Nella legge salva Sardegna altri 6 milioni per la pesca
Nel provvedimento le risorse per il comparto duramente colpito dal Covid Il contributo sarà pari al 70 per cento dei danni subiti: massimo 30mila euro
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CAGLIARI. Il disegno di legge Salva Sardegna cresce ancora come impatto finanziario anti-Covid, arrivando a sfiorare i 160 milioni, almeno stando alle tabelle allegate alla bozza approvata dalla Giunta e inviata pochi giorni fa al Consiglio regionale. L’ultimo balzo in avanti, che dovrebbe essere intorno ai 6 milioni, ha una spiegazione: l’utilizzo a pieno titolo del Fondo di solidarietà per la pesca e l’acquacoltura, messe all’angolo, insieme a tanti altri settori, dai contraccolpi provocati dalla pandemia. Da una prima lettura dei 30 articoli del Salva Sardegna, era sembrato che per le imprese del mare ci fossero solo i 200mila euro, saranno altrettanti nel 2021, destinati a evitare il blocco dei «Gruppi di azione costiera», che l’Unione europea chiama «Flag». Invece, nella relazione tecnico finanziaria, è chiarito meglio che il vero salvagente saranno i 6 milioni del Fondo di solidarietà. Anche se per renderlo operativo sarà necessario modificare, seppure solo in parte, una legge regionale del 2006. L’articolo che dovrà essere corretto riguarda proprio le finalità per cui anni fa è stato costituito il Fondo. E infatti, oltre a risarcire i danni provocati dalle calamità naturali, sarà possibile intervenire anche nel caso di «altri eventi eccezionali o emergenze sanitarie come quella in corso a causa del Covid-19». Sarà proprio questa modifica – come fanno sapere dall’assessorato all’agricoltura – a «permettere di utilizzare in tempi molto stretti le risorse oggi in carico al Fondo di solidarietà», e quindi i 6 milioni. Se non dovessero bastare, il disegno di legge prevede che possano essere «rimodulati anche i contributi regionali finora assegnati all’agenzia Argea per la pesca e l’acquacoltura».
La procedura. Stando alla bozza presentata dalla Giunta, alle imprese potrà essere concesso – sotto forma di de minimis – «una sovvenzione pari al 70 per cento dei danni subiti, usando come paramento i 3/12 del fatturato 2019», e quindi di fatto saranno risarciti i tre mesi di blocco dovuti al lockdown. L’importo massimo di ciascun contributo non potrà comunque superare i 30mila.
Via libera per i Comuni. Martedì, infine, ritornerà a riunirsi il Consiglio regionale, per discutere un’altra delle leggi che fanno parte del pacchetto post Covid. È quella voluta dalla Giunta per avere la possibilità di ricontrattare i mutui con la Cassa depositi e prestiti. Ma soprattutto autorizzerà i Comuni a investire nella ripartenza i soldi risparmiati durante la realizzazione di progetti finanziati dall’Unione europea e dalla Regione. Sono molti milioni: avrebbero dovuto restituirli, invece potranno utilizzarli, pronta cassa, per far ripartire l’economia.
La procedura. Stando alla bozza presentata dalla Giunta, alle imprese potrà essere concesso – sotto forma di de minimis – «una sovvenzione pari al 70 per cento dei danni subiti, usando come paramento i 3/12 del fatturato 2019», e quindi di fatto saranno risarciti i tre mesi di blocco dovuti al lockdown. L’importo massimo di ciascun contributo non potrà comunque superare i 30mila.
Via libera per i Comuni. Martedì, infine, ritornerà a riunirsi il Consiglio regionale, per discutere un’altra delle leggi che fanno parte del pacchetto post Covid. È quella voluta dalla Giunta per avere la possibilità di ricontrattare i mutui con la Cassa depositi e prestiti. Ma soprattutto autorizzerà i Comuni a investire nella ripartenza i soldi risparmiati durante la realizzazione di progetti finanziati dall’Unione europea e dalla Regione. Sono molti milioni: avrebbero dovuto restituirli, invece potranno utilizzarli, pronta cassa, per far ripartire l’economia.
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