Dubbi sui protocolli per la scuola sarda
Nell’isola possibile una riapertura in ritardo. L’Anci: subito una legge regionale
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CAGLIARI. La scuola dovrebbe riaprire in tutte le regioni il 14 settembre, secondo la ministra Azzolina. Ma l’assessore Andrea Biancareddu potrebbe spostare la data di qualche giorno, per organizzare ancora meglio il dopo Covid. La decisione definitiva arriverà nelle prossime settimane. Però, nel frattempo, la vera domanda è questa: quali saranno le regole che dovranno rispettare presidi, insegnanti, alunni e studenti? Un metro di distanza fra i banchi, le mascherine indossate durante la ricreazione e forse anche qualche pannello di plexiglas nelle aule per evitare i contatti: saranno queste le prescrizioni? Di questo e non solo s’è discusso nella seconda commissione del Consiglio regionale, presieduta da Alfonso Marras (Riformatori). I primi a essere ascoltati sono stati i vertici dell'Anci, l’associazione dei sindaci. Il presidente Emiliano Deiana e Paola Casula, che fa parte del Comitato esecutivo, hanno messo subito sul tavolo la loro proposta: «Riapriamo una scuola in ogni Comune», è stato il messaggio lanciato, perché «è questa la strada maestra che dobbiamo seguire per combattere il dramma della dispersione scolastica». Il riavvio in piena sicurezza è stato il tema forte proposto dai sindacati, con Maria Luisa Serra (Cisl), Giuseppe Corrias (Uil) ed Emanuele Usai (Cgil). «L’improvvisa chiusura delle scuole – ha detto la portavoce della Cisl – è una ferita ancora aperta. Non basterà riaprire le aule. Bisogna restituire alla scuola le funzioni che la Costituzione le assegna: istruire, educare, formare cittadini liberi e responsabili, in un ambiente democratico». Giuseppe Corrias, Uil, ha messo sul tavolo tre possibili strategie: riduzione del numero degli alunni per classe e ricorso a nuove aule, oppure il ritorno al doppio turno, o ancora la frequenza a giorni alterni e lezioni in forma mista, online e in aula. «Noi chiediamo che passi la prima – ha detto – ma la Regione deve muoversi adesso. Censisca gli spazi e verifichi qual è l’effettivo bisogno di aule». Meno studenti per classe e più ore a scuola, è stata la proposta avanzata della Cgil: «L'emergenza Covid – sono state le parole di Usai – ha fatto emergere ancor di più i problemi della scuola in Sardegna. Settembre è dietro l’angolo e per questo il piano di riapertura va deciso oggi». Con l’Anci che ha rilanciato: «Il Consiglio regionale sfrutti questo momento e, con coraggio, discuta e approvi una legge sarda per l'istruzione. Servono scelte decisive per restituire piena dignità sociale a uno dei pilastri del futuro: l’istruzione diffusa». (ua)
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