Sanità, Nieddu chiede soldi al ministero
CAGLIARI. La Sardegna non si accontenterà degli spiccioli per far fronte alla maggior spesa accumulata durante l’emergenza coronavirus. Con l’assessore Mario Nieddu (nella foto) ha sollecitato anche...
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CAGLIARI. La Sardegna non si accontenterà degli spiccioli per far fronte alla maggior spesa accumulata durante l’emergenza coronavirus. Con l’assessore Mario Nieddu (nella foto) ha sollecitato anche una quota del Fondo nazionale destinato alle Regioni per far funzionare ospedali e ambulatori. Finora dal quel budget è stata sempre esclusa, perché la sanità è in tutto e per tutto a carico dei sardi, ma dopo il Covid-19 nulla potrà essere uguale a prima. In sostanza, durante uno degli ultimi vertici con i funzionari del ministero della salute, la Sardegna ha presentato questa proposta. «Oltre ai finanziamenti straordinari previsti dal Governo – spiega l’assessore – abbiamo chiesto anche un quota del Fondo». Perché? «Perché – prosegue Nieddu – è forte il rischio che i costi da noi sostenuti, nella fase più aggressiva della pandemia, possano produrre effetti negativi nel lungo periodo e quindi mettere comunque in pericolo l’intero sistema anche l’anno prossimo e chissà fino a quando». È per questo motivo che la Regione non si aspetta da Roma solo un quota dell’attuale fondo anti-Covid, ma molto di più. «Se vogliamo mettere al sicuro la nostra sanità – sottolinea l’assessore – dobbiamo poter contare su finanziamenti nazionali continui. Mentre, proprio a causa della crisi economica scatenata dal coronavirus, sappiamo già che ci sarà un crollo dei trasferimenti erariali da parte dello Stato ed è proprio con quelli invece che i sardi pagano la sanità a loro spese». Per essere ancora più diretti, è con i nove decimi dell’Iva incassata in Sardegna, poi trasferiti dallo Stato alla Regione, che i sardi riescono a coprire i costi della sanità ormai ben oltre il tetto dei 3 miliardi. Ma con il calo dei consumi che c’è stato e continuerà a esserci nei prossimi mesi, l’Iva incassata potrebbe non coprire più buona parte dei costi. «È per fronte a quest’eventualità – conclude Nieddu – che abbiamo sollecitato una quota del Fondo nazionale ordinario per la spesa sanitaria e una risposta il Governo dovrà pur darcela».
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