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Murgia: «Nessuna decisione su Argea»

Murgia: «Nessuna decisione su Argea»

L’assessora: «Niente rinuncia, stiamo valutando le soluzioni». Piana, Csa: «Non c’è più tempo e si rischia il danno erariale»

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CAGLIARI. «Non esiste alcun atto di indirizzo dell’assessorato dell’agricoltura nel quale si affermi che Argea non sarà l’organismo pagatore in Sardegna per il settore agricolo». L’assessora regionale Gabriella Murgia commenta così in una nota la notizia che ha suscitato tante polemiche nel mondo delle organizzazioni agricole della rinuncia a chiedere lo stato di organismo pagatore per l’agenzia regionale a causa degli organici inadeguati. L’esponente della Giunta Solinas spiega che non è stata presa nessuna decisione in merito mentre invece «con la Giunta regionale stiamo valutando tutte le problematiche e le diverse ipotesi d’intervento per affrontare le criticità rappresentate dal ministero delle politiche agricole in ordine al riconoscimento di Argea quale organismo pagatore regionale dei fondi europei per l’agricoltura».

Secondo la Murgia occorre «approfondire l’argomento con tutti i soggetti interessati e valutare possibili soluzioni sull’individuazione del personale da dedicare all’attività di competenza di Argea». E rilancia: «Crediamo sia strategico disporre di un ente pagatore in Sardegna per poter adottare con la necessaria autonomia le soluzioni di semplificazione e snellimento della burocrazia attese dal sistema agricolo sardo».

Tore Piana, presidente del Centro studi agricoli, afferma che ormai non c’è più tempo e riferisce di una «lettera alla Regione da parte del Mipaaf che ha chiesto azioni concrete e tempestive, senza le quali non sarà possibile rilasciare il riconoscimento dell’organismo pagatore. E ricorda la lettera del 19 maggio 2020 della commissaria Argea Patrizia Mattioni indirizzata a Solinas e alla Murgia, in cui la dirigente fa presenti le oggettive difficoltà ad adempiere alle richieste del ministero. «Mettendo così una pietra tombale – commenta Piana – sul sogno della Sardegna di avere un proprio organismo pagatore».

E ancora: «Tutti – continua Piana – aspettavamo di vedere operativo l’organismo pagatore, anche per la facilità con cui si potevano richiedere informazioni sulle pratiche, attraverso interlocutori locali dislocati nelle sedi periferiche. Con molto rammarico oggi apprendiamo che la Regione, dopo aver impiegato 4 anni e ingenti risorse per preparare l’organismo, si parla di quasi 30 milioni di euro spesi, stia per rinunciare». Col pericolo, afferma, che la Corte dei conti possa intervenire chiamare la Regione a rispondere di danno erariale».

Mentre la Murgia, riguardo alle critiche suscitate dalla voce della rinuncia, precisa «che la task force istituita a seguito dell’approvazione della legge regionale 24 del 2019 è operativa e il carico di pratiche arretrate si è già ridotto notevolmente. È stata anche resa operativa un’apposita unità di progetto che monitora costantemente l’evoluzione delle istruttorie delle pratiche». (a.palmas)



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