Ancora zero casi e nessun decesso
Le associazioni: «Basta al blocco delle visite nelle strutture socio-sanitarie sarde»
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Il trend dei contagi da Covid-19 fa sorridere l’isola che conosce un’altra giornata da “doppio zero”: niente nuove positività e nessuna nuova vittima. È quanto rilevato dall'Unità di crisi regionale nell'ultimo aggiornamento di ieri pomeriggio e relativo alle 24 ore precedenti. I casi accertati dall’inizio dell’emergenza restano così 1.357, così come resta invariato anche il numero dei decessi, 131 in tutto. In totale nell'isola sono stati eseguiti 59.556 test, ovvero sono 951 quelli effettuati in 24 ore. I pazienti ricoverati in ospedale restano in tutto 13, di cui uno in terapia intensiva, un numero quindi piuttosto circoscritto, mentre è sceso a 95 il numero delle persone in isolamento domiciliare (-38 rispetto al giorno prima). Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.053 pazienti guariti (+46 rispetto al dato precedente), più altri 65 guariti clinicamente.
Insomma i contagi sono di fatto azzerati e si parla di riaperture, pur mantenendo alta la guardi. Ma resta lo stop alle visite dei parenti nelle strutture socio-sanitarie della Sardegna. A denunciare la situazione sono le associazioni «Socialismo Diritti Riforme», Fidapa Cagliari, Adiconsum Sardegna, Sinergia Femminile, Tribunale del Malato, Ail, «Mai più sole contro il tumore ovarico». Che lanciano un appello alla Regione: «Tutto questo è assurdo e inconcepibile. Fateceli vedere e abbracciare almeno con lo sguardo». Ritengono infatti che siano «incomprensibili le ragioni di questo blocco anche perché gli ammalati, soprattutto gli anziani e i bambini, soffrono particolarmente l'isolamento dalla famiglia. Non si può trascurare il fatto che nei nosocomi, purtroppo, si registrano, come sempre accade, decessi non da coronavirus senza che i familiari possano essere vicini ai loro cari». E a ciò si aggiunge «la chiusura degli ambulatori e del Cup per le visite e le cure dei malati cronici – ricordano – Non è più possibile accettare passivamente una condizione che apre la strada a una Sardegna sicuramente Covid-free ma con una popolazione falcidiata da infarti, ictus, tumori e con un indice di persone affette da gravi invalidità che finiranno con rendere ancora più povera e debole la comunità». (a.palm.)
Insomma i contagi sono di fatto azzerati e si parla di riaperture, pur mantenendo alta la guardi. Ma resta lo stop alle visite dei parenti nelle strutture socio-sanitarie della Sardegna. A denunciare la situazione sono le associazioni «Socialismo Diritti Riforme», Fidapa Cagliari, Adiconsum Sardegna, Sinergia Femminile, Tribunale del Malato, Ail, «Mai più sole contro il tumore ovarico». Che lanciano un appello alla Regione: «Tutto questo è assurdo e inconcepibile. Fateceli vedere e abbracciare almeno con lo sguardo». Ritengono infatti che siano «incomprensibili le ragioni di questo blocco anche perché gli ammalati, soprattutto gli anziani e i bambini, soffrono particolarmente l'isolamento dalla famiglia. Non si può trascurare il fatto che nei nosocomi, purtroppo, si registrano, come sempre accade, decessi non da coronavirus senza che i familiari possano essere vicini ai loro cari». E a ciò si aggiunge «la chiusura degli ambulatori e del Cup per le visite e le cure dei malati cronici – ricordano – Non è più possibile accettare passivamente una condizione che apre la strada a una Sardegna sicuramente Covid-free ma con una popolazione falcidiata da infarti, ictus, tumori e con un indice di persone affette da gravi invalidità che finiranno con rendere ancora più povera e debole la comunità». (a.palm.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google