Due milioni e mezzo di arrivi in Sardegna? No, al massimo uno
Umberto Aime
Il Centro studi di Federalberghi smentisce Solinas: il calo supererà il 30 per cento e addio stranieri
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CAGLIARI. Non sono ancora arrivati, i turisti, ma sul numero di quanti potrebbero sbarcare in Sardegna s’è scatenata da giorni una guerra matematica. Il governatore Christian Solinas ha ipotizzato due milioni e mezzo, per poi farli lievitare a tre, durante una recente diretta televisiva. Previsione ribadita l’altro giorno in Consiglio regionale, puntualizzando, in un passaggio del dibattito sulla fase 3: «Non sono numeri a caso. È il risultato di un algoritmo messo a punto da Federalberghi e dalle società di gestione degli aeroporti. Sono stati loro ad aver stimato questi numeri». Ma Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, ha replicato: «Credo che qualcuno faccia confusione fra sbarchi e presenze. Domandate al Centro studi di Federalberghi quali sono invece le loro previsioni più attendibili». Detto fatto. Anche se c’è una premessa da fare: l’associazione, come fa sapere il presidente regionale Paolo Manca, non ha davvero alcun intenzione di partecipare a quest’ultima polemica politica. «Noi – fa sapere – diamo solo voce ai numeri, alle stime, non vogliamo essere coinvolti in nessuna bagarre. I problemi sono ben altri». Ma quali sono le stime per i prossimi mesi?. Sin dall’inizio per la Sardegna– ribadisce il Centro studi – «abbiamo ipotizzato massimo un milione o un milione e 200mila arrivi da fine giugno a settembre». Per aggiungere subito dopo: «In un comunicato, che risale a diverse settimane fa, abbiamo stimato anche un numero totale di presenze: non supereranno i sei-sette milioni. Sono questi i nostri unici dati ufficiali». Dati che poi sono stati elaborati. Per esempio, stando sempre all’indagine, gli arrivi diminuiranno almeno del 30 per cento, e saranno quindi due milioni e 300mila in meno rispetto al 2019. Il dato delle presenze, invece, potrebbe andare incontro a un passivo molto più pesante: 9mila giornate in meno. C’è dell’altro. Se un anno fa i turisti stranieri avevano superato in classifica gli italiani – tra l’altro per la prima volta nella storia – in questa stagione azzoppata dalla pandemia, sostiene Federalberghi, saranno invece proprio gli stranieri a disertare la Sardegna. «Secondo lo studio – conferma Manca – il calo degli europei sarà almeno del 77 per cento. Ecco perché il fatturato complessivo della filiera dell’ospitalità e del turismo quest’anno rimarrà molto distante dal tetto raggiunto nel 2019. Lo ricordo: 2,5 miliardi, in Sardegna, a fine stagione». Stando ancora alle stime dell’associazione, dovrebbe reggere invece – ma non si sa fino a che punto – il numero degli arrivi dalle altre regioni. «Non sarà facile – è la previsione di Federalberghi – ma proveremo a recuperare un bel po’ delle prenotazioni che sono saltate in queste settimane». Con un ultimo dato ancora più preoccupante: «Avevamo ipotizzato la chiusura di due strutture ogni dieci. Purtroppo, invece, finiremo per superare il 30 per cento di mancate riaperture».
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