L’appello dell'assessore al Turismo Chessa: alt alle imposte locali
Revocare o sospendere (se la somma fosse stata già versata) il pagamento per il 2020 delle imposte locali Imu, Tasi, Tari e in particolare quella sull'occupazione del suolo pubblico, la Tosap
Revocare o sospendere (se la somma fosse stata già versata) il pagamento per il 2020 delle imposte locali Imu, Tasi, Tari e in particolare quella sull'occupazione del suolo pubblico, la Tosap. È l’appello rivolto dall’assessore regionale del Commercio Gianni Chessa (foto) ai sindaci sardi . «Se gli effetti – spiega nella lettera– della pandemia dovessero proseguire ancora per qualche mese, gli sgravi garantiti dal Governo nazionale potrebbero non essere sufficienti e sarà indispensabile anche la solidarietà degli amministratori locali, più sensibili ai problemi dei territori». Chessa ricorda che nell’isola si stima, a causa della emergenza sanitaria, circa 47.000 lavoratori senza reddito per molti mesi.
«Numerosi settori – dice – sono allo stremo e non più in grado di sostenere molti costi, tra cui quelli di alcune imposte», riferendosi in particolare ad ambulanti, spettacoli viaggianti, attività ricreative e di divertimento, legati ad eventi come feste, manifestazioni e sagre locali, ancora sospesi e in gran parte annullati. Chi invece ha continuato a lavorare – dicono il segretario generale Filbi-Uila Gabriele De Gasperis eregionale Franco Pani, «garantendo i servizi essenziali per il settore agricolo e per l'intera collettività in questi mesi di grande difficoltà, sono i Consorzi di bonifica. Un impegno che non si è mai fermato e che merita il giusto riconoscimento». E annunciano la campagna di sensibilizzazione sulla applicazione della legge regionale 10/2020, con una richiesta di incontro a tutti i capigruppo in consiglio regionale. Parlano di situazione paradossale: pur avendo la Regione già una norma che prevede la stabilizzazione del personale precario, questa non è stata ancora applicata. «Occorre partire da subito con le stabilizzazioni, incrementando i fondi destinati per permettere ai Consorzi di non perdere professionalità importanti e di superare sia la palese ingiustizia di lavoratori condannati ad un precariato decennale, sia il problema della carenza di organico lamentata dagli enti stessi». (a.palm.)
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