La Nuova Sardegna

Sala chiede scusa ai sardi: «Sono stato ruvido»

di Silvia Sanna
Sala chiede scusa ai sardi: «Sono stato ruvido»

Il sindaco di Milano fa il mea culpa dopo le dichiarazioni sul test d’accesso E su Instagram posta la foto della sua barca a vela alla Maddalena

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SASSARI. Chiede scusa alla Sardegna, ammette di essere stato “ruvido” nei toni e nelle parole usate. Il sindaco di Milano Beppe Sala fa il mea culpa dopo quella frase infelice “me ne ricorderò” riferita ai test sanitari d’accesso richiesti da Solinas ai turisti. Lo fa attraverso un post pubblicato su Instagram a corredo di una foto: quello della sua barca a vela che teneva, prima di venderla, proprio in Sardegna «alla Maddalena e a Cagliari». « Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna – scrive il sindaco Sala – Il mio “me ne ricorderò”, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda». Al governatore Solinas, in quei giorni particolarmente agguerrito nel difendere l’opportunità di test d’accesso per tutelare i sardi e i turisti da nuove temibili ondate di contagi. «So di essere stato ruvido ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini. E lo dico alla vigilia della Festa della Repubblica. Certo, il punto centrale non è dove si fanno le vacanze, ma molto semplicemente penso che il sentirsi una sola comunità debba trovare conferma nei momenti positivi e in quelli difficili – aggiunge Sala – E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo».

La polemica. Il botta e risposta era stato vivace e aveva suscitato moltissime reazioni. Da una parte Solinas e la sua battaglia sul certificato di negatività portata avanti quasi in solitaria: anche il collega siciliano Nello Musumeci si è infatti defilato dopo un pezzo di strada insieme. Dall’altra Sala che in due differenti occasioni ha contestato la “richiesta di una patente di immunità di cui mi ricorderò quando deciderò dove andare in vacanza” per poi aggiungere in una intervista pubblicata sulla Stampa che i milanesi non possono essere trattati da untori e che “il turismo in Sardegna è nato anche grazie a loro”. Lo scontro sull’asse Sardegna-Milano è scoppiato in un attimo e il sindaco Sala è finito sotto accusa. Con molti sardi indignati e Solinas che in una lettera pubblicata sul Corriere diceva così: non accetto lezioni da chi in piena emergenza faceva aperitivi in piazza e ora si erge a censore. Anche Beppe Severgnini ha criticato Sala, pur non condividendo l’approccio di Solinas sul tema “accoglienza e sicurezza”. Approccio non condiviso da molti sardi che vivono nella Penisola e che nella posizione di Solinas dicono di non avere ritrovato nulla della tradizionale e celebratissima ospitalità sarda.

Scoppia la pace. Il sindaco Sala fa un passo indietro e chiede scusa alla Sardegna, terra alla quale si sente legato, e a tutti i sardi. E Solinas? Già 24 ore fa aveva invitato Sala a venire in Sardegna «per un aperitivo....»: «Lo aspetto, ma con il certificato di negatività in tasca». Il certificato non ci sarà, ormai è scontato. Chissà se ci sarà invece Sala, a suggellare la pace fatta.

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