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Migliaia in piazza per il saluto a Floyd

Migliaia in piazza per il saluto a Floyd

A Minneapolis il funerali dell’afroamericano ucciso da una pattuglia della polizia. Non si fermano i disordini, 10mila arresti

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[FIRMA&LUOGO]di Claudio Salvalaggio

<MC>WASHINGTON

[TESTO]Migliaia di persone hanno affollato ieri Minneapolis per la prima commemorazione funebre pubblica di George Floyd, l'afroamericano di 46 anni che ha sollevato un'ondata di proteste in tutto il Paese per essere stato soffocato brutalmente a terra da quattro agenti bianchi mentre rantolava «non riesco a respirare» durante un arresto per il presunto spaccio di una banconota falsa da 20 dollari. «Ho visto molti americani di razze ed età differenti marciare insieme e alzare la loro voce insieme, siamo ad un punto di svolta», ha detto il reverendo newyorchese Al Sharpton, noto leader nella lotta per i diritti civili, poco prima di ricordare la vittima in un discorso emozionante nel grande santuario della North Central University. La cerimonia arriva all'indomani della svolta nelle indagini, con la procura che ha aggravato l'imputazione per l'ex agente Derek Chauvin da omicidio colposo a omicidio volontario e ordinato l'arresto dei suoi tre colleghi accusandoli di complicità. Come chiedevano la famiglia e i manifestanti che hanno infiammato l'America. E che adesso, nonostante i 10 mila arresti eseguiti finora, continuano a scendere in piazza più pacificamente per chiedere riforme contro le iniquità razziali e gli abusi delle forze dell'ordine, mentre il Senato si appresta a votare l'abolizione della stretta al collo e la Virginia a rimuovere la statua del generale sudista Robert E. Lee. I quattro poliziotti devono comparire davanti al tribunale nelle prossime ore. Dall'autopsia intanto è emerso che Floyd era positivo al coronavirus ma asintomatico: per crudele ironia della sorte, è sopravvissuto alla pandemia ma non è sfuggito alla brutalità della polizia. Quello di ieri non è che il primo omaggio a Floyd, il «gigante buono» figlio del Sud. Oggi il suo corpo sarà portato a Raeford, in North Carolina, dove è nato, per una camera ardente e una cerimonia privata per la famiglia. Cerimonia analoga lunedì in Texas a Houston, dove è cresciuto e ha vissuto gran parte della sua vita prima di trasferirsi cinque anni fa in Minnesota. Il giorno dopo infine è in programma nella stessa città un funerale con 500 persone. A Houston ci sarà anche Joe Biden. La sua presenza striderà con l'assenza del presidente Donald Trump, blindato alla Casa Bianca, osteggiato dal capo del Pentagono Mark Esper sull'uso delle truppe contro i manifestanti e accusato duramente dall'ex segretario alla Difesa James Mattis in un intervento su The Atlantic. «Donald Trump è il primo presidente nella mia vita che non tenta di unire il popolo americano, neppure finge di tentare. Invece tenta di dividerci», ha scritto l'ex generale evocando una leadership «immatura» e schierandosi con i manifestanti. Mattis ha condannato l'uso dell'esercito contro le proteste, definendo «abuso di potere esecutivo» lo sgombero della folla davanti alla Casa Bianca per una «bizzarra photo-op» del commander in chief con la Bibbia. E ha invitato a «respingere e a richiamare alle loro responsabilità chi ha cariche pubbliche e deride la nostra costituzione». Trump ha reagito stizzito su Twitter: «Probabilmente l'unica cosa che io e Obama abbiamo in comune è che entrambi abbiamo licenziato Mattis».

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