No autocertificazione Solinas: ai turisti basterà registrarsi sull’app
di Silvia Sanna
Il governatore: «È sufficiente indicare nome e destinazione» Lo stop al certificato: «Speravo che il governo fosse più cauto»
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SASSARI. Nessuna autocertificazione, per arrivare in Sardegna sarà sufficiente registrarsi attraverso la app regionale “Sardegna sicura” o sulla piattaforma nel sito istituzionale, operativa dall’inizio dell’emergenza. Il governatore Christian Solinas ammette un po’ di delusione: «Avevo proposto un altro sistema per conciliare la necessità della ripartenza con la sicurezza sanitaria, dei sardi e dei turisti. Il certificato di negatività avrebbe dato qualche cautela in più rispetto al piano B, quello che poi è passato». Solinas sperava che il «Governo mostrasse un atteggiamento più prudente», ma dice anche di capire «le enormi pressioni ricevute sulle riaperture». Una situazione che ha portato a una bocciatura nei confronti della sua proposta di passaporto-certificato «nonostante sia un modello utilizzato in altre realtà e che non è assolutamente discriminatorio come qualcuno ha fatto credere innescando polemiche strumentali». Ora basta però, aggiunge il governatore: «Il nostro obiettivo è fare in modo che il sistema individuato funzioni e tuteli al massimo sardi e visitatori che verranno da noi in vacanza e che, ribadisco, aspettiamo a braccia aperte».
Il sistema. L’autocertificazione diventerà un ricordo del periodo lockdown. Chi sbarcherà in Sardegna non dovrà compilarla. Dovrà invece registrarsi, annunciare la sua presenza scaricando la app della Regione o compilando il modulo nella piattaforma sul sito. In entrambe le opzioni dovrà indicare il suo nominativo e quello dei familiari, la destinazione e il tempo di permanenza. «Ma da quel momento – spiega Solinas – sarà tracciato soltanto se lo vorrà». Significa questo: scaricare la app e registrarsi non vorrà dire dare notizia degli spostamenti durante la permanenza nell’isola. «Noi sapremo dove è diretto il turista, non cosa farà o chi incontrerà successivamente all’arrivo, a meno che lui non sia d’accordo – spiega Solinas – ma essere informati sulle destinazioni ci aiuterà a capire dove saranno concentrati i flussi così da adeguare il sistema sanitario – per esempio le Usca – in zone specifiche».
L’appello. Sarà contenuto in una ordinanza che il presidente della Regione emanerà nei prossimi giorni. «Sempre con l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza – spiega Solinas – sensibilizzeremo i turisti ad effettuare il test del Covid-19. A chi lo vorrà, lo faremo noi all’arrivo. Nessun obbligo ma un invito alla cautela. In cambio siamo pronti a offrire voucher per arricchire la vacanza: penso per esempio all’accesso ai musei, ai siti archeologici, a sconti o buoni per l’acquisto di prodotti tipici. Insomma, un segnale ulteriore di accoglienza verso i visitatori, con l’invito a ritornare presto nella nostra isola».
Il sistema. L’autocertificazione diventerà un ricordo del periodo lockdown. Chi sbarcherà in Sardegna non dovrà compilarla. Dovrà invece registrarsi, annunciare la sua presenza scaricando la app della Regione o compilando il modulo nella piattaforma sul sito. In entrambe le opzioni dovrà indicare il suo nominativo e quello dei familiari, la destinazione e il tempo di permanenza. «Ma da quel momento – spiega Solinas – sarà tracciato soltanto se lo vorrà». Significa questo: scaricare la app e registrarsi non vorrà dire dare notizia degli spostamenti durante la permanenza nell’isola. «Noi sapremo dove è diretto il turista, non cosa farà o chi incontrerà successivamente all’arrivo, a meno che lui non sia d’accordo – spiega Solinas – ma essere informati sulle destinazioni ci aiuterà a capire dove saranno concentrati i flussi così da adeguare il sistema sanitario – per esempio le Usca – in zone specifiche».
L’appello. Sarà contenuto in una ordinanza che il presidente della Regione emanerà nei prossimi giorni. «Sempre con l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza – spiega Solinas – sensibilizzeremo i turisti ad effettuare il test del Covid-19. A chi lo vorrà, lo faremo noi all’arrivo. Nessun obbligo ma un invito alla cautela. In cambio siamo pronti a offrire voucher per arricchire la vacanza: penso per esempio all’accesso ai musei, ai siti archeologici, a sconti o buoni per l’acquisto di prodotti tipici. Insomma, un segnale ulteriore di accoglienza verso i visitatori, con l’invito a ritornare presto nella nostra isola».
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