Riaprono gli aeroporti ma solo voli in continuità
di Umberto Aime
Collegamenti nazionali dal 13 e internazionali dal 25. Da oggi ripartono le navi
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CAGLIARI. Fumata bianca. Da oggi «saremo tutti liberi di spostarci» da una regione all’altra. Chi verrà in Sardegna, non dovrà neanche esibire passaporti o certificati di negatività, o tanto meno sottoporsi a test preventivi sulla terra ferma. Anche se una regola dovrà rispettarla: registrarsi, attraverso lo smart-phone, sull’applicazione regionale, per essere tracciato quando si sposterà e rintracciato se dovesse scoppiare un focolaio. Ma sarà comunque una scelta volontaria. Non è chissà quale barriera, ma solo una «precauzione necessaria». Il governatore Solinas la metterà per iscritto nella sua prossima ordinanza, la numero 27, attesa per l’alba di oggi. Poi, come previsto anche dall’ultimo decreto della ministra a Paola De Micheli, il primo effetto della decisione congiunta sarà sui trasporti. È davvero finita: la Sardegna da oggi non sarà più blindata e stretta nel cordone sanitario anti-Covid imposto a marzo.
Aeroporti 1. Dalla mezzanotte e un secondo di martedì e fino al 12 giugno, oggi ripartano i collegamenti aerei in continuità territoriale dagli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa, mentre da luglio quelli del Nord si sposteranno su Linate. Comunque, in queste prime settimane, i voli giornalieri garantiti da Alitalia, ha l’esclusiva della Ct1, saranno la metà – una trentina contro 64 – rispetto a quanti erano previsti dalla convenzione prorogata. Il primo volo di questa nuova fase partirà oggi da Fiumicino e atterrerà Cagliari alle 9.05, seguito da altri tre decollati dalla Capitale, più tre da Malpensa. Ad Alghero il debutto sarà alle 10.25, con l’atterraggio del volo da Fiumicino. A Olbia, infine, il taglio del nastro sarà intorno alle 10.15 (arrivo da Roma) e nel pomeriggio, alle 16.40, da Milano.
Aeroporti 2. Dal 13 giugno – non più dal 15 – ripartiranno anche tutti i voli nazionali diversi dalla Ct1, e tra l’altro proprio quel giorno dovrebbe cominciare la stagione turistica vera e propria. Mentre i voli internazionali, nonostante le ultime decisioni, restano avvolti nell’incertezza. Comunque, dovrebbero riprendere ad atterrare e decollare dal 25 giugno, come previsto dalla tabella della Regione.
Porti. Il secondo effetto del decreto ministeriale e dell’ordinanza sarà anche quello di rimettere a regime i trasporti marittimi. Sempre da oggi, infatti, ripartiranno i collegamenti per i passeggeri in partenza e in arrivo dai porti di Cagliari, Olbia e Porto Torres. Anche in questo caso, stando ai documenti, il via libera è solo per le tratte in continuità territoriale, poi fra dieci giorni dovrebbero ripartire le altre corse.
Altolà parziale. Certo, in entrambi i casi, aerei e traghetti, ci sarà ancora qualche limitazione, ma giustificata così dal ministero ai trasporti: «Al fine di evitare il diffondersi dell’emergenza Covid e in relazione anche alla particolare situazione dell’organizzazione sanitaria in Sardegna – è scritto nel decreto firmato da Paola De Micheli – sono autorizzati per ora solo i collegamenti in continuità territoriale». Dunque, la preoccupazione di possibili contraccolpi, con l’arrivo dei turisti, sul fragile sistema sardo c’è ed è stato condiviso dal Governo, come sollecitato più volte dalla Regione.
