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La sanità mette il turbo: «Riforma entro l’estate»

La sanità mette il turbo: «Riforma entro l’estate»

Gallus, presidente di commissione: faremo sintesi tra le due proposte Approvato il piano di riordino: sì a 101 posti letto in più nelle terapie intensive

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CAGLIARI. ll Covid-19, con la sua brutalità, ha avuto l’effetto di accelerare all’improvviso tutti i buoni propositi. Scossa dall’emergenza e uscita malconcia dalla fase 1, la sanità sembra destinata a essere rivoluzionata. La Giunta finora ha lavorato su due fronti: blindare i percorsi anti-coronavirus, che sono indispensabili se dovesse esserci una seconda ondata e dall’altra rilanciare il resto della rete ospedaliera. No è finita. Il centrodestra, che governa, ha riscoperto l’urgenza di resuscitare le otto Aziende sanitaria, arrivando a giurare: «Azzereremo l’Ats e approveremo la riforma prima dell’estate». Anche le opposizioni hanno rilanciato l’urgenza di riavviare e potenziare l’assistenza territoriale. Mentre fuori dai Palazzi i cittadini continuano a denunciare: il ritorno alla normalità continua a essere troppo lento nelle corsie e negli ambulatori.

Rete Covid. Dalla commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo, è arrivato il via libera all’aumento dei posti letto nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva. A favore hanno votato il centrodestra e i consiglieri regionali del Pd, mentre LeU, M5s e Progressisti si sono astenuti. Come deciso giorni fa dalla Giunta, il piano straordinario prevede 101 nuove postazioni in terapia intensiva – da 135 a 236 – e 58 in più nelle sub-intensive. È stato il direttore generale dell’assessorato alla sanità, Marcello Tidore, a ricostruire l’ultima mappa anti-Covid, pronta a diventare operativa nel caso in cui si scatenasse una seconda ondata di contagi. L’Aou di Sassari avrà 25 posti letto in più di terapia intensiva e 30 in sub-intensiva, 17 e 20 il San Francesco, a Nuoro, 12 e 10 il San Martino, Oristano, 12 e 8 il Santa Barbara, a Iglesias, 35 e 45 il Santissima Trinità di Cagliari. Tidore ha aggiunto: «Questa riorganizzazione non modificherà l’attuale rete ospedaliera. L’abbiamo solo adattata, per non farci trovare impreparati nel caso in cui ci fosse una nuova emergenza sanitaria, considerando che proprio questi reparti sono stati fra i primi a finire sotto stress». Con 63 milioni – 42 arriveranno dal Governo, 21 dalla Regione – saranno realizzati e ristrutturati i reparti, acquistati macchinari e organizzati percorsi differenziati, soprattutto nei pronto soccorso, fra pazienti Covid e no Covid.

La nuova sanità. Il presidente Domenico Gallus ha preso un impegno ufficiale: «Come maggioranza, vogliamo approvare la riforma prima dell’estate». Non può essere solo una promessa, anche se il centrodestra sembra essere ancora lontano dal trovare un equilibrio fra il testo proposto dalla Giunta, che prevede otto Asl, e quello presentato dal gruppo Udc-Cambiamo, è il terzo partito della coalizione, comunque contrario a qualsiasi accentramento amministrativo e sanitario. A questo punto, spetterà proprio a Gallus, che dell’Udc fa parte, mediare e mettere assieme due bozze che – secondo lui – «non sono alternative ma complementari». Il necessario taglia e cuci, in ogni caso, dovrà essere eseguito entro luglio o altrimenti la coalizione non potrà mantenere fede alla promessa di voler chiudere la partita prima della pausa estiva. Tra l’altro a sollecitare decisioni rapide sono stati anche i Comuni. L’associazione dei sindaci, l’Anci, è stata perentoria nella richiesta: «La pandemia ha confermato che per fronteggiare le emergenze, ma anche i problemi quotidiani, c’è bisogno di un’assistenza territoriale capillare ed efficiente che oggi invece non esiste». È la stessa strada battuta, in queste settimane, dalle opposizioni, che più volte hanno dichiarato: «Gli ambulatori decentrati e le case della salute nei Comuni devono diventare una priorità ancor prima della riorganizzazione delle Aziende sanitarie».

Le proteste. Michele Cossa dei Riformatori s’è fatto portavoce della rivolta dei diabetici: «A questi pazienti continua a essere negato qualunque diritto alle cure». Mentre, con un comunicato bipartisan, Nanni Lancioni, Psd’Az, e Daniele Cocco, Leu, hanno ribadito: «Il precariato di medici e infermieri rimane uno dei grandi mali della sanità». (ua)

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