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Sei ore di dibattito non stop prevale lo spirito costruttivo

Sei ore di dibattito non stop prevale lo spirito costruttivo

L’opposizione critica la lunga assenza del governatore dall’aula La maggioranza difende i risultati ottenuti nel contenimento dell’epidemia 

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CAGLIARI. Sei ore di dibattito non stop, 36 interventi, 19 della maggioranza, compreso quello del governatore Christian Solinas, 17 dell’opposizione. La fase 3 è cominciata, anche in Consiglio regionale. Non c’è stata animosità, ha prevalso lo spirito costruttivo in nome della «ricostruzione di cui abbiamo bisogno come il pane». Gli scontri sono stati pochi, i battibecchi appena tre. La prima seduta straordinaria del «ci siamo (quasi) liberati dal coronavirus» è scivolata via senza che scoppiassero troppi focolai polemici. Se non questi: «Presidente, in tre mesi, con la sua lontananza, ha mancato più volte di rispetto ai sardi. Se lo lasci dire: lei prova un fastidio vero nel confronto ed è incapace di dialogare», Massimo Zedda (Progressisti) rivolto a Solinas, dopo avergli indirizzato un ironico «Bentornato». Poi ad affondare i colpi è stato Cesare Moriconi del Pd: «Governatore, la sua scelta di voler far tutto da solo, durante l’emergenza e non solo, ha provocato un’infinità di danni. Ora, stia attento, potrebbe finire isolato. Abbandoni in fretta questa cattiva strada, o finirà per governare in solitudine e sarebbe un disastro». Con Solinas che risponderà a entrambi: «Siamo o no la regione con il più basso indice di contagi? Sì, lo siamo. Siamo o no la Regione che ha stanziato più soldi propri per salvare l’economia e le famiglie? Sì, lo siamo. Questi risultati eccellenti sono stati prodotti da un sistema che ha retto bene. Io ho fatto solo il mio dovere. Infine, di quest’Aula ho un profondo rispetto e tra l’altro qui mi trovo a mio agio soprattutto dopo aver vinto le elezioni». Le uniche scintille sono state queste, più alcuni appelli lanciati, seppure con toni diversi, da Gianfranco Ganau e Piero Comandini del Pd, Desirè Manca, M5s, e Francesco Agus, Progressisti: «Governatore, non alzi muri. Legga le nostre proposte. Non alimenti ancora gli errori che ha commesso anche in un recente passato, come quello scellerato del passaporto sanitario». Con in coda la provocazione di Roberto Li Gioi, M5s: «Lei ascolta solo se stesso, neanche la sua maggioranza». Solinas replicherà a tutti: «Mai col Governo ho cercato lo scontro. Ho solo difeso la nostra autonomia. Nelle trattative, sono partito da 100, poi da 80 o da 60. Alla fine, ho fatto bene a comportarmi così. Abbiamo portato a casa un buon risultato, anche se avevamo sollecitato il più incisivo certificato di negatività, ma non siamo stati capiti. Comunque sarà proprio grazie agli ultimi filtri da noi pretesi, la registrazione online e l’App, che quest’estate ci sentiremo tutti più al sicuro».

L’opposizione. Roberto Deriu, Pd, ha sollecitato «maggior attenzione per gli studenti, costretti invece ad arrangiarsi». Laura Caddeo, Progressisti, ha denunciato: «La scuola va riorganizzata subito». Antonio Piu, stesso gruppo: «Riapriamo le aule nei piccoli Comuni». Salvatore Corrias, Pd, ha chiesto che «i sindaci non siano lasciati soli nell’affrontare l’emergenza sociale». Gianfranco Satta, Progressisti, ha rilanciato: «Ci sono famiglie disperate». Con Daniele Cocco ed Eugenio Lai, entrambi di Leu, che hanno sostenuto: «Ci sono troppe nuove povertà». Poi Alessandro Solinas, M5s: «La gente si sente abbandonata». Fino a Giuseppe Meloni, Pd e Laura Caddeo, Progressisti: «È l’ora delle scelte coraggiose. Facciamole».

La maggioranza. Franco Mula, Psd’Az, ha detto: «Grazie presidente per aver difeso i sardi». Dario Giagoni, Lega: «Bravo, ha evitato una catastrofe». Giorgio Oppi, Udc: «La Sardegna ha ottenuto risultati eccellenti». Angelo Cocciu di Fi: «La strada tracciata per ripartire è quella giusta». Pierluigi Saiu e Ignazio Manca della Lega: «Ci siamo schierati con i più fragili e siamo riusciti a far meglio di Conte». Francesco Mura, Antonio Mundula e Fausto Piga di Fdi: «Abbiamo un nostro piccolo ma incisivo piano Marshall. Sfruttiamolo». Domenico Gallus, Antonello Peru e Pietro Moro di Udc-Cambiamo: «Con poco, abbiamo ottenuto molto». Stefano Schirru, Psd’Az: «Di meglio non potevamo fare». Michele Cossa, Riformatori, e Annalisa Mele, Lega: «La sanità ha retto, ma va riformata». Andrea Piras, Lega: «Salviamo i giovani». Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti: «Siamo rimasti fedeli alla politica del fare». C’è stato un solo ribelle: Emanuele Cera, Fi. Ha abbandonato l’aula dopo aver protestato: «Mi è stata tolta la parola come se fossi uno dell’opposizione». (ua)

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