Mano tesa di Salvini. Il leader della Lega, dicono più fonti, pare abbia avuto un ruolo importante nel convincere Solinas a non essere intransigente nel chiedere passaporti e certificati. Lo si è capito dopo queste sue due dichiarazioni. La prima: «Comprendo che il mio amico governatore della Sardegna voglia garantire vacanze sicure e mettere al sicuro la sua terra». Poi, senza sapere ancora dell’accordo fra Solinas e il Governo, «da sempre sono un amante di quest’isola meravigliosa e quindi vorrei andarci senza avere in tasca otto certificati medici». La seconda: «All’estero non ci vogliono? Chi se ne frega, noi lombardi faremo le ferie in Italia. Le spiagge sarde, come quelle siciliane, sono molto meglio della Grecia. Ormai è deciso: neanche Salvini non dovrà sottoporsi al test prima dello sbarco estivo.
Aeroporti 1. Dalla mezzanotte e un secondo di martedì e fino al 12 giugno, oggi ripartano i collegamenti aerei in continuità territoriale dagli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa, mentre da luglio quelli del Nord si sposteranno su Linate. Comunque, in queste prime settimane, i voli giornalieri garantiti da Alitalia, ha l’esclusiva della Ct1, saranno la metà – una trentina contro 64 – rispetto a quanti erano previsti dalla convenzione prorogata. Il primo volo di questa nuova fase partirà oggi da Fiumicino e atterrerà Cagliari alle 9.05, seguito da altri tre decollati dalla Capitale, più tre da Malpensa. Ad Alghero il debutto sarà alle 10.25, con l’atterraggio del volo da Fiumicino. A Olbia, infine, il taglio del nastro sarà intorno alle 10.15 (arrivo da Roma) e nel pomeriggio, alle 16.40, da Milano.
Aeroporti 2. Dal 13 giugno – non più dal 15 – ripartiranno anche tutti i voli nazionali diversi dalla Ct1, e tra l’altro proprio quel giorno dovrebbe cominciare la stagione turistica vera e propria. Mentre i voli internazionali, nonostante le ultime decisioni, restano avvolti nell’incertezza. Comunque, dovrebbero riprendere ad atterrare e decollare dal 25 giugno, come previsto dalla tabella della Regione.
Porti. Il secondo effetto del decreto ministeriale e dell’ordinanza sarà anche quello di rimettere a regime i trasporti marittimi. Sempre da oggi, infatti, ripartiranno i collegamenti per i passeggeri in partenza e in arrivo dai porti di Cagliari, Olbia e Porto Torres. Anche in questo caso, stando ai documenti, il via libera è solo per le tratte in continuità territoriale, poi fra dieci giorni dovrebbero ripartire le altre corse.
Altolà parziale. Certo, in entrambi i casi, aerei e traghetti, ci sarà ancora qualche limitazione, ma giustificata così dal ministero ai trasporti: «Al fine di evitare il diffondersi dell’emergenza Covid e in relazione anche alla particolare situazione dell’organizzazione sanitaria in Sardegna – è scritto nel decreto firmato da Paola De Micheli – sono autorizzati per ora solo i collegamenti in continuità territoriale». Dunque, la preoccupazione di possibili contraccolpi, con l’arrivo dei turisti, sul fragile sistema sardo c’è ed è stato condiviso dal Governo, come sollecitato più volte dalla Regione.
Mano tesa di Salvini. Il leader della Lega, dicono più fonti, pare abbia avuto un ruolo importante nel convincere Solinas a non essere intransigente nel chiedere passaporti e certificati. Lo si è capito dopo queste sue due dichiarazioni. La prima: «Comprendo che il mio amico governatore della Sardegna voglia garantire vacanze sicure e mettere al sicuro la sua terra». Poi, senza sapere ancora dell’accordo fra Solinas e il Governo, «da sempre sono un amante di quest’isola meravigliosa e quindi vorrei andarci senza avere in tasca otto certificati medici». La seconda: «All’estero non ci vogliono? Chi se ne frega, noi lombardi faremo le ferie in Italia. Le spiagge sarde, come quelle siciliane, sono molto meglio della Grecia. Ormai è deciso: neanche Salvini non dovrà sottoporsi al test prima dello sbarco estivo.
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