IL DISEGNO DI legge
La legge quadro non piace alla Cgil
Carrus: risorse per lavoro e sociale dirottate verso misure discutibili
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CAGLIARI. Non piace alla Cgil il testo della legge quadro della Regione: «È finanziata per il 40 per cento con risorse che la Giunta ha “scippato” dal Fondo sociale europeo – spiega il sindacato – mentre solo il 12 per cento è rivolto ai lavoratori e alle fasce deboli, che dovrebbero pagare il conto e accontentarsi».
Il segretario regionale Michele Carrus Michele Carrus lamenta il fatto che «il disegno di legge 162 è sparito per due mesi e poi ricomparso all’improvviso, senza alcun confronto preliminare che invece Solinas si era impegnato a svolgere» e ritiene che «attraverso il confronto si possano apportare le giuste modifiche». Il Consiglio regionale si dovrebbe esprimere entro una settimana, mentre le parti sociali, sottolinea il segretario «vengono chiamate soltanto a pronunciarsi a favore o contro una pietanza preconfezionata e in gran parte indigesta» e che «distorce l'uso di risorse per il lavoro e il sociale verso misure assai discutibili e forse irrealizzabili».
Per Carrus «negando il confronto si è persa l’occasione per individuare meglio reali necessità e destinatari, magari erogando a tutti, in modo equo, le provvidenze e anche l’integrazione fino a 800 euro dei trattamenti di sostegno insufficienti, anziché prediligere alcuni a discapito dei più bisognosi».
Il più stridente paradosso per Cgil è che «con le somme per misure utilissime come i piani Lavoras o Assist si finanziano il Fondo di 15 milioni per il microcredito alle piccole e medie imprese e gran parte dei 65 milioni del Fondo (R)esisto, che servirebbe a erogare a fondo perduto alle imprese. Una che non distingue tra chi merita e chi no».
Il segretario regionale Michele Carrus Michele Carrus lamenta il fatto che «il disegno di legge 162 è sparito per due mesi e poi ricomparso all’improvviso, senza alcun confronto preliminare che invece Solinas si era impegnato a svolgere» e ritiene che «attraverso il confronto si possano apportare le giuste modifiche». Il Consiglio regionale si dovrebbe esprimere entro una settimana, mentre le parti sociali, sottolinea il segretario «vengono chiamate soltanto a pronunciarsi a favore o contro una pietanza preconfezionata e in gran parte indigesta» e che «distorce l'uso di risorse per il lavoro e il sociale verso misure assai discutibili e forse irrealizzabili».
Per Carrus «negando il confronto si è persa l’occasione per individuare meglio reali necessità e destinatari, magari erogando a tutti, in modo equo, le provvidenze e anche l’integrazione fino a 800 euro dei trattamenti di sostegno insufficienti, anziché prediligere alcuni a discapito dei più bisognosi».
Il più stridente paradosso per Cgil è che «con le somme per misure utilissime come i piani Lavoras o Assist si finanziano il Fondo di 15 milioni per il microcredito alle piccole e medie imprese e gran parte dei 65 milioni del Fondo (R)esisto, che servirebbe a erogare a fondo perduto alle imprese. Una che non distingue tra chi merita e chi no».
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