Cisl: «Difficile riaprire in sicurezza»
Il sindacato: scenario incredibile, si dice tutto e il contrario di tutto
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. «L'atteggiamento inconcludente di chi ci governa sta mettendo a rischio la reale riapertura delle scuole a settembre. Si prospetta uno scenario incredibile, si dice tutto e il contrario di tutto. Ad oggi non vi è un piano serio e pragmatico che ci faccia pensare davvero che le scuole riapriranno con regolarità e in sicurezza». Lo afferma Maria Luisa Serra, segretaria generale regionale della Cisl Scuola. Sono state fatte mille ipotesi, osserva il sindacato, doppi turni, attività didattica mista (metà in presenza e metà a distanza), ore di 40 minuti, lezioni all’aperto. «Per concludere questo delirio – dice Serra – con i ragazzi imprigionati nel plexiglass alla faccia della tutela dell’ambiente plastic free e raccogliere la disponibilità da chi ci governa di voler personalmente dipingere le aule. Siamo davanti ad una situazione paradossale che rischia di diventare cronica se non si sceglie in fretta una strada percorribile all’insegna della concretezza. Tutti si sono impegnati a parlare, ma oggi non si va oltre alle generiche intenzioni di tornare alle attività in presenza. Tutti a parole lo proclamano – prosegue la segretaria generale Cisl Scuola – ma non sembra che ci sia l'intenzione di perseguirlo rapidamente nei fatti. È questa la ragione fondamentale tra quelle che hanno indotto tutti i sindacati della scuola a proclamare uno sciopero non etichettabile come corporativo».
Da un monitoraggio effettuato nelle scuole sarde, il 32 per cento delle aule possono contenere, rispettando le prescrizioni del comitato tecnico Scientifico, meno di 10 studenti, il restante 58 per cento tra 10 e 15 alunni. Solamente il 48 per cento delle scuole ha spazi esterni per svolgere attività didattiche. Il 26 per cento delle scuole dispone di un’aula magna e solo il 40 per cento della palestra. «Domani le lavoratrici e i lavoratori della scuola sosterranno con forza queste ragioni con uno sciopero che comporta l’astensione da tutte le attività individuali e collettive. Sciopereranno per chiedere che sia possibile un ritorno a settembre alle attività in presenza, che si diano per questo alla scuola risorse e personale stabile, ricordando che saranno docenti, amministrativi, dirigenti, tecnici e collaboratori, i soggetti su cui ricadrà direttamente l’onere di far ripartire la scuola e di farla funzionare al meglio. In tutte le province sarde ci saranno iniziative e manifestazioni».
Da un monitoraggio effettuato nelle scuole sarde, il 32 per cento delle aule possono contenere, rispettando le prescrizioni del comitato tecnico Scientifico, meno di 10 studenti, il restante 58 per cento tra 10 e 15 alunni. Solamente il 48 per cento delle scuole ha spazi esterni per svolgere attività didattiche. Il 26 per cento delle scuole dispone di un’aula magna e solo il 40 per cento della palestra. «Domani le lavoratrici e i lavoratori della scuola sosterranno con forza queste ragioni con uno sciopero che comporta l’astensione da tutte le attività individuali e collettive. Sciopereranno per chiedere che sia possibile un ritorno a settembre alle attività in presenza, che si diano per questo alla scuola risorse e personale stabile, ricordando che saranno docenti, amministrativi, dirigenti, tecnici e collaboratori, i soggetti su cui ricadrà direttamente l’onere di far ripartire la scuola e di farla funzionare al meglio. In tutte le province sarde ci saranno iniziative e manifestazioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
