La Nuova Sardegna

Tante correnti alla ricerca dell’unità

di Roberto Petretto
Tante correnti alla ricerca dell’unità

Nel partito si lavora per «non arrivare alla conta». Ganau e Meloni: «Nuova maggioranza in Regione? Non esiste»

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SASSARI. Qualcuno ha storto il naso, qualcun altro ha annuito: la radiografia del Pd sardo illustrata da La Nuova Sardegna ha comunque colto nel segno e messo a nudo le lentezze, le correnti, le incertezze, ma anche le potezialità di un partito che, prima del Covid, si stava preparando a un congresso importantissimo.

Gianfranco Ganau, capogruppo in consiglio regionale, ritiene che il quadro dell’azione del partito a Cagliari sia ingenerosa: «C’è una cattiva interpretazione del ruolo che stiamo svolgendo come consiglieri regionali. In una situazione di emergenza abbiamo assunto la linea della responsabilità, in sintonia con quanto chiesto anche dal presidente della Repubblica. Facciamo proposte che vogliono essere un contributo alla risoluzione dei problemi sia per il settore della sanità che per quello dell’economia. Anche se, per la verità non sono stati colti con l’attenzione dovuta. La situazione del Pd è nota: siamo in fase precongressuale. Tutto è stato rinviato per l’emergenza sanitaria, ma il partito non è fermo. Sulle cose ci siamo». Si parla di manovre per dare vita a una maggioranza alternativa in Regione: «Non esiste alcun progetto di sostituzione di maggioranze. Non c'è, al momento, un atteggiamento di rottura maggioranza tale da fare in modo che si possano creare condizioni che portino a valutare ipotesi alternative. Siamo collaborativi, ma antagonisti».

Sulla stessa linea anche Giuseppe Meloni, consigliere regionale della Gallura: «Non sono in campo e non devono esserci ipotesi di nessun tipo di sostegno dell’attuale maggioranza. Siamo stati eletti in minoranza e assolveremo nostro compito con fermezza». Sul futuro del partito: «Dovrà affrontare la fase congressuale, spero ci siano condizioni per non arrivare a scontro. I nostri elettori non lo capirebbero. Confido in una soluzione che consenta il rilancio del partito senza necessariamente fare una conta. Credo ci possa essere soluzione unitaria».

Andrea Soddu non è del Pd, ma nelle manovre del partito, in questi anni, è stato spesso al centro: «Spero che il Pd, che è la piu grande com politica del centrosinistra in Italia, possa anche in Sardegna rinvigorirsi, recuperare lo spirito progressista e creare intorno a sé un nuovo interesse da parte degli elettori e di chi vuole occuparsi di politica. Certo, la crisi organizzativa è anche legata al tempo che viviamo, ma il Pd deve riprendere il suo ruolo di punto di riferimento». Ciò significa che ha smarrito questo ruolo? «Il Pd è un partito in crisi, ma come è in crisi tutta la politica, sono in crisi le visioni, gli obiettivi alti».

L’ex renziano Gavino Manca ha visto una fotografia del partito molto fedele: «Il quadro delineato dalla Nuova è complessivamente aderente alla realtà. Noi ex renziani siamo in maggioranza con l’area Fadda-Cabras. Dopo l’emergenza bisogna ripartire: noi siamo disponibili a rimetterci a lavorare per il congresso. Ma si dovrà fare quando le condizioni, sanitarie e aggiungerei anche di democrazia, consentiranno di dare vita a un confronto diretto. Non mi interessa un congresso on line». Il Pd è un partito fermo? «Tutti hanno difficoltà: la Lega, Forza Italia, Movimento 5Stelle. Ma non voglio parlare degli altri, parlo di casa mia: è importante che il Pd torni sul territorio».



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