazione Spaziale è avvenuto in leggero anticipo, l'apertura del portello si è fatta attendere un po’, ma alla fine è arrivato lo storico abbraccio fra i due equipaggi. Polo nera e pantaloni beige, i due protagonisti del primo volo operato da un'azienda privata per conto della Nasa hanno salutato i colleghi: il comandante della Expedition 63, Chris Cassidy della Nasa, e i russi Ivan Vagner e Anatoli Ivanishin. Adesso sono in cinque a bordo e con l'arrivo dei futuri equipaggi delle navette private la stazione orbitale potrebbe diventare più affollata.
<MC>ROMA
[TESTO]Un abbraccio storico a sottolineare l'inizio di una nuova pagina per lo spazio: l'arrivo sulla Stazione Spaziale dell'equipaggio della Crew Dragon della SpaceX non solo restituisce agli Stati Uniti dopo nove anni la capacità di portare astronauti in orbita, ma è il primo passo verso la nuova era che vedrà i voli gestiti da privati collaborare con quelli istituzionali. Saranno più numerosi anche gli equipaggi della Stazione spaziale. «È un momento fantastico!», ha detto l'amministratore capo della Nasa Jim Bridestine parlando ai cinque astronauti sulla stazione orbitale subito dopo l'arrivo della capsula di Elon Musk. Un passo che i vertici dello spazio americano vedono già proiettato nel futuro, verso la Luna e Marte. «Lavorare sodo e duramente» è stata la lezione dei nove anni di attività che hanno permesso di aprire la nuova strada: un esempio cruciale per i giovani, hanno detto gli uomini della Crew Dragon. Dopo aver sfidato il maltempo nel lancio del 30 maggio, la Crew Dragon ha affrontato un viaggio di 19 ore durante il quale il comandante Doug Hurley e il pilota Bob Behnken hanno voluto dare un nome alla loro capsula: l'hanno chiamata Endeavour, come uno degli Space Shuttle e come il modulo di comando dell'Apollo 15. Se l'aggancio alla Stazione Spaziale è avvenuto in leggero anticipo, l'apertura del portello si è fatta attendere un po’, ma alla fine è arrivato lo storico abbraccio fra i due equipaggi. Polo nera e pantaloni beige, i due protagonisti del primo volo operato da un'azienda privata per conto della Nasa hanno salutato i colleghi: il comandante della Expedition 63, Chris Cassidy della Nasa, e i russi Ivan Vagner e Anatoli Ivanishin. Adesso sono in cinque a bordo e con l'arrivo dei futuri equipaggi delle navette private la stazione orbitale potrebbe diventare più affollata.
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