La Nuova Sardegna

Ecco il protocollo anti-Covid per alberghi e campeggi

di Umberto Aime
Ecco il protocollo anti-Covid per alberghi e campeggi

La Regione non ha imposto regole più stringenti: rimane la norma nazionale Mascherine nelle aree comuni e distanziamento. Niente buffet nei ristoranti

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CAGLIARI. I protocolli anti-Covid per alberghi, residence, villaggi e campeggi continuano a essere quelli nazionali. La Regione avrebbe potuto imporre regole più severe, ma finora non l’ha fatto e non sembra intenzionata a rendere ancora più complicata l’estate a proprietari e gestori delle strutture. Ancora meno ai turisti. Così, se non ci saranno cambiamenti in corsa, le regole dovrebbero essere quelle decisa dall’accoppiata Inail-Istituto superiore di sanità, allegate tra l’altro all’ultima ordinanza di giugno, firmata dal governatore Solinas.

Aree comuni. Il primo obbligo: «Gli ospiti delle strutture ricettive dovranno sempre indossare le mascherine nelle aree comuni, mentre il personale dipendente in presenza dei clienti, nelle cucine, in spiaggia o piscina». Il secondo: «non esistono deroghe al distanziamento fisico di almeno un metro fra tutte le persone, clienti o dipendenti, presenti nelle aree comuni, con particolare attenzione alle zone in cui sono possibili maggiori e frequenti assembramenti». E infatti – si legge nel protocollo – «andranno delimitati spazi e percorsi, con adesivi, nastri e paletti nei punti d’ingresso e d’uscita». Il terzo: «Va garantita la più ampia disponibilità di sistemi utili a garantire l’igiene delle mani, con una campagna d’informazione capillare fra i clienti». Quarto e quinto: «La sanificazione dovrà essere continua e anche la misurazione della temperatura corporea effettuata più volte al giorno».

Stanze. Secondo il protocollo, «spetterà alla struttura a garantire una frequente pulizia e disinfezione delle zone destinate al pernottamento della clientela». In particolare, però, le procedure dovranno essere intensificate nei corridoi, negli ascensori e sulle superfici «toccate con maggior frequenza: corrimano, interruttori della luce, maniglie di porte e finestre». In particolare, sempre nelle stanze, «dovrà essere garantita la periodica aerazione naturale degli ambienti», ma soprattutto «intensificata la manutenzione degli impianti di aerazione forzata, per ottenere un microclima sicuro e ottimale».

Ristorazione. Per bar e ristoranti interni agli hotel le prescrizioni sono identiche a quelle che devono rispettare gli altri locali. Distanziamento fisico di almeno un metro fra le persone, anche al bancone, e fra i tavoli. Obbligatorie le mascherine per i dipendenti e confermato il divieto del servizio buffet.

Attrezzature. L’indicazione è perentoria: «Dopo ogni utilizzo, qualunque oggetto dovrà essere disinfettato». Non ci sono differenze, a leggere il protocollo, fra un lettino da spiaggia o la bicicletta noleggiata, fra una canoa data in affitto e le racchette dell’immancabile tennistavolo: tutto dovrà essere sanificato di continuo con soluzioni idro-alcoliche.

Campeggi. Inail e Istituto superiore hanno previsto un protocollo specifico per le strutture ricettive all’aperto. Sono simili a quelle previste per gli alberghi, ma con in più una specifica: «I clienti dovranno sempre indossare la mascherina quando non sono all’interno della piazzola che è stata loro assegnata e le stesse piazzole dovranno essere distanziate di almeno tre metri». Regole impossibili da rispettare, è stata la replica dei gestori.



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