La Nuova Sardegna

maltrattamenti in Famiglia 

Protocollo Zeus, così il violento può controllare i propri impulsi

di Luciano Onnis
Protocollo Zeus, così il violento può controllare i propri impulsi

CAGLIARI. Seconda in Italia a farlo dopo quella di Milano, la questura di Cagliari ha adottato il protocollo “Zeus” il cui scopo e spingere chi commette violenze di genere e domestiche a riflettere...

13 giugno 2020
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CAGLIARI. Seconda in Italia a farlo dopo quella di Milano, la questura di Cagliari ha adottato il protocollo “Zeus” il cui scopo e spingere chi commette violenze di genere e domestiche a riflettere sui propri comportamenti. Il responsabile del reato, qualora non ci sia ancora una denuncia penale, deve seguire volontariamente un percorso finalizzato al miglioramento della gestione delle emozioni e del controllo dei propri impulsi, prendendo parte a sedute tenute da un’equipe di lavoro multidisciplinare (avvocati, criminologi, psicoterapeuti, sociologi, educatori e mediatori) istituita dal Cipm Sardegna, Centro italiano per la promozione e la mediazione.

Il questore di Cagliari, Pierluigi D’Angelo, e il rappresentante legale del Cipm, Susanna Murru, hanno firmato il protocollo d'intesa che introduce nei decreti di ammonimento la cosiddetta “ingiunzione trattamentale” indirizzata ai soggetti ai quali è stato notificato il provvedimento per atti persecutori e violenza domestica. «Gli ammoniti potranno rivolgersi al Cipm per intraprendere volontariamente il percorso “Zeus” – spiega il questore D’Angelo – un importante strumento di prevenzione per queste tipologie di violenza che nasce dalla sinergia tra istituzioni (polizia e servizi) e consente, oltretutto, un monitoraggio dei casi critici tramite l’acquisizione di reciproci feedback».

Attraverso tale collaborazione, i soggetti ammoniti per stalking e per violenza domestica, in sede di notifica da parte della divisione anticrimine della questura, che cura l’istruttoria per l’irrogazione delle misure di prevenzione, verranno esortati a rivolgersi al Cipm per intraprendere un percorso orientato all’acquisizione della consapevolezza del disvalore sociale e penale delle azioni commesse. Se accetteranno il percorso, il questore valuterà poi il grado della loropericolosità sociale e anche l’eventuale ritiro dell’ammonizione.

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