La Nuova Sardegna

Il Governo cerca altri dieci miliardi per scuole e comuni

Gli Stati generali dell’economia cominciano in salita C’è bisogno di un decreto in deficit, la maggioranza si divide

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Promette un «piano concreto» per «correre», il premier Giuseppe Conte. E prova a sminare gli stati generali, dopo gli attriti nella maggioranza: nega di volersi creare un partito, parla di «condivisione», invita Vittorio Colao ma derubrica a «buono» il suo lavoro e dice che le critiche «ci stanno». Ma la kermesse parte azzoppata: si inizia sabato e non venerdì perché Silvio Berlusconi non riesce a convincere Matteo Salvini e Giorgia Meloni a partecipare, l'opposizione reputa la sede «non istituzionale» e respinge l'invito. «Si convinceranno» ribatte il premier. Ma il dossier ripartenza è assai complesso da dipanare. E da Pd e M5s già parte il pressing per un nuovo decreto in deficit, entro gli inizi di luglio, da almeno 10 miliardi per dare sostegno a settori come scuola, comuni, pmi. «Dobbiamo essere pronti a intervenire», ammette il premier. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri spiega che bisognerà aumentare le risorse al fondo di garanzia sui prestiti e promette cassa integrazione «finchè serve: venerdì ci aspettiamo che gli arretrati vengano pagati».

In maggioranza già si discute del possibile nuovo scostamento di bilancio per fare un nuovo decreto in deficit. Servono tra gli 8 e i 10 miliardi, secondo Laura Castelli, per aiutare i settori più in crisi e i comuni, che avevano chiesto 3 miliardi aggiuntivi. «È necessario dare altre risposte», concorda dal Pd Fabio Melilli. Mentre frena Iv, con Luigi Marattin che chiede una programmazione dell'ulteriore deficit per non andare avanti di scostamento in scostamento, da qui a fine anno. Conte resta prudente: bisogna prima vedere l'impatto delle misure già adottate, spiega. Ma aggiunge che il governo è pronto a «fare di tutto» nei limiti del bilancio. E secondo alcune fonti di maggioranza serviranno ben più di dieci miliardi, entro luglio o forse già a fine giugno. Bisogna però discuterne con l'Ue e reperire le risorse necessarie sul mercato. Di qui anche la prudenza di Gualtieri.

Un settore sembra destinato a restare fuori dagli stati generali dell'economia: la salute. Neanche la task force di Colao, del resto, ha affrontato il tema. Un sostegno corposo al sistema sanitario pubblico resta un dossier aperto e prioritario, spiegano dal governo. Ma fa capitolo a sé. Così come capitolo a sé potrebbero essere le risorse, quei 36 miliardi del Mes che dividono la maggioranza ma dal quale secondo il governatore di Bankitalia non derivano «rischi», sebbene non sia «una manna». Per il resto, il documento che Conte, con al fianco il ministro Gualtieri, discute per tutto il giorno con ciascun ministro, è composto di macrotemi, dalle infrastrutture alla digitalizzazione, che si articoleranno fin da subito in alcune proposte concrete da sottoporre alle parti sociali che da lunedì parteciperanno agli incontri di Villa Pamphili.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative