Agenti di viaggio in tilt, duemila posti a rischio: «La Regione ci aiuti»
di Stefano Ambu
In 200 alla manifestazione sulle scale di Bonaria a Cagliari «Dopo i mesi di stop lavoriamo solo con i voli in continuità»
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CAGLIARI. Le valigie che i turisti non hanno utilizzato a giugno le hanno sistemate nella scalinata più importante di Cagliari, tra il mare e la basilica di Bonaria. Una cartolina rimaneggiata che fa capire quanto è pesante la situazione economica delle circa 250 agenzie di viaggio (ne risultano registrate 380, ma questo è il numero di quelle operative) in Sardegna. Ciascun trolley, anziché il nome del proprietario, diffonde un messaggio: rispetto, dimenticati, serietà e professionalità, abbandonati dalla Regione.
La manifestazione. A Cagliari c’erano circa 200 agenti di viaggio: questa volta la trasferta non l’hanno organizzata per i clienti, ma per la sopravvivenza e il futuro delle loro attività. Prima la scenografica tappa a Bonaria, poi la passeggiata in piazza San Cosimo. Sono rimasti lì anche quando la pioggia ha cominciato a scendere sempre più forte. Protesta, ma anche un tentativo di costruire qualcosa: hanno incontrato gli assessori regionali del turismo e del lavoro Gianni Chessa e Alessandra Zedda. Gli agenti chiedevano un contributo a fondo perduto. Ma ora ci sono altre due strade che incrociano le esigenze di fornire servizi ai turisti e la difesa dei posti di lavoro. Circa duemila, dice qualcuno dei manifestanti.
L’appello. «Per tre mesi non abbiamo lavorato – spiega Gian Mario Pileri, presidente della Fiavet, federazione organizzatrice della manifestazione alla quale hanno aderito tante altre attività indipendenti – e da quando abbiamo riaperto ci stiamo occupando dei voli per Roma e Milano. Diciamo che anche giugno è andato via. Confidiamo nei prossimi mesi, qualcosa si muove ma è chiaro che abbiamo bisogno di aiuto». Tra le richieste c’era un contributo che, a occhio e croce, poteva essere quantificato in cinquemila euro ad attività. «Ma questa strada – spiega lo stesso Pileri dopo aver parlato con gli assessori – non è percorribile perché non ci sarebbe il tempo necessario per l’erogazione. Ci hanno proposto però un contributo sul lavoro. E si sta ragionando sull’ipotesi di un aiuto equivalente al 30% del costo dipendente per un anno. O del 60% del costo dipendente da luglio a dicembre». Non c’è tempo da perdere. La cassa integrazione di molti dipendenti è in scadenza. Per non perdere i lavoratori le agenzie di viaggio avevano chiesto la proroga della cassa integrazione non al termine dell’8 luglio, ma almeno a fine agosto. O addirittura la proroga sino a settembre. Ora si ragiona su questo contributo. Unica condizione: i lavoratori devono stare in agenzia.
La nuova strada. Altro fronte è quello dell’allargamento dei servizi: non solo classica agenzia di viaggio, ma anche infopoint. E quindi servizio pubblico utile a tutti. Questo potrebbe consentire l’erogazione di un contributo una tantum. Ma sarebbe necessario preparare un bando perché si tratta di soldi pubblici e bisogna fare il conto dei richiedenti. «Ne parleremo – ha anticipato Pileri – con l’assessore già dalla prossima settimana. In fondo le agenzie di viaggio svolgono anche servizio di infopoint. Ma a titolo gratuito». La Fiavet chiede una svolta. «I collegamenti, da sempre nodo cruciale, impediscono le partenze e per quel che attiene gli arrivi le nostre attività sono il collante di tutti i servizi per proporre pacchetti. Quindi chiediamo che venga riconosciuto il valore del nostro lavoro, svolto con professionalità e responsabilità - questa la rivendicazione diffusa già da giorni -. La legislazione impedisce di assemblare più di due servizi, per cui il nostro ruolo è fondamentale per unire e catalizzare hotel, trasporti, voli, traghetti, guide, tour, ristorazione e tutto quello che serve a tenere in piedi la filiera».
La manifestazione. A Cagliari c’erano circa 200 agenti di viaggio: questa volta la trasferta non l’hanno organizzata per i clienti, ma per la sopravvivenza e il futuro delle loro attività. Prima la scenografica tappa a Bonaria, poi la passeggiata in piazza San Cosimo. Sono rimasti lì anche quando la pioggia ha cominciato a scendere sempre più forte. Protesta, ma anche un tentativo di costruire qualcosa: hanno incontrato gli assessori regionali del turismo e del lavoro Gianni Chessa e Alessandra Zedda. Gli agenti chiedevano un contributo a fondo perduto. Ma ora ci sono altre due strade che incrociano le esigenze di fornire servizi ai turisti e la difesa dei posti di lavoro. Circa duemila, dice qualcuno dei manifestanti.
L’appello. «Per tre mesi non abbiamo lavorato – spiega Gian Mario Pileri, presidente della Fiavet, federazione organizzatrice della manifestazione alla quale hanno aderito tante altre attività indipendenti – e da quando abbiamo riaperto ci stiamo occupando dei voli per Roma e Milano. Diciamo che anche giugno è andato via. Confidiamo nei prossimi mesi, qualcosa si muove ma è chiaro che abbiamo bisogno di aiuto». Tra le richieste c’era un contributo che, a occhio e croce, poteva essere quantificato in cinquemila euro ad attività. «Ma questa strada – spiega lo stesso Pileri dopo aver parlato con gli assessori – non è percorribile perché non ci sarebbe il tempo necessario per l’erogazione. Ci hanno proposto però un contributo sul lavoro. E si sta ragionando sull’ipotesi di un aiuto equivalente al 30% del costo dipendente per un anno. O del 60% del costo dipendente da luglio a dicembre». Non c’è tempo da perdere. La cassa integrazione di molti dipendenti è in scadenza. Per non perdere i lavoratori le agenzie di viaggio avevano chiesto la proroga della cassa integrazione non al termine dell’8 luglio, ma almeno a fine agosto. O addirittura la proroga sino a settembre. Ora si ragiona su questo contributo. Unica condizione: i lavoratori devono stare in agenzia.
La nuova strada. Altro fronte è quello dell’allargamento dei servizi: non solo classica agenzia di viaggio, ma anche infopoint. E quindi servizio pubblico utile a tutti. Questo potrebbe consentire l’erogazione di un contributo una tantum. Ma sarebbe necessario preparare un bando perché si tratta di soldi pubblici e bisogna fare il conto dei richiedenti. «Ne parleremo – ha anticipato Pileri – con l’assessore già dalla prossima settimana. In fondo le agenzie di viaggio svolgono anche servizio di infopoint. Ma a titolo gratuito». La Fiavet chiede una svolta. «I collegamenti, da sempre nodo cruciale, impediscono le partenze e per quel che attiene gli arrivi le nostre attività sono il collante di tutti i servizi per proporre pacchetti. Quindi chiediamo che venga riconosciuto il valore del nostro lavoro, svolto con professionalità e responsabilità - questa la rivendicazione diffusa già da giorni -. La legislazione impedisce di assemblare più di due servizi, per cui il nostro ruolo è fondamentale per unire e catalizzare hotel, trasporti, voli, traghetti, guide, tour, ristorazione e tutto quello che serve a tenere in piedi la filiera».
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