La Nuova Sardegna

Floyd: contestato l’omicidio volontario

di Claudio Salvalaggio
Floyd: contestato l’omicidio volontario

Imputati tutti e 4 gli agenti coinvolti nel delitto. Trump sempre più isolato ma 1.600 soldati si schierano a Washington

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WASHINGTON. Le proteste per l'uccisione di George Floyd sono diventate meno violente nell'ultima notte ma hanno appiccato il fuoco dentro l'amministrazione americana. Questo mentre alla vigilia dei funerali a Minneapolis, con la partecipazione di Joe Biden, l'attorney general del Minnesota Keith Ellison ha aggravato l'imputazione per l'ex agente Derek Chauvin da omicidio colposo a omicidio volontario (ora rischia sino a 40 anni) e ordinato l'arresto dei suoi tre colleghi accusandoli di complicità. Come chiedevano la famiglia («un passo importante verso la giustizia», ha commentato) e i manifestanti che hanno infiammato l'America per una settimana.

Travolto dalle accuse di aver politicizzato l'esercito, il capo del Pentagono Mark Esper è uscito allo scoperto in una conferenza stampa prendendo le distanze da Donald Trump, sia dalla sua minaccia di usare le truppe per fermare le rivolte sia dalla sua controversa foto con la Bibbia davanti alla St. John Church, di fronte alla Casa Bianca, dopo aver fatto sgomberare la folla con lacrimogeni e proiettili di gomma. Il segretario alla Difesa si è detto contrario ad invocare l'Insurrection Act del 1807, la legge che consente di impiegare le truppe contro i disordini e che fu usata l'ultima volta nel 1992 contro le sommosse a sfondo razziale scoppiate nella città di Los Angeles. «L'opzione di usare l'esercito nel ruolo di polizia dovrebbe essere l'ultima spiaggia e solo nelle situazioni più urgenti e gravi ma ora non siamo in uno di questi momenti», ha spiegato, sconfessando così il presidente.

«Il mio obiettivo è quello di tenere le forze armate fuori della politica», ha assicurato, anche se nel frattempo 1600 soldati sono stati schierati nei dintorni della capitale per intervenire in caso di necessità. Esper ha anche riferito che lunedì sera sapeva che avrebbe accompagnato il tycoon alla chiesa di St. John ma non che avrebbe partecipato ad una photo opportunity con Trump che reggeva in mano la Bibbia accanto a vari esponenti dell' amministrazione: una «strumentalizzazione politica» criticata dai vertici religiosi non solo locali, mentre ieri il Papa, pur condannando la violenza delle ultime notti come «autodistruttiva e autolesionista», ha sollecitato a «non tollerare o chiudere un occhio sul razzismo e sull'esclusione in qualsiasi forma». Intanto anche Snapchat - dopo le censure di Twitter - ha annunciato che non promuoverà più sull'home page di Discover l'account di Trump.

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