Solinas chiede più voli e traghetti meno cari
di Umberto Aime
Lettera del governatore alla ministra De Micheli e ad Alitalia Convocate le compagnie marittime per ottenere tariffe più competitive
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CAGLIARI. I trasporti sono la vera palla al piede. Se continueranno a essere malconci o troppo cari, e lo sono, la ripartenza sarà impossibile. O, peggio ancora, i turisti non arriveranno. L’emergenza dell’ultim’ora è questa: aerei e navi potrebbero non bastare e, a cascata, il caro biglietti finirebbe per essere un’altra condanna definitiva. Il governatore Christian Solinas l’ha capito e sostiene di aver preparato le contromosse. Con una lettera, inviata alla ministra Paola De Micheli e all’Alitalia, ha sollecitato più voli in continuità territoriale sin dalle prossime settimane. Poi, nelle stesse ore, ha annunciato di aver convocato le compagnie marittime per risolvere la partita delle tariffe. «Venire in Sardegna – ha detto – dovrà ritornare a essere competitivo». Riuscirà nella doppia impresa? «Darò il massimo», ha detto in Consiglio regionale, dopo essersi posto anche un terzo traguardo: «Vogliamo che la vertenza Air Italy diventi nazionale. Chiediamo che la nuova Alitalia, assorba al più presto l’ex Meridiana. Solo se non otterremo quanto ci sembra giusto e sacrosanto, cominceremo semmai a riparlare di compagnia sarda dei cieli. Perché, sia chiaro, per noi la vera soluzione va trovata a Roma, non in Sardegna».
Aerei. Nella lettera spedita alla ministra dei trasporti e ai vertici della resuscitata Alitalia, Solinas ha sollecitato che la continuità territoriale verso Roma e Milano non sia più dimezzata, com’è accaduto finora da quando sono stati riaperti gli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia. È vero che quei tagli facevano parte di un accordo con la compagnia di bandiera, l’Alitalia è ritornata sotto il controllo dello Stato, ma ora «andiamo incontro all’estate, alla stagione turistica, e quel patto non vale più», ha scritto. Così, con urgenza, ha ribadito che le frequenze giornaliere devono ritornare a essere quelle previste dal decreto del 2013 ancora in vigore: 32 all’andata, altrettante al ritorno. Mentre oggi sono appena 28 in tutto. La proposta di Solinas è stata molto dettagliata: l’Alghero-Milano da due voli giornalieri dovrà passare a tre, l’Alghero-Roma raddoppiare, da due a quattro. Poi la stessa moltiplicazione dovrà essere garantita per l’Olbia-Roma e l’Olbia-Milano: da due a quattro. Infine, sul Cagliari-Milano e sul Cagliari-Roma dalle attuali misere sei frequenze complessive, bisognerà ripristinare per forza i previsti 17 voli. Indicando anche la futura capienza in ciascuna rotta sempre in andata e ritorno: 525 posti giornalieri sull'Alghero-Roma, 287 sull'Alghero Milano, 1.365 sul Cagliari-Roma, 975 sul Cagliari-Milano, 527 sull'Olbia-Roma e 607 sull'Olbia-Milano. Tra l’altro – ha scritto Solinas – «questo programma dovrà essere attuato in tempi molto stretti». È sembrato così anche di capire che il ritorno al vecchio regime dovrebbe scattare ancor prima del decollo delle compagnie low cost e dei voli internazionali, a cavallo fra fine mese e l’inizio di luglio. Il pallino ora è tutto nelle mani della ministra e di Alitalia: come risponderanno alla lettera di sollecito?
Navi. Il governatore Solinas ha fatto sapere poi di aver convocato per i prossimi giorni le cinque compagnie marittime che collegano la Sardegna alla terra ferma: Cin-Tirrenia, Moby, Grimaldi, Corsica ferries e Grandi navi veloci. Sul tavolo del confronto – ha detto – metterà il caro biglietti: è un altro macigno che rischia di mandare a picco la stagione turistica. «Dobbiamo capire – sono state le sue parole – perché oggi sia in atto una politica tariffaria insostenibile. Con gli armatori, vogliamo valutare cosa possiamo fare per rendere la destinazione Sardegna competitiva rispetto alle altre mete. Noi proporremo una soluzione virtuosa, la stiamo mettendo a punto, e potrebbe essere quella di bonus per abbattere il costo del trasporto». I cinque armatori risponderanno alla chiamata? «Sono sicuro che si presenteranno, perché anche loro hanno davvero bisogno di salvare l’estate. Come? Più passeggeri trasporteranno, più incasseranno».
Aerei. Nella lettera spedita alla ministra dei trasporti e ai vertici della resuscitata Alitalia, Solinas ha sollecitato che la continuità territoriale verso Roma e Milano non sia più dimezzata, com’è accaduto finora da quando sono stati riaperti gli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia. È vero che quei tagli facevano parte di un accordo con la compagnia di bandiera, l’Alitalia è ritornata sotto il controllo dello Stato, ma ora «andiamo incontro all’estate, alla stagione turistica, e quel patto non vale più», ha scritto. Così, con urgenza, ha ribadito che le frequenze giornaliere devono ritornare a essere quelle previste dal decreto del 2013 ancora in vigore: 32 all’andata, altrettante al ritorno. Mentre oggi sono appena 28 in tutto. La proposta di Solinas è stata molto dettagliata: l’Alghero-Milano da due voli giornalieri dovrà passare a tre, l’Alghero-Roma raddoppiare, da due a quattro. Poi la stessa moltiplicazione dovrà essere garantita per l’Olbia-Roma e l’Olbia-Milano: da due a quattro. Infine, sul Cagliari-Milano e sul Cagliari-Roma dalle attuali misere sei frequenze complessive, bisognerà ripristinare per forza i previsti 17 voli. Indicando anche la futura capienza in ciascuna rotta sempre in andata e ritorno: 525 posti giornalieri sull'Alghero-Roma, 287 sull'Alghero Milano, 1.365 sul Cagliari-Roma, 975 sul Cagliari-Milano, 527 sull'Olbia-Roma e 607 sull'Olbia-Milano. Tra l’altro – ha scritto Solinas – «questo programma dovrà essere attuato in tempi molto stretti». È sembrato così anche di capire che il ritorno al vecchio regime dovrebbe scattare ancor prima del decollo delle compagnie low cost e dei voli internazionali, a cavallo fra fine mese e l’inizio di luglio. Il pallino ora è tutto nelle mani della ministra e di Alitalia: come risponderanno alla lettera di sollecito?
Navi. Il governatore Solinas ha fatto sapere poi di aver convocato per i prossimi giorni le cinque compagnie marittime che collegano la Sardegna alla terra ferma: Cin-Tirrenia, Moby, Grimaldi, Corsica ferries e Grandi navi veloci. Sul tavolo del confronto – ha detto – metterà il caro biglietti: è un altro macigno che rischia di mandare a picco la stagione turistica. «Dobbiamo capire – sono state le sue parole – perché oggi sia in atto una politica tariffaria insostenibile. Con gli armatori, vogliamo valutare cosa possiamo fare per rendere la destinazione Sardegna competitiva rispetto alle altre mete. Noi proporremo una soluzione virtuosa, la stiamo mettendo a punto, e potrebbe essere quella di bonus per abbattere il costo del trasporto». I cinque armatori risponderanno alla chiamata? «Sono sicuro che si presenteranno, perché anche loro hanno davvero bisogno di salvare l’estate. Come? Più passeggeri trasporteranno, più incasseranno».
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