I dem non hanno dubbi: superiamo le correnti
wSASSARI
La deputata Mura: «Ci sono tanti amministratori che andrebbero valorizzati» L’ex capogruppo Cocco: «Dobbiamo cambiare per riuscire ad attrarre i giovani»
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SASSARI. Il Pd prova ad andare oltre le correnti per riuscire a riprendersi quel ruolo centrale che le ultime tornate elettorali gli hanno negato. C’è chi già da tempo ha provato a tirarsi fuori dalla tradizionale suddivisione in tre tronconi. È il caso della deputata Romina Mura, che di fronte alla radiografia del Pd illustrata lunedì dalla Nuova in parte storce il naso, ma allo stesso ammette che all’esterno del partito c’è un problema di percezione di quanto succede all’interno. «Io vorrei un altro approccio verso il Pd, che non è solo un insieme di capicorrente – dice Mura –. Nel Pd ci sono tanti sindaci e sindache, consiglieri comunali, tantissime persone che non hanno mai avuto la giusta valorizzazione. Purtroppo questo non viene mai rappresentato, nemmeno a livello mediatico». Più che un atto d’accusa alla stampa quello di Romina Mura è un mea culpa perché «forse non siamo stati bravi nemmeno noi a rappresentare questa nuova fase che stiamo gestendo. Qualche domanda me la pongo se la percezione esterna è sempre la stessa». E proprio per questo boccia senza mezzi termini l’ipotesi di un liaison con Solinas. «Ma quale matrimonio in vista, forse dobbiamo fare emergere ancora di più che noi siamo alternativi alla giunta. Finora siamo stati responsabili ma ora dobbiamo costruire l’alternativa».
Pietro Cocco, invece, era il capogruppo Pd nella passata legislatura ed era uno dei principali esponenti dei soriani, la corrente che faceva capo a Renato Soru e che di fronte alla decisione del leader di lasciare la politica si è liquefatta. «Il partito deve riorganizzarsi in un congresso in autunno – dice –. In quella occasione bisognerà rimettere in piedi una struttura organizzativa e programmatica. La questione delle correnti è abbastanza stucchevole e il risultato di questi anni non è stato dei migliori. C’è una grande comunità di persone che hanno voglia di lavorare e impegnarsi, ma un partito che si dovesse presentare in un formato come quello di questi anni non sarebbe capace di attrarre nessuno, ancora meno i giovani». Quanto alla scomparsa dei soriani dalla geografia del Pd Cocco sostiene che «al di là della corrente ci siamo ritrovati insieme persone che avevano una concezione di partito e Soru ne incarnava bene questo spirito. C’è ancora un nutrito gruppo di persone che si riconosce in questi principi e lavorerà per attuarli».
Dell’ipotesi di un ammiccamento tra il Pd e Solinas se ne è parlato anche in aula. «Il gruppo Pd non è per niente impegnato, tanto meno interessato a modificare gli assetti politici in Consiglio», ha affermato Cesare Moriconi . «Il nostro senso di responsabilità, durante questa fase di emergenza, oggi c’è ma qualcuno si scordi che possa essere infinito – ha aggiunto Piero Comandini –. Se non ci saranno subito fatti concreti da parte del centrodestra, ritorneremo a essere critici, molto critici». (al.pi.)
Pietro Cocco, invece, era il capogruppo Pd nella passata legislatura ed era uno dei principali esponenti dei soriani, la corrente che faceva capo a Renato Soru e che di fronte alla decisione del leader di lasciare la politica si è liquefatta. «Il partito deve riorganizzarsi in un congresso in autunno – dice –. In quella occasione bisognerà rimettere in piedi una struttura organizzativa e programmatica. La questione delle correnti è abbastanza stucchevole e il risultato di questi anni non è stato dei migliori. C’è una grande comunità di persone che hanno voglia di lavorare e impegnarsi, ma un partito che si dovesse presentare in un formato come quello di questi anni non sarebbe capace di attrarre nessuno, ancora meno i giovani». Quanto alla scomparsa dei soriani dalla geografia del Pd Cocco sostiene che «al di là della corrente ci siamo ritrovati insieme persone che avevano una concezione di partito e Soru ne incarnava bene questo spirito. C’è ancora un nutrito gruppo di persone che si riconosce in questi principi e lavorerà per attuarli».
Dell’ipotesi di un ammiccamento tra il Pd e Solinas se ne è parlato anche in aula. «Il gruppo Pd non è per niente impegnato, tanto meno interessato a modificare gli assetti politici in Consiglio», ha affermato Cesare Moriconi . «Il nostro senso di responsabilità, durante questa fase di emergenza, oggi c’è ma qualcuno si scordi che possa essere infinito – ha aggiunto Piero Comandini –. Se non ci saranno subito fatti concreti da parte del centrodestra, ritorneremo a essere critici, molto critici». (al.pi.)
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