Infermieri in piazza: «Siate riconoscenti»
Cagliari, un flash mob per chiedere un contratto adeguato
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CAGLIARI. Tanti palloncini rossi in volo, per ricordare i «nostri colleghi che non ci sono più». Sono stati 38 gli infermieri morti durante la pandemia. «Ma non chiamateli eroi e non lo sono neanche i 18mila di noi che si sono contagiati negli ospedali e nelle case di riposo. Abbiamo fatto solo il nostro dovere. Come sempre accade, ci sia o non ci sia un’emergenza, nessun infermiere s’è tirato indietro. Ma da oggi in poi chiediamo, a gran voce, che la nostra professione sia riconosciuta sempre, ogni giorno». È cominciato, con questo tributo, il flash mob, nei portici del Consiglio regionale, organizzato dal Movimento nazionale degli infermieri, a Cagliari e in altre 40 città. È stata la giornata del ricordo, ma anche della rivendicazione, dopo la lunga ed estenuante battaglia per fronteggiare la pandemia.
La piattaforma. «Da sempre gli infermieri italiani – si legge in un volantino – sono fra i meno pagati d'Europa nonostante siano i più ricercati per la loro professionalità. Tanto che, ogni anno, diversi di noi emigrano nel resto del mondo. Perché, in altre Nazioni, siamo pagati meglio e soprattutto considerati e facciamo parte, a pieno titolo, dell’organizzazione e partecipiamo alla gestione di livelli d'assistenza molto alti». Dignità professionale, rispetto del ruolo, giusto stipendio: sono queste le richieste messe in fila dal Movimento.
Oltre l’emergenza. «In queste settimane molto difficili – sottolinea Chiara Alagna – portavoce cagliaritana degli infermieri – ci hanno chiamato eroi e applaudito dai balconi. Ma noi ci siamo sempre stati prima dell'emergenza Covid-19 e ci saremo anche dopo. Questo è l'anno dell'infermiere, ora chiediamo al Governo e alla Regione che ci ascoltino. Vogliamo essere considerati dodici mesi su dodici». È stato il portavoce sassarese del movimento, Andrea Farris, a elencare le istanze post Covid: «Chiediamo un contratto adeguato alla nostra professione. Non privilegi ma stipendi che riconoscano il nostro impegno quotidiano. Poi la formazione universitaria dev’essere gestita soprattutto dagli infermieri, perché solo noi possiamo cogliere e insegnare agli studenti quali sono le responsabilità della professione. Ancora: a livello contrattuale, deve esserci riconosciuta la formazione post laurea, mentre oggi tutto questo non accade». E infatti su uno striscione il Movimento ha scritto: «Responsabilità, competenza, ma finora poca riconoscenza». Per chiudere la manifestazione con uno slogan efficace: «Non vogliamo ritornare a essere degli invisibili». (ua)
La piattaforma. «Da sempre gli infermieri italiani – si legge in un volantino – sono fra i meno pagati d'Europa nonostante siano i più ricercati per la loro professionalità. Tanto che, ogni anno, diversi di noi emigrano nel resto del mondo. Perché, in altre Nazioni, siamo pagati meglio e soprattutto considerati e facciamo parte, a pieno titolo, dell’organizzazione e partecipiamo alla gestione di livelli d'assistenza molto alti». Dignità professionale, rispetto del ruolo, giusto stipendio: sono queste le richieste messe in fila dal Movimento.
Oltre l’emergenza. «In queste settimane molto difficili – sottolinea Chiara Alagna – portavoce cagliaritana degli infermieri – ci hanno chiamato eroi e applaudito dai balconi. Ma noi ci siamo sempre stati prima dell'emergenza Covid-19 e ci saremo anche dopo. Questo è l'anno dell'infermiere, ora chiediamo al Governo e alla Regione che ci ascoltino. Vogliamo essere considerati dodici mesi su dodici». È stato il portavoce sassarese del movimento, Andrea Farris, a elencare le istanze post Covid: «Chiediamo un contratto adeguato alla nostra professione. Non privilegi ma stipendi che riconoscano il nostro impegno quotidiano. Poi la formazione universitaria dev’essere gestita soprattutto dagli infermieri, perché solo noi possiamo cogliere e insegnare agli studenti quali sono le responsabilità della professione. Ancora: a livello contrattuale, deve esserci riconosciuta la formazione post laurea, mentre oggi tutto questo non accade». E infatti su uno striscione il Movimento ha scritto: «Responsabilità, competenza, ma finora poca riconoscenza». Per chiudere la manifestazione con uno slogan efficace: «Non vogliamo ritornare a essere degli invisibili». (ua)
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