Turisti da registrare ma l’app ancora non c’è
di Umberto Aime
L’ordinanza prevede che i vacanzieri comunichino la destinazione Richiesto il nome dell’hotel oppure l’indirizzo nel quale si soggiornerà
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CAGLIARI. L’ordinanza per i turisti c’è. È un vangelo di 61 pagine, compresi due allegati. Ora si sa cosa servirà per sbarcare in Sardegna: una registrazione obbligatoria. Fino al 12 giugno sarà possibile compilare il modulo-contratto anche a bordo di navi e aerei, dopo il 13 solo online e prima della partenza. Perché la ricevuta di avvenuta iscrizione dovrà essere esibita all’arrivo e sarà quello l’unico lasciapassare necessario per le vacanze. Poi per chi vorrà, ci saranno anche due opzioni facoltative: scaricare l’applicazione «Sardegna sicura», ma a quel punto si potrà essere tracciati fino al giorno del ritorno a casa, e far parte di un’indagine epidemiologica a campione, sottoponendosi, sempre all’arrivo, ai test anti-Covid.
Il modulo. Non è stato semplice districarsi fra gli articoli dell’ultima ordinanza firmata all’alba di mercoledì dal governatore Solinas. Per gran parte della mattina, dubbi e interpretazioni d’ogni tipo si sono accavallati. Alla fine, per fortuna, è saltato fuori il significato autentico. Anche se, nel pomeriggio, s’è scatenato il panico quando l’allegato A, il modulo, è scomparso per due ore da tutti i radar. Poi è riapparso, nell’ultima e definitiva bozza. Le sezioni sono tre: sanitaria, epidemiologica e logistica. Nella prima al turista è chiesto di dichiarare quali i sintomi ha avuto negli ultimi 21 giorni: febbre alta, tosse, stanchezza, mal di testa, vomiti, dolori muscolari e di seguito altre sei domande dello stesso tenore. Barrando la casella sì, o quella del no, di fatto il viaggiatore finirà per auto-dichiarare qual è il suo stato di salute al momento dell’imbarco. Può farlo? Sì, secondo la Regione, che in una clausola precisa: «quanto sopra dichiarato dovrà corrispondere al vero, o scatteranno conseguenze civili o penali». La seconda parte del modulo, invece, è incentrata tutta su una ricostruzione epidemiologica dei possibili contatti avuti in passato fra chi viaggia e il coronavirus. Le domande sono sei e spaziano da «se è stato esposto a casi accertati di Covid-19» a «se ha effettuato viaggi e dove negli ultimi 40 giorni». Anche nella seconda sezione, la risposta dovrà essere data barrando le caselle sì o no. Infine, c’è l’ultima gabbia del modulo e riguarda la logistica: nome e cognome, provenienza, mezzo di trasporto utilizzato, Comune in cui soggiornerà e tipo di struttura (albergo, B&B o altro) e se è una «casa privata, anche via e numero civico» e infine la data di ripartenza. Il tutto dovrebbe essere semplice e immediato, almeno nelle intenzioni, ma sarà davvero così al momento dell’invio online del modulo? Chissà. Comunque, i dati saranno custodi da una piattaforma – rintracciabile sul sito della Regione – per massimo 14 giorni o al massimo fino al giorno della ripartenza. Un’ultima annotazione: il capofamiglia dovrà compilare lo stesso modulo anche per i figli minori.
L’applicazione. L’iscrizione a Sardegna sicura, il logo è apparso 24 ore fa sul sito della Regione, è una delle opzioni possibili. Ma non è ancora scaricabile dagli store per gli smart-phone Ios e Android. Lo dovrebbe essere nelle prossime ore, quando – secondo la ricostruzione ufficiale – sarà inserita nei negozi virtuali. Però, attenzione, con Sardegna sicura il viaggiatore sarà rintracciabile e quindi per evitare di veder violato il suo sacrosanto diritto alla privacy, l’adesione sarà su base volontaria.
I test. Svanito l’obbligo delle analisi obbligatorie, che erano alla base dell’invocato certificato di negatività, la Regione ha dovuto arretrare e scegliere altre strade. Alla fine del modulo, al viaggiatore infatti è chiesto i se «acconsente ad essere sottoposto a test virologici in caso di manifestazioni cliniche compatibili con un’infezione in atto». Quanti diranno sì? Solinas ha ribadito: «Organizzeremo una campagna per favorire il senso etico e solidale delle vacanze». Sono i bonus annunciati più volte.
