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La denuncia di una stagionale, niente 600 euro per un cavillo

La denuncia di una stagionale, niente 600 euro per un cavillo

L’Inps non accorda il bonus. Il motivo: ha lavorato nello stesso ristorante anche a chiamata

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SASSARI. Lavoratori stagionali nel caos per via dei cavilli normativi che finiscono per escludere troppi di loro dai benefici dei decreti del governo che vorrebbero venire incontro a chi è rimasto senza lavoro a causa della chiusura forzata dell’attività per via dell’emergenza sanitaria. Ciò che è successo a Filomena Merella, una giovane che da 8 anni lavora nei tre mesi estivi in un ristorante di Alghero e che nel resto dell’anno arrotonda nella stessa attività con un contratto cosiddetto a intermittenza, che potremmo definire “a chiamata”, perlopiù nei weekend in cui c’è bisogno. Ebbene, si è vista rifiutata dall’Inps la domanda di accesso ai 600 euro, e così – dice – è accaduto a tanti altri colleghi.

«Con due motivazioni – spiega – La prima: non risulterei un lavoratore stagionale del turismo. Eppure dal 20 giugno al 30 settembre 2019 ho lavorato con un contratto a tempo pieno-stagionale in un ristorante. La seconda motivazione data è che risultavo titolare di rapporto di lavoro dipendente». Il riferimento è al contratto a intermittenza, scaduto il 31 marzo. E potrebbe essere questo il motivo del rifiuto. Il fatto è che nemmeno la circolare Inps del 29 maggio (con cui si dà la possibilità del bonus Covid-19 anche a lavoratori danneggiati dall’emergenza e non coperti da altri interventi) può essere sfruttata da Filomena per accedere all’aiuto. «A quanto pare – dice la giovane – non ho nessuna possibilità di percepire un aiuto economico da parte dello Stato: da una parte perché le domande già presentate dagli stagionali del turismo e non accolte verranno riesaminate solo nel caso in cui siano state respinte in ragione della non appartenenza del datore di lavoro ai settori del turismo e degli stabilimenti balneari (eppure il mio datore di lavoro è un ristoratore), e comunque la mia è stata respinta anche per la presenza di un contratto intermittente che fa sì che non rientri tra gli stagionali. Inoltre, non posso inoltrare una nuova domanda per lavoratori stagionali che non appartengono al settore turistico, perché di fatto il mio datore di lavoro appartiene a quella categoria. Ma non posso nemmeno inoltrare una nuova domanda come lavoratore intermittente perché la clausola delle 30 giornate lavorative mi esclude anche da questo, ne ho maturato sette». «Il risultato pratico – lamenta Filomena – è che ho fatto 95 giornate, di cui 88 da stagionale, ma queste ultime non vengono considerate. E non lo trovo giusto». (a.palm.)
 

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