Abusive le villette sul mare sigilli a Capo Coda Cavallo
di Sergio Secci
Da un unico fabbricato ne erano stati ricavati due, denunciate tre persone
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SAN TEODORO. Immerse nella vegetazione, tra Baia Salinedda e Capo Coda Cavallo, poco visibili se non dal mare, anche perché l’accesso diretto alla spiaggia consentiva la riservatezza necessaria e non solo nella prospettiva di vacanze serene e lontane da sguardi indiscreti. Quella riservatezza probabilmente serviva a tutelare la realizzazione di due villette ancora in costruzione, a meno di 300 metri dal mare di Capo Coda Cavallo, finite ieri sotto sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella. Il gip ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Ilaria Bradamente, sul cui tavolo sono finite le relazioni dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cagliari. che hanno anche denunciato tre persone per la realizzazione di opere in difformità dal titolo abitativo rilasciato.
A dire il vero, alcuni giorni fa, il sequestro preventivo lo avevano compiuto i carabinieri del Nulceo, d’iniziativa, dopo il sopralluogo coordinato dal comandante, maggiore Paolo Montorsi. Era venuto fuori che quelle due villette non ci sarebbero dovute essere. O meglio: per una, realizzata negli anni ’70, era stata autorizzata dall’Ufficio tecnico del comune di San Teodoro la ristrutturazione e un ampliamento in base al Piano casa. Ma anziché ristrutturarla, la casa è stata completamente demolita e poi ricostruita. Mentre il secondo fabbricato avrebbe dovuto essere una pertinenza del primo: l’autorizzazione riguardava un vano totalmente interrato destinato a locale tecnico e magazzino. Chi stava costruendo ha invece realizzato un piano seminterrato con vista mare. In pratica, un’altra casa.
L’inchiesta che ha condotto al sequestro di ieri è iniziata alcuni mesi fa. La zona è incantevole, sulla costa di San Teodoro, già oggetto di lottizzazioni negli anni scorsi finite nel mirino del Gruppo di intervento giuridico che riteneva gli insediamenti edilizi non rispettosi della fascia dei 300 metri dal mare. Vi si accede da uno sterrato che costeggia il villaggio di Salina Bamba. In ogni caso, i carabinieri del 10° Nucleo elicotteri di Olbia, nel mese di gennaio, si erano insospettiti perché, durante un volo di servizio su Capo Coda Cavallo, avevano notato il cantiere. Soprattutto alcuni operai che, alla vista dell’elicottero, si erano allontanati rapidamente, un fuggi-fuggi generale meritevole di approfondimento. I militari del 10° avevano quindi avvisato i colleghi del Comando Tuela patrimonio culturale.
A questa prima ricognizione ne era seguita un’altra, a marzo, in pieno lockdown: cantiere deserto. Ma i militari guidati dal maggiore Montorsi avevano già avviato gli accertamenti, attraverso la Soprintendenza al Paesaggio di Sassari per capire se questi fabbricati fossero in regola con le autorizzazioni.
Nei giorni scorsi, poi, c’è stato il sopralluogo nel cantiere durante il quale le due costruzioni sono state poste sotto sequestro preventivo. Di fatto, i fabbricati sono risultati al centro di interventi ben diversi da quelli previsti, e per i quali erano state rilasciate le autorizzazioni. Ma anche le autorizzazioni erano viziate dalla presentazione di elaborati progettuali non conformi allo stato di fatto riscontrato a Capo Coda Cavallo.
Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo sopralluogo al quale parteciperanno il funzionario dell’Ufficio tecnico del comune di San Teodoro e un funzionario della Soprintendenza, incaricati di redigere una relazione tecnica che dovrà poi essere trasmessa alla Procura. Dopo questa ulteriore verifica potrebbero esserci sviluppi, e sarà chiarito anche il ruolo delle tre persone denunciate dai carabinieri. Una inchiesta complessa, che si è sviluppata grazie alle intuizioni dei militari del 10° Nucleo elicotteri dei carabinieri di Olbia. Loro, attraverso le ricognizioni dall’alto, si sono resi conto che qualcosa non andava, osservando il comportamento degli operai che, alla vista dell’elicottero, erano scappati dal cantiere. Gli accertamenti successivi hanno chiarito il perchè di quella fuga precipitosa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A dire il vero, alcuni giorni fa, il sequestro preventivo lo avevano compiuto i carabinieri del Nulceo, d’iniziativa, dopo il sopralluogo coordinato dal comandante, maggiore Paolo Montorsi. Era venuto fuori che quelle due villette non ci sarebbero dovute essere. O meglio: per una, realizzata negli anni ’70, era stata autorizzata dall’Ufficio tecnico del comune di San Teodoro la ristrutturazione e un ampliamento in base al Piano casa. Ma anziché ristrutturarla, la casa è stata completamente demolita e poi ricostruita. Mentre il secondo fabbricato avrebbe dovuto essere una pertinenza del primo: l’autorizzazione riguardava un vano totalmente interrato destinato a locale tecnico e magazzino. Chi stava costruendo ha invece realizzato un piano seminterrato con vista mare. In pratica, un’altra casa.
L’inchiesta che ha condotto al sequestro di ieri è iniziata alcuni mesi fa. La zona è incantevole, sulla costa di San Teodoro, già oggetto di lottizzazioni negli anni scorsi finite nel mirino del Gruppo di intervento giuridico che riteneva gli insediamenti edilizi non rispettosi della fascia dei 300 metri dal mare. Vi si accede da uno sterrato che costeggia il villaggio di Salina Bamba. In ogni caso, i carabinieri del 10° Nucleo elicotteri di Olbia, nel mese di gennaio, si erano insospettiti perché, durante un volo di servizio su Capo Coda Cavallo, avevano notato il cantiere. Soprattutto alcuni operai che, alla vista dell’elicottero, si erano allontanati rapidamente, un fuggi-fuggi generale meritevole di approfondimento. I militari del 10° avevano quindi avvisato i colleghi del Comando Tuela patrimonio culturale.
A questa prima ricognizione ne era seguita un’altra, a marzo, in pieno lockdown: cantiere deserto. Ma i militari guidati dal maggiore Montorsi avevano già avviato gli accertamenti, attraverso la Soprintendenza al Paesaggio di Sassari per capire se questi fabbricati fossero in regola con le autorizzazioni.
Nei giorni scorsi, poi, c’è stato il sopralluogo nel cantiere durante il quale le due costruzioni sono state poste sotto sequestro preventivo. Di fatto, i fabbricati sono risultati al centro di interventi ben diversi da quelli previsti, e per i quali erano state rilasciate le autorizzazioni. Ma anche le autorizzazioni erano viziate dalla presentazione di elaborati progettuali non conformi allo stato di fatto riscontrato a Capo Coda Cavallo.
Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo sopralluogo al quale parteciperanno il funzionario dell’Ufficio tecnico del comune di San Teodoro e un funzionario della Soprintendenza, incaricati di redigere una relazione tecnica che dovrà poi essere trasmessa alla Procura. Dopo questa ulteriore verifica potrebbero esserci sviluppi, e sarà chiarito anche il ruolo delle tre persone denunciate dai carabinieri. Una inchiesta complessa, che si è sviluppata grazie alle intuizioni dei militari del 10° Nucleo elicotteri dei carabinieri di Olbia. Loro, attraverso le ricognizioni dall’alto, si sono resi conto che qualcosa non andava, osservando il comportamento degli operai che, alla vista dell’elicottero, erano scappati dal cantiere. Gli accertamenti successivi hanno chiarito il perchè di quella fuga precipitosa.
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