La Nuova Sardegna

Scontro sulla peste suina M5s e Pd contro la Regione

di Claudio Zoccheddu
Scontro sulla peste suina M5s e Pd contro la Regione

Manca: «Rischiamo la catastrofe». Cani: «Fare presto per aprire prospettive»

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SASSARI. Lo stallo sull’esportazione della carne di maiale, le dimissioni dei responsabili dell’Unità di progetto della Regione (Alessandro De Martini) e dell’istituto zooprofilattico (Alberto Laddomada), il rischio che riprenda vigore il virus della peste suina africana. Tre temi cari agli allevatori dell’isola che adesso sbarcheranno in parlamento. Alberto Manca, deputato del Movimento 5 stelle, ha presentato un’interrogazione urgente indirizzata al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, proprio per capire quali saranno gli effetti di quello che sembra, a tutti gli effetti, un rischio di ricaduta dopo i successi ottenuti negli ultimi anni. Sull’argomento è intervenuto anche il segretario del Pd sardo, Emanuele Cani.

La situazione. Quando sembrava che la carne suina potesse ritornare a rappresentare un’importante voce nei bilanci degli allevamenti, l’emergenza sanitaria dettata dal Covid-19 ha bloccato nuovamente tutto. Proprio quando la Cina e altri Paesi, tutti colpiti violentemente dalla Psa ma ghiotti di carne suina, iniziavano a cercare alternative per soddisfare la domanda del mercato interno. Risultato: tutto nuovamente fermo, compreso lo sblocco dell’embargo decennale che blocca le esportazioni. E la carne si vende sottocosto, con spese di produzione tra i 40 e i 45 euro per ogni maialetto e ralativi incassi che non superano i 25. Sabato è stata la Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) a ritornare alla carica: «Vinta la battaglia contro la Psa – aveva detto il presidente di Cia Sardegna, Francesco Erbì – è necessario portare a casa il risultato politico che il presidente della Regione Solinas, e il ministro della salute Speranza, dovrebbero strappare dai tavoli della Commissione europea». Ervì aveva chiesto un’intervento anche all’assessora Murgia «Si rivolga ai ministri Speranza e Bellanova e vada a Bruxelles per chiedere la rimozione delle barriere restrittive».

L’interrogazione. Ci ha pensato Alberto Manca, ieri, a limare le distanze tra le campagne dell’isola e i palazzi di Roma. Il deputato M5s ha messo l’accento anche sulle dimissioni dei protagonisti della lotta al virus: «Il significato che attribuisco alla scelta di due stimati professionisti come De Martini e Laddomada è catastrofico per la lotta alla Psa. Infatti, il prezioso apporto di due esperti come loro è stato fondamentale per il lavoro coordinato dell’Unità di progetto, del personale sanitario, delle forze dell’ordine e delle amministrazioni e degli allevatori che hanno capito il progetto e collaborato per la sua realizzazione. Ora l’Unità di progetto si trova senza il supporto politico del Presidente Solinas e della sua Giunta, perché sotto ricatto da parte della Lega Nord che per mere promesse elettorali si trova ad andare contro ad attività di contrasto all’illegalità».

Anche Daniele Cocco, consigliere regionale di Leu, chiede che si eviti l’impasse: «Rischiamo di fermarci a un centimetro dal successo. Solinas nomini immediatamente un commissario per le presidenza dell’unità crisi e per la direzione istituto zooprofilattico».

«Le dimissioni di De Martini e Laddomada - dice il segretario del Pd, Emanuele Cani - vengono presentate quando ancora non si è conseguito il risultato politico finale: ottenere dalla Ue il provvedimento di liberalizzazione del commercio fuori dalla Sardegna delle nostre produzioni suinicole e avviare cosi il rilancio di un settore strategico per il settore agroalimentare sardo». Secondo il segretario del Pd «la crisi devastante derivata dalla pandemia, con le produzioni suinicole ferme nelle porcilaia e nei salumifici artigianali o familiari, per la chiusura dei principali sbocchi di mercato (ristoranti, alberghi), sta infatti rischiando di travolgere definitivamente coloro che hanno coraggiosamente tenuta accesa la fiammella del settore, consentendo la sopravvivenza di professionalità e produzioni di grande valore qualitativo». Per questo il Pd chiede «che la Giunta affronti oggi stesso il problema e metta in campo le misure indispensabili per salvare questo sistema di imprese su cui si potrà imperniare il rilancio del comparto. Siamo infatti convinti che le prospettive che potranno aprirsi, con la eradicazione della Psa, ripagheranno abbondantemente coloro che hanno creduto finora nel comparto, tenendolo comunque in vita, pur in presenza dei gravosi limiti imposti alla commercializzazione dalla presenza della peste suina africana».

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