La Nuova Sardegna

Gabbato dai falsi broker perde online 380mila euro

di Luciano Onnis
Gabbato dai falsi broker perde online 380mila euro

Cagliari, un 70enne ha dilapidato i risparmi acquistando criptovalute inesistenti Un’indagine internazionale ha sgominato la banda: denunciate due donne

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CAGLIARI. Raggirato da falsi broker finanziari che gli avevano prospettato facilissimi e cospicui guadagni investendo in criptovalute, ha inviato in più soluzioni 380mila euro e solo quando ha chiesto di poter avere un rientro sul guadagno realizzato e ha ricevuto solo minacce, ha aperto gli occhi e si è rivolto alla polizia postale.

Il protagonista è un ex commerciante settantenne di un centro dell’hinterland di Cagliari: aveva pensato di investire quanto messo da parte in una vita di lavoro in guadagni che su internet venivano spacciati come “facili facili”. Al termine di un’articolata indagine durata oltre un anno, gli investigatori informatici del Compartimento di Cagliari, diretti dal dirigente Francesco Greco con il determinante apporto del suo vice Danilo Tolino, sono riusciti a tracciare tutti i movimenti di denaro e a dare un volto a due componenti di un sodalizio criminale dedito ai reati di abusiva attività finanziaria, truffa, riciclaggio ed estorsione: sono due donne, di nazionalità armena e ucraina, che sono state denunciate. Lo staff della polizia postale del capoluogo, in tutto quattro operatori che hanno lavorato negli ultimi giorni a tempo pieno sul caso, hanno anche rintracciato e fatto bloccare dall’autorità giudiziaria della procura di Cagliari con una rogatoria internazionale circa 226mila euro del denaro investito dall’ex commerciate sardo. L’attività investigativa era iniziata dalla denuncia sporta nel 2018 dall’investitore sardo che, dietro la garanzia di cospicui rendimenti, era stato convinto da sedicenti promotori finanziari ad eseguire investimenti su una falsa piattaforma di trading on line. Era stato l’ex commerciante a contattare l’organizzazione finanziaria internazionale dopo averne letto su internet le capacità di far guadagnare tanti soldi agli investitori. I contatti sono avvenuti su una piattaforma raggiungibile all’indirizzo https://globalfxm.com: un autentico specchietto per allodole che ha catturato il settantenne cagliaritano. Ha versato subito 5mila euro e nel giro di un mese si è ritrovato con 15mila euro. Incentivato dal facile ricavo realizzato, è andato avanti con ulteriori investimenti con acquisto di criptovalute per un importo complessivo di 380mila euro attraverso l’esecuzione di bonifici bancari a favore di un conto corrente estero attivato nella Repubblica Ceca. Quando però l’investitore ha chiesto ai finti broker di rientrare del capitale investito, gli hanno risposto che gli affari erano andati male e il suo conto era ormai azzerato. Ma doveva stare tranquillo, il denaro sarebbe stato recuperato dopo un ulteriore investimento di 100mila euro. È in questo frangente che l’ex commerciante ha aperto gli occhi e ha capito di essere stato truffato e derubato. È corso alla polizia postale e ha presentato una denuncia. Gli investigatori, fatti i primi accertamenti, hanno coinvolto il coordinamento internazionale del Servizio polizia postale che con la cooperazione di Europol e il suo specifico gruppo J-Cat (Joint Cybercrime Action Taskforce) ha consentito di interessare la polizia ceca che ha accertato come il danaro in questione fosse stato trasferito ad altri due conti correnti bancari presso istituti di credito cechi. Qui è stata reperita e bloccata con rogatoria internazionale della Procura di Cagliari la somma di 226mila euro. In questo contesto sono state identificate e segnalate due donne di nazionalità ucraina e armena, risultate le amministratrici delle società intestatarie dei conti correnti esteri e titolate a disporne.

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