Coronavirus: maglie larghe a Porto Torres, nello scalo non si misura la temperatura
Gavino Masia
Sparito il termoscanner, manca anche il personale che ritira gli stampati. I passeggeri sono disorientati: «Qualche esame solo a bordo, ma non per tutti»
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PORTO TORRES. «Nessuno mi ha controllato la temperatura prima di scendere dalla nave o dopo lo sbarco, neppure una volta. E questo ritengo sia una cosa sbagliata, pur considerando che io non avevo la febbre e non stavo male fisicamente: la sicurezza è importante, anche se siamo in un periodo dove la situazione epidemiologica pare nettamente migliorata. Mi chiedo solo a cosa sia servito dire che c’erano delle misure da rispettare se non si fa nulla e l’unico risultato è quello di spiazzare i passeggeri». É la testimonianza di uno dei 281 passeggeri sbarcati ieri mattina a Porto Torres dal traghetto “Janas” della Tirrenia, proveniente da Genova. Anche lui - come altri - ha preso atto che per chi arriva in Sardegna è obbligatoria la registrazione con l’apposito modulo: fino al 12 giugno potrà essere compilato a bordo delle navi e consegnato a destinazione. Ma il problema è a chi consegnarlo. Perché anche sotto questo aspetto la chiarezza è una chimera. «Manca il personale incaricato che ritira i moduli. Davvero è una impresa così impossibile da realizzare?», conclude il passeggero.
La mattina degli arrivi è scivolata via così, tra incredulità e disappunto, con la speranza che i mancati controlli non causino problemi più gravi. In attesa che diventi finalmente operativa l’app della Regione che, al momento, è però solo un annuncio di buone intenzioni, dalla Tirrenia fanno sapere che a bordo il medico effettua il monitoraggio durante l’imbarco a Genova e anche prima dello sbarco, sulla base di quanto stabilito dal decreto del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli. Ma dalle testimonianze dei passeggeri sembra che le maglie siano al momento piuttosto larghe. Durante le fasi più calde dell’emergenza Covid-19, il controllo degli sbarchi nel porto di Porto Torres veniva effettuato dalla Protezione civile che utilizzava i termoscanner. Poi, con l’allentamento delle restrizioni, sono stati introdotti i moduli di registrazione per ogni passeggero. Una procedura semplificata rispetto a quella degli ultimi due mesi, che però non tranquillizza chi viaggia per lavoro o per tornare a casa. Anche ieri parecchi passeggeri hanno commentato che «le regole sono ancora poco chiare» e quasi tutti hanno sottolineato «che il medico di bordo non può effettuare controlli sanitari su tutte le persone imbarcate».
«Tornare a casa è davvero molto bello – ha detto una donna che rientrava in Sardegna dopo 5 mesi – però mi aspettavo che alla sbarco ci fossero i normali controlli della temperatura prima di dirigersi verso la destinazione finale. I moduli da compilare sono importanti ma potrebbero non essere sufficienti».
Un passeggero Tirrenia in arrivo da Genova si lamenta di troppa gente a bordo senza mascherina. Nella scalo di Porto Torres è intanto operativo da tre giorni anche il collegamento della Grandi navi veloci (Gnv), sempre con Genova. In fase di check-in e di imbarco, la Gnv attiva una procedura per lo screening della temperatura per tutti i passeggeri: nel caso in cui le condizioni di viaggio non sussistano, a causa di un sintomo sospetto, il viaggio verrà annullato. A bordo i flussi organizzativi della nave sono stati ridisegnati in modo da non creare assembramenti.
La mattina degli arrivi è scivolata via così, tra incredulità e disappunto, con la speranza che i mancati controlli non causino problemi più gravi. In attesa che diventi finalmente operativa l’app della Regione che, al momento, è però solo un annuncio di buone intenzioni, dalla Tirrenia fanno sapere che a bordo il medico effettua il monitoraggio durante l’imbarco a Genova e anche prima dello sbarco, sulla base di quanto stabilito dal decreto del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli. Ma dalle testimonianze dei passeggeri sembra che le maglie siano al momento piuttosto larghe. Durante le fasi più calde dell’emergenza Covid-19, il controllo degli sbarchi nel porto di Porto Torres veniva effettuato dalla Protezione civile che utilizzava i termoscanner. Poi, con l’allentamento delle restrizioni, sono stati introdotti i moduli di registrazione per ogni passeggero. Una procedura semplificata rispetto a quella degli ultimi due mesi, che però non tranquillizza chi viaggia per lavoro o per tornare a casa. Anche ieri parecchi passeggeri hanno commentato che «le regole sono ancora poco chiare» e quasi tutti hanno sottolineato «che il medico di bordo non può effettuare controlli sanitari su tutte le persone imbarcate».
«Tornare a casa è davvero molto bello – ha detto una donna che rientrava in Sardegna dopo 5 mesi – però mi aspettavo che alla sbarco ci fossero i normali controlli della temperatura prima di dirigersi verso la destinazione finale. I moduli da compilare sono importanti ma potrebbero non essere sufficienti».
Un passeggero Tirrenia in arrivo da Genova si lamenta di troppa gente a bordo senza mascherina. Nella scalo di Porto Torres è intanto operativo da tre giorni anche il collegamento della Grandi navi veloci (Gnv), sempre con Genova. In fase di check-in e di imbarco, la Gnv attiva una procedura per lo screening della temperatura per tutti i passeggeri: nel caso in cui le condizioni di viaggio non sussistano, a causa di un sintomo sospetto, il viaggio verrà annullato. A bordo i flussi organizzativi della nave sono stati ridisegnati in modo da non creare assembramenti.
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