Ultime raccomandazioni. Il viaggiatore, infine, dovrà impegnarsi a comunicare «ogni variazione del quadro clinico» e a rispettare «tutte le misture di prevenzione», a cominciare dalla mascherina e dal metro di distanza dal vicino d’ombrellone.
Il modulo. Non è stato semplice districarsi fra gli articoli dell’ultima ordinanza firmata all’alba di mercoledì dal governatore Solinas. Per gran parte della mattina, dubbi e interpretazioni d’ogni tipo si sono accavallati. Alla fine, per fortuna, è saltato fuori il significato autentico. Anche se, nel pomeriggio, s’è scatenato il panico quando l’allegato A, il modulo, è scomparso per due ore da tutti i radar. Poi è riapparso, nell’ultima e definitiva bozza. Le sezioni sono tre: sanitaria, epidemiologica e logistica. Nella prima al turista è chiesto di dichiarare quali i sintomi ha avuto negli ultimi 21 giorni: febbre alta, tosse, stanchezza, mal di testa, vomiti, dolori muscolari e di seguito altre sei domande dello stesso tenore. Barrando la casella sì, o quella del no, di fatto il viaggiatore finirà per auto-dichiarare qual è il suo stato di salute al momento dell’imbarco. Può farlo? Sì, secondo la Regione, che in una clausola precisa: «quanto sopra dichiarato dovrà corrispondere al vero, o scatteranno conseguenze civili o penali». La seconda parte del modulo, invece, è incentrata tutta su una ricostruzione epidemiologica dei possibili contatti avuti in passato fra chi viaggia e il coronavirus. Le domande sono sei e spaziano da «se è stato esposto a casi accertati di Covid-19» a «se ha effettuato viaggi e dove negli ultimi 40 giorni». Anche nella seconda sezione, la risposta dovrà essere data barrando le caselle sì o no. Infine, c’è l’ultima gabbia del modulo e riguarda la logistica: nome e cognome, provenienza, mezzo di trasporto utilizzato, Comune in cui soggiornerà e tipo di struttura (albergo, B&B o altro) e se è una «casa privata, anche via e numero civico» e infine la data di ripartenza. Il tutto dovrebbe essere semplice e immediato, almeno nelle intenzioni, ma sarà davvero così al momento dell’invio online del modulo? Chissà. Comunque, i dati saranno custodi da una piattaforma – rintracciabile sul sito della Regione – per massimo 14 giorni o al massimo fino al giorno della ripartenza. Un’ultima annotazione: il capofamiglia dovrà compilare lo stesso modulo anche per i figli minori.
L’applicazione. L’iscrizione a Sardegna sicura, il logo è apparso 24 ore fa sul sito della Regione, è una delle opzioni possibili. Ma non è ancora scaricabile dagli store per gli smart-phone Ios e Android. Lo dovrebbe essere nelle prossime ore, quando – secondo la ricostruzione ufficiale – sarà inserita nei negozi virtuali. Però, attenzione, con Sardegna sicura il viaggiatore sarà rintracciabile e quindi per evitare di veder violato il suo sacrosanto diritto alla privacy, l’adesione sarà su base volontaria.
I test. Svanito l’obbligo delle analisi obbligatorie, che erano alla base dell’invocato certificato di negatività, la Regione ha dovuto arretrare e scegliere altre strade. Alla fine del modulo, al viaggiatore infatti è chiesto i se «acconsente ad essere sottoposto a test virologici in caso di manifestazioni cliniche compatibili con un’infezione in atto». Quanti diranno sì? Solinas ha ribadito: «Organizzeremo una campagna per favorire il senso etico e solidale delle vacanze». Sono i bonus annunciati più volte.
Ultime raccomandazioni. Il viaggiatore, infine, dovrà impegnarsi a comunicare «ogni variazione del quadro clinico» e a rispettare «tutte le misture di prevenzione», a cominciare dalla mascherina e dal metro di distanza dal vicino d’ombrellone.
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