La Nuova Sardegna

Coronavirus in Sardegna, l’opposizione attacca la giunta Solinas: «Troppi cambi di rotta»

di Roberto Petretto
Coronavirus in Sardegna, l’opposizione attacca la giunta Solinas: «Troppi cambi di rotta»

Pd, Progressisti, Leu e Movimento 5Stelle contro gli annunci del governatore. Le alternative? «Linee certe, collaborazione con lo Stato, controlli»

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SASSARI. Procedure di controllo sui turisti in arrivo, piani di emergenza per l’individuazione e l’isolamento di eventuali casi positivi, potenziamento del sistema sanitario nazionale: le ricette illustrate dal presidente della Regione, Christian Solinas, nell’intervista rilasciata ieri a La Nuova Sardegna mettono d’accordo tutto il fronte dell’opposizione in un giudizio deciso e negativo. Le ricette alternative, invece, non sempre coincidono. Dal Pd a Leu, dai Progressisti al Movimento 5Stelle non ci sono sconti per il governatore.

Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, dice: «siamo in grandissimo ritardo. Si è perso tempo in discussioni su passaporto sì e passaporto no, in discussioni sui controlli per arrivare poi al momento decisivo senza aver organizzato la ricezione dei turisti con strumenti importanti. Del questionario, che peraltro non si sa a chi consegnare, non si capisce bene l’utilità. Non vengono effettuati adeguati controlli sulla temperatura, la app non è disponibile e anche il sistema territoriale mi risulta sia rimasto quello che c’era in precedenza. Non ci sono indicazioni precise sui comportamenti da tenere, l’unico riferimento è quello dell’autocertificazione che non rimane al turista. Si è parlato di spazi per la quarantena ma non si sa quali siano. Tra l’altro siamo l’unica regione dove non sono autorizzati i test sierologici in strutture private».

«Sono state dette tante cose - incalza Massimo Zedda, leader dei Progressisti -. Che avremmo potuto gestire 400mila casi, 100mila posti in quarantena, che avevamo migliaia di dispositivi di sicurezza, si è parlato di passaporto, patenti, diplomi sanitari inesistenti, poi di test sierologici per essere smentiti dallo stesso assessorato. Solinas ha parlato molto di salute dei sardi, ma non ha lavorato per la salute dei sardi».

Quello che l’opposizione contesta, in modo particolare, è una condotta fatta di molti annunci e di molti cambiamenti di rotta: «Dopo due mesi di discussioni su cose inesistenti - aggiunge Zedda -, quale provvedimento si adotta? Il controllo della temperatura».

«Presenterò una richiesta di accesso agli atti per capire sapere quali strutture per la quarantena sono state individuate, con quali criteri e modalità - annuncia Desiré Manca, capogruppo del Movimento 5Stelle -. Mi piacerebbe anche sapere chi paga per l’alloggio e la cura, chi paga l’eventuale spostamento del biglietto del turista in quarantena».

Anche Manca, come i suoi colleghi, contesta soprattutto la serie di annunci del governatore: «Forse a volte si dimentica di quello che promette e dice. Tutti hanno assistito ai suoi cambi di opinione. Tamponi, poi test, poi sierologici. Passaporto sanitario, certificato di negatività, senza dire chi lo avrebbe dovuto rilasciare e con quali esami. Alla fine, dopo che ha capito che tutte le promesse erano irrealizzabili e ha fatto scappare molti turisti, ha scelto l’autodichiarazione mentre l’app non è ancora a disposizione. Non è stata seguita una strada logica. Ci aveva promesso 2mila tamponi, ma non c’è mai riuscito. È ovvio che ci sono meno contagi perché non stai controllando come avevi promesso. L’indecisione è stata la cosa peggiore».

Per Daniele Cocco, capogruppo di Leu, è «prioritario ripristinare l’ordinario, soprattutto nella sanità. Sulla gestione dei turisti si mettano d’accordo tra loro: Solinas, Chessa e Nieddu hanno detto cose diverse. D’accordo mettere in sicurezza la popolazione sarda, ma va questa esigenza contemperata con rilancio filiera turistica. E poi i test sierologici: sono autorizzati anche in Bundesliga, non è vero che a livello nazionale sono stati vietati.

Sin qui le critiche. Ma che alternative avrebbero messo in campo gli esponenti dell’opposizione? Per Gianfranco Ganau ci sono «scelte obbligate, da mettere in campo subito: controllo della temperatura, identificazione dei soggetti che entrano con un servizio di isolamento precoce per tutti i casi che eventualmente risultassero positivi». Massimo Zedda fa qualche passo indietro: «Quando è stato ipotizzato un progetto di possibile riapertura e di supporto da parte del governo, invece di dire “non faremo da cavie” si sarebbe dovuta cogliere l’occasione per chiedere risorse, personale e mezzi allo Stato. Si sarebbe partecipato a un modello che poteva essere generatore di economia, ci sarebbe stato un riscontro dal punto di vista degli investimenti».

Desiré Manca insiste sulla mancanza di scelte coerenti: «Nel momento in cui sono governatore, scelgo una modalità, che può anche essere quella del controllo sugli ingressi. Coinvolgo tutti per scegliere la migliore e la porto avanti senza cambiare opinione dalla mattina alla sera».

Per Daniele Cocco la prima cosa da fare è «garantire i sardi e quelli che arrivano almeno con controlli elementari che invece non ci sono. Ci sarà di certo una diminuzione dei flusso per questo bisogna stimolare tanto il turismo interno. Tenendo presente che non possiamo discostarci dalle situazioni delle altre Regioni: il sistema, per funzionare, ha bisogno di protocolli uguali ovunque».